Sport

Inter, Inzaghi: "Questo non è un derby, è il derby. Giocheremo senza paura"

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi (agf)
Il tecnico nerazzurro annuncia coraggio per la stracittadina di Champions: "Deve esserci tanta voglia di abbracciarci con i nostri tifosi, come abbiamo fatto in questi mesi"
3 minuti di lettura

MILANO - "Questo non è un derby, è il derby". Alla vigilia della prima delle due partite di Champions con il Milan, Simone Inzaghi è chiaro sul peso della sfida. "Sappiamo che è una semifinale. E sappiamo quanto è importante per tutti noi. Mi avevano detto che il derby di Roma fosse più sentito, ma devo dire che anche qui non si scherza. Lo vogliamo affrontare nel migliore dei modi".

Inzaghi: "Bravi e lucidi negli ultimi derby"

A Stefano Pioli, che ha indicato l'Inter come favorita del Match, Inzaghi ha risposto: "Favorita, non favorita ... Le partite sono tutte storie a sé. Non ci nascondiamo. Con cuore e testa vogliamo giocarcela, sapendo che sarebbe un grandissimo passo da fare con determinazione, corsa e aggressività". E citando Mourinho, per cui la Champions dev'essere un sogno e non un'ossessione, ha aggiunto: "Non ci deve essere paura, ma tanta voglia di abbracciarci con i nostri tifosi, come abbiamo fatto in questi mesi. Sia noi come gruppo squadra e società abbiamo fatto un gruppo unico per vivere serate come questa. Speriamo ci possa portare in finale". Quanto al Milan, il tecnico nerazzurro ha commentato: "Affrontiamo una squadra forte e ben allenata. Di derby ne abbiamo giocati sette. Abbiamo vinto e perso, fatto semifinali e finali. Dovremo essere bravissimi a usare la testa quando servirà, perché imprevisti nelle partite così importanti ce ne sono sempre stati. Nelle ultime, siamo sempre stati bravi a essere lucidi".

"Il girone con Bayern e Barcellona ci ha dato consapevolezza"

Guardando al percorso fatto dall'Inter per arrivare alla doppia semifinale, l'allenatore ha detto: "Dopo aver passato un girone con Barcellona e Bayern, due tra le più forti d'Europa, la squadra ha preso grande consapevolezza. Poi tutte le partite sono difficilissime, Porto e Benfica sono stati due scogli molto difficili da superare. Ne manca uno". Quanto all'importanza della partita per la propria carriera, Inzaghi ha confermato che si tratta senz'altro del punto più alto del suo percorso finora: "Senz'altro, è una partita importantissima come sono state altre finali. Non è un derby, ma il derby: sappiamo cosa rappresenta per noi, per la società, per i tifosi, anche per me stesso. Ma sono abbastanza sereno, ho visto i ragazzi molto concentrati".

La presenza o meno di Leao non condizionerà il piano partita

Inzaghi non si è ovviamente sbottonato sulla possibile formazione. È probabile che in attacco, al fianco di Lautaro, giocherà Dzeko. Il dubbio principale è fra chi sarà il regista: Brozovic o Calhanoglu? "A centrocampo e in attacco ho possibilità di scegliere, delle nostre scelte si parla tanto. Visto l'infortunio di Gosens, che non sappiamo se domani potrà essere convocato, abbiamo le rotazioni un po' limitate. A Verona ha giocato Zanotti, in difesa vista l'assenza di Skriniar speriamo di recuperare D'Ambrosio che mi permetterà di avere più alternative, può fare sia il quinto che il braccetto. Spero torni lui e di poter valutare Gosens". Quanto alla possibilità che Leao non sia della partita, il tecnico ha detto:  "Conosciamo tutti le qualità del giocatore. Sappiamo che potrebbe esserci o meno, chiaramente prenderemo qualche accorgimento ma non condizionerà il nostro piano partita"

Il ritorno di Lukaku

Sul momento dei propri attaccanti, tornati a segnare dopo un inizio di 2023 difficile, il tecnico nerazzurro ha detto: "Ci sono dei momenti per tutti. Sono stato attaccante e lo so. Abbiamo avuto una fase nella quale non riuscivano a concretizzare, adesso tutti sono tornati a segnare ed è quello che vogliamo. Ma io ero tranquillo prima e lo sono adesso, il problema è quando un attaccante non ha occasioni. Ora hanno segnato tutti e devono continuare così". E sull'importanza di  Lukaku per la squadra: "Non l'abbiamo avuto per quasi quattro mesi ma adesso è tornato a segnare. È un rientro importante come lo è stato quello di Brozovic. Per mesi e non abbiamo avuto la possibilità di fare rotazioni in più".

Dimarco: "Nella semifinale del 2003 aveva 5 anni ma ero a San Siro"

Con Inzaghi si è presentato in conferenza stampa Federico Dimarco, terzino sinistro e tifosissimo dell'Inter fin da bambino.  "Il Milan ha passato due turni difficili, con Tottenham e Napoli. È una squadra che conosciamo bene, sappiamo che comunque affrontiamo i campioni d'Italia in carica. Noi cercheremo di dimostrare a noi stessi quello che valiamo. È sempre bello giocare un derby". Quanto al doppio derby di Champions del 2003, vinto dal Milan per effetto di un doppio pareggio, Dimarco ha ricordato: "Avevo cinque anni, ero a San Siro. Non ho bellissimi ricordi. Però pensare che vent'anni fa ero a vederla e oggi ho la possibilità di giocarla è un'emozione incredibile. Non ho spirito di vendetta, pensiamo solo a fare un risultato positivo".

Infine Dimarco, che in stagione ha segnato sei gol e servito altrettanti assist ai compagni, ha risposto a Davide Calabria. Il capitano del Milan, tifoso rossonero, al giornale spagnolo AS ha dichiarato di vedere la propria squadra come possibile vincitore della Champions League: "Noi pensiamo a noi stessi, cercando di fare una grande partita domani e poi pensare a quella di ritorno. Con Calabria ci siamo affrontati tante volte. Ne abbiamo vinte alcune e perse altre, domani sarà una bella emozione".

I commenti dei lettori