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Guardiola, altro che Lautaro: il pericolo per il City è la maledizione di Yaya Touré

Pep Guardiola  (reuters)
L'ivoriano si lasciò malissimo con Pep, tanto che l'agente rivelò di un incantesimo commissionato agli sciamani affinché il tecnico non vincesse più la Champions. Per sfortuna dell'Inter sembra che il mese scorso il flusso negativo sia stato interrotto. Ma per saperne di più bisognerà aspettare la partita
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ISTANBUL - Nulla avrà mai la stessa indistruttibile potenza della maledizione di Bela Guttman, l'allenatore ungherese che venne silurato dal Benfica dopo aver vinto due Coppe dei Campioni: voleva un aumento, non glielo diedero, se ne andò sbattendo la porta e soprattutto sibilando quelle terribili profetiche maledette parole: "Senza di me, il Benfica non vincerà mai più una Coppa dei Campioni". Da allora ha perso otto finali (di cui tre di Uefa/Europa League) e a nulla valse nemmeno un pellegrinaggio contrito e riparatorio del grande Eusebio sulla tomba viennese del grande tecnico magiaro.

Quando Yaya Touré scatenò gli sciamani contro Guardiola

Non siamo a quei livell…

ISTANBUL - Nulla avrà mai la stessa indistruttibile potenza della maledizione di Bela Guttman, l'allenatore ungherese che venne silurato dal Benfica dopo aver vinto due Coppe dei Campioni: voleva un aumento, non glielo diedero, se ne andò sbattendo la porta e soprattutto sibilando quelle terribili profetiche maledette parole: "Senza di me, il Benfica non vincerà mai più una Coppa dei Campioni". Da allora ha perso otto finali (di cui tre di Uefa/Europa League) e a nulla valse nemmeno un pellegrinaggio contrito e riparatorio del grande Eusebio sulla tomba viennese del grande tecnico magiaro.

Quando Yaya Touré scatenò gli sciamani contro Guardiola

Non siamo a quei livelli, no, ma la maledizioncina di Yaya Touré ha spesso ronzato nelle orecchie dei tifosi del City. Non fu lui a pronunciarla direttamente ma la riferì il suo manager dell'epoca, Dimitri Seluk: "Guardiola è riuscito a mettersi contro tutta l'Africa, molti sciamani faranno in modo che non vinca mai più la Champions. Pep si accorgerà di quanto è grande il potere degli sciamani a tutto quello che ha fatto a Yaya gli tornerà indietro come un boomerang".

Il livore dopo un divorzio burrascoso

Yaya Touré, lo ricorderete, è stato un mastodontico centrocampista ivoriano che Guardiola allenò prima al Barcellona e poi al City, in entrambi i casi con poco feeling reciproco. D'altro canto Touré non era esattamente il tipo di giocatore più adatto al guardiolismo: era possente, sbrigativo, una sorta di mediano di sfondamento che al City divenne prima un idolo e poi una bandiera. Un anno arrivò a segnare addirittura 20 reti in Premier. Ma con Guardiola non poteva durare: il divorzio fu burrascoso, Touré non usò mezzi termini ("Ho la netta sensazione che Guardiola abbia fatto di tutto per rovinare la mia ultima stagione a Manchester"), ci furono anche velatissime allusioni al razzismo (razzista Pep? Ma quando mai) e insomma sbucò quella maledizione riportata dal manager e che, vera o non vera, ha avuto un riscontro nei fatti, perché dal 2018, l'anno della maledetta separazione, il City ha perso la Champions in tutti i modi, pur essendo sempre favorita: è uscito con il Lione e il Tottenham, è stato ribaltato dal Real, ha buttato una finale con il Chelsea.

Un mese fa la revoca dell'incantesimo

Se ci sono interisti scaramantici, o dediti allo sciamanesimo, troveranno ispirazione in questa storia che però, a dire il vero, ultimamente si è rivelata la farsa che forse è sempre stata. Esattamente un mese fa, Seluk ha rilasciato un'intervista al Mirror annunciando la revoca della maledizione: "Voglio scusarmi per questa faccenda. Penso che sia ora di chiuderla e so che Yaya prova lo stesso perché non desidera altro che il successo del City. Posso dire che l'incantesimo è stato revocato dagli sciamani e penso che il City vincerà la Champions League con Pep. Se non quest'anno, nei prossimi tre".

Ma Touré nega tutto: "Non associatemi a queste sciocchezze"

Ecco, accadesse l'anno prossimo a noi italiani andrebbe benissimo, dopo tutto, ma forse è meglio non affidarsi al sovrannaturale, perché l'ultima parola della vicenda l'ha scritta Yaya Touré in persona: "Non associatemi a queste sciocchezze, sono stereotipi sulle maledizioni africane che è dannoso amplificare. Quest'uomo non mi rappresenta in alcun modo". Credere a queste cose può essere da ignoranti ma, come direbbe Eduardo De Filippo, magari non crederci porta male.