✕

Inter-Milan 1-0: Lautaro mette il sigillo, nerazzurri in finale di Champions contro City o Real

Dopo il 2-0 dell'andata, l'attaccante chiude a favore della squadra di Inzaghi anche il ritorno. Ora l'ultimo atto a Istanbul il 10 giugno
2 minuti di lettura

MILANO — Le rimonte in Champions sono eccezioni storiche e il derby numero 237 non è sfuggito alla regola. Dopo avere vinto serenamente l'andata della semifinale, l'Inter si è ripetuta verso il tramonto di una partita mai infiammata veramente dal Milan. Il duetto della premiata coppia Lukaku-Lautaro ha concesso al Meazza a larga maggioranza nerazzurro (12,5 milioni di euro il record d'incasso) il lusso di festeggiare in anticipo: adesso l'attesa è per sapere se il 10 giugno a Istanbul ci sarà il Manchester City o il Real Madrid.    

<<La cronaca della gara>>

Leao, rientro senza incidere

Il Milan si è sciolto presto, malgrado il rientro di Leao. All'assalto…

MILANO — Le rimonte in Champions sono eccezioni storiche e il derby numero 237 non è sfuggito alla regola. Dopo avere vinto serenamente l'andata della semifinale, l'Inter si è ripetuta verso il tramonto di una partita mai infiammata veramente dal Milan. Il duetto della premiata coppia Lukaku-Lautaro ha concesso al Meazza a larga maggioranza nerazzurro (12,5 milioni di euro il record d'incasso) il lusso di festeggiare in anticipo: adesso l'attesa è per sapere se il 10 giugno a Istanbul ci sarà il Manchester City o il Real Madrid.    

<<La cronaca della gara>>

Leao, rientro senza incidere

Il Milan si è sciolto presto, malgrado il rientro di Leao. All'assalto. Così recitava lo striscione della Curva Sud, che in questi giorni ha assolto nell'ambiente milanista il discusso ruolo di ascoltata consigliera. Tra il dire e il fare c'era di mezzo un mare magno. Gli schemi di Simone Inzaghi sono sempre gli stessi, però funzionano: la cerniera tra i reparti, con gli arretramenti degli esterni Dimarco e Dumfries sulla linea della difesa a tre e quelli di Barella e Mkhitaryan accanto a Çalhanoglu, obbliga i dirimpettai a cercare la cruna dell'ago. Ci hanno provato Diaz con i suoi dribbling velleitari ed Hernandez con le note percussioni, mentre Leao non è riuscito a scollarsi dalla doppia marcatura di Dumfries e Darmian.

La vittoria di Inzaghi

L'Inter ha aspettato che il Milan si scoprisse un po' per colpirlo in verticale grazie al palleggio superiore e all'intuito di Barella e Dumfries. Il primo tempo è l'efficace paradigma della frustrazione tattica di Pioli, cui potevano porre rimedio solo le invenzioni: sotto la capigliatura striata degna di un armocromista, Hernandez covava invano l'idea di segnare con un tiro da fuori. Sull'unico cross idoneo Giroud ha girato di testa il pallone, in anticipo su Onana: Darmian lo ha spinto via dall'area piccola. Il pallone giusto è capitato sul destro di Diaz, smarcato da una fuga di Tonali: il tiretto sfiatato lo ha bloccato Onana. Era il 12' e lì si sono bloccate pure le speranze del Milan, che ha sfiorato l'1-0 solo sull'unica vera accensione di Leao: non molto prima dell'intervallo il funambolo mancato è scappato a Darmian, ma ha allargato troppo il sinistro rasoterra. Nel frattempo Mkhitaryan, Dumfries e Barella avevano seminato abbastanza scompiglio e non è parso illogico che la parata più difficile l'abbia dovuta fare Maignan, con magnifico riflesso sulla punizione di Çalhanoglu sfiorata di testa da Dzeko.

Inter, in finale Real o City

La rosa di Inzaghi è tecnicamente migliore di quella di Pioli e infatti, assorbita senza traumi l'uscita di Mkhitaryan per infortunio muscolare (è improprio definire riserva Brozovic, che ha fatto traslocare a interno Çalhanoglu), i cambi di metà ripresa, con gli ingressi di Lukaku e Gosens, hanno garantito all'Inter di vincere. L'azione decisiva - insistita rete di passaggi nell'area avversaria, assist di Lukaku per Lautaro e colpo da biliardo dell'argentino sul primo palo di Maignan insolitamente fallace - ha confermato la differenza tra le due panchine. Vano è stato il ricorso finale di Pioli a Origi e Saelemaekers per un estemporaneo 4-2-4. La coda delle risse, governata da Turpin con lo sventolio di cinque cartellini gialli, ha annacquato assai le piccole polemiche prepartita sul presunto favoritismo dell'arbitro francese per i numerosi connazionali di Milanello. La sola cosa in comune è stata la maglia gialla come Maignan. Ma altro che armocromia: in finale ci va l'Inter e se lo merita.  

Il tabellino di Inter-Milan

Inter 1 (Lautaro 29' st)

Milan 0

Inter (3-5-2): Onana - Darmian, Acerbi, Bastoni - Dumfries, Barella (39' st Gagliardini), Calhanoglu, Mkhitaryan (44' pt Brozovic), Dimarco (21' st Gosens) - Dzeko (21' st Lukaku), Lautaro (39' st Correa). All: Inzaghi.
Milan (4-2-3-1): Maignan - Calabria, Tomori, Thiaw (19' st Kalulu), Hernandez - Krunic, Tonali - Messias (31' st Saelemaekers), Diaz (31' st Origi), Leao - Giroud. All. Pioli.
Arbitro: Turpin.
Note: ammoniti Thiaw, Barella, Tonali, Krunic, Tomori, Lautaro. Spettatori 75.567, Incasso 12.547.765 euro.