L'Inter vola in finale di Champions e ora può giocarsela contro City o Real
di Maurizio CrosettiEra un Everest, e il Milan non l’ha scalato. Se l’andata dell’Inter era stata un’aggressione brevissima e formidabile, al ritorno è bastata la gestione del 2-0, sontuosa e non solo difensiva, per vincere ancora e andare a Istanbul. In questo momento l’Inter è decisamente il meglio che abbiamo in Italia, e attenti a non immaginarla come un capretto sull’altare di City o Real: l’esperienza e la qualità nerazzurra potrebbero creare la sorpresa gigante. Il 10 giugno va in finale il nostro calcio dopo 6 anni (2017, Juve sconfitta dal Real Madrid), con la squadra che per ultima si era portata a casa il portaombrelli d’argento: era il 2010, c’era Mourinho uno e trino. L’Inter è come i Promessi Sposi di don Lisànder, un gran classico nazionale, ed è superiore a questo Milan che avrebbe potuto sognare il ribaltone solo con i guizzi di Leao: tornato, ma mica tanto presente. Il portoghese era te…
Era un Everest, e il Milan non l’ha scalato. Se l’andata dell’Inter era stata un’aggressione brevissima e formidabile, al ritorno è bastata la gestione del 2-0, sontuosa e non solo difensiva, per vincere ancora e andare a Istanbul. In questo momento l’Inter è decisamente il meglio che abbiamo in Italia, e attenti a non immaginarla come un capretto sull’altare di City o Real: l’esperienza e la qualità nerazzurra potrebbero creare la sorpresa gigante. Il 10 giugno va in finale il nostro calcio dopo 6 anni (2017, Juve sconfitta dal Real Madrid), con la squadra che per ultima si era portata a casa il portaombrelli d’argento: era il 2010, c’era Mourinho uno e trino. L’Inter è come i Promessi Sposi di don Lisànder, un gran classico nazionale, ed è superiore a questo Milan che avrebbe potuto sognare il ribaltone solo con i guizzi di Leao: tornato, ma mica tanto presente. Il portoghese era terribilmente mancato la scorsa settimana e stavolta è sembrato fuori fase, a tratti persino pigro. Non era lui, e forse di più non poteva.
Inter, un blocco d'acciaio con un diamante puro: Nicolò Barella
Dell’Inter ha impressionato il blocco d’acciaio inossidabile, la capacità di serrarsi in dieci, con Dzeko mai così gregario e Lautaro pronto a chiudere i corridoi, non soltanto a cercarli. Ma è Nicolò Barella il diamante puro: una partita magnifica da parte di colui che, adesso, è probabilmente il miglior giocatore italiano. Di fronte aveva Tonali, bel duello nel primo tempo, poi si è squilibrato, ma questi due sono il presente e il futuro del centrocampo azzurro.
Inter, un cammino europeo di perfezione
Il Milan non ha mai dato l’impressione di farcela: poca qualità nei duelli individuali, quasi mai al tiro, in sofferenza anche fisica. L’Inter ha questa capacità di occupare il campo con le gambe e poi con la testa, senza sbavature apparenti: la sua Champions è stata fin qui un cammino di perfezione, e siamo convinti che Ancelotti e Guardiola non sentano già il lucido trofeo sotto le loro dita. La finale nerazzurra è sacrosanta, e rende merito a un gruppo che ha inspiegabilmente mollato la presa sullo scudetto troppo presto. La stoccata, ancora, di Lautaro Martinez (ottavo gol nei derby), un argentino, un campione del mondo. Ma qui c’è un mondo che si chiama Europa e brilla d’argento.