Tra Real Madrid e Manchester City non c’è niente di risolto, perché l’1-1 del Bernabeu lascia la semifinale non italiana aperta a qualsiasi possibilità, anche se Ancelotti avrebbe meritato un vantaggio che adesso invece avrà Guardiola, il quale potrà giocarsi il ritorno a casa propria. Carletto lo ha però messo a lungo in difficoltà e il risultato (reti di Vinicius e De Bruyne, una per tempo) gli sta stretto: la sua strategia, e il modo in cui è stata applicata, è stata migliore di quella del collega.
Ancelotti meglio di Guardiola
Tu tieniti la palla, io mi tengo il contropiede ha detto Ancelotti a Guardiola, assecondando nei fatti un’inclinazione più tecnica che mentale: il suo tridente, con Benzema a fare da regista e le due ali a volargli al fianco, ha bisogno di campo e s’esalta degli spazi, che invece il palleggio del City ha trovato di rado visto che il Real non ha concesso un metro pur senza rinchiudersi mai in trincea ma semplicemente difendendosi a tutto campo con una lucidità e una concentrazione mostruose. Gli inglesi invece no. Nei fatti, tuttavia, Ancelotti ha schierato una formazione per niente difensiva, anzi: ha messo un tridente di attaccanti (Guardiola no, s’è cautelato con Bernardo Silva là davanti), un centrocampo con due creativi come Modric e Valverde e un centrocampista come Camavinga come terzino sinistro, ruolo in cui il giovane francese si sta riconvertendo con successo, senza contare che Alaba in vita sua ha giocato in qualsiasi posizione d’attacco. Gli uomini scelti da Guardiola erano senz’altro meno votati all’offesa.
Courtois ferma Haaland
Pur difendendo e ripartendo, la partita è sempre stata in mano al Real, che ne ha di fatto deciso l’andamento, lasciando al City il palleggio e tenendo per sé ripartenze, punture, imboscate. Gli inglesi hanno fatto ciò che Guardiola aveva previsto solamente nella prima mezzora, con il pressing alto, i dribbling di Grealish e un paio di conclusioni di Haaland bloccate da Courtois.
Camavinga ispira il capolavoro di Vinicius
Ma quando il Real si è assestato, le sue ripartenze sono state letali, tant’è che c’erano state delle avvisaglie dell’1-0, poi realizzato al 36’ con un destro folgorante di Vinicius, anticipato però da un grande lavoro di pressing di Modric e Camavinga, che ha poi scavallato da una trequarti all’altra prima di armare il piede del compagno.
City sotto shock, lo salva De Bruyne
Il City ha incassato il colpo, ha perso boria e pericolosità crescendo solamente in prevedibilità, benché se la rete del pareggio sia arrivata proprio nel momento peggiore dei guardiolani, rimessi in piedi dal fendente di De Bruyne – anche quello di destro, anche quello dal limite, ma secco e teso – al 67’, dopo un tocco intelligente di Gündogan.
Alaba e Rudiger implacabili su Haaland
Il City non ha comunque trovato slancio dal pareggio, anche perché Rüdiger in prima battuta e Alaba in secondo hanno cancellato dal campo Haaland, esultando come se avessero segnato un gol ogni volta che riuscivano a murarlo.
Ederson evita il ko su Benzema e Tchouaméni
Il Real ci ha provato fino all’ultimo, attaccando meno ma facendo meglio. Ederson si è superato su un colpo di testa di Benzema e, proprio all’ultimo, su una botta da fuori di Tchouaméni, mentre Courtois di miracoli stavolta non ha dovuto farne.
Guardiola non fa cambi
Guardiola non ha fatto nemmeno un cambio, nonostante il funzionamento ridotto della sua strategia e la presenza tra le riserve di fuoriclasse come Mahrez, Foden e Alvarez, lasciati impietosamente ad appassire in panchina dalla presunzione dell’allenatore, evidentemente convinto della perfezione della squadra che aveva ideato. Invece Ancelotti era molto deluso: “Avremmo meritato di più e l’arbitro non mi è piaciuto. È stato poco attento e in una semifinale di Champions non è ammissibile”.