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Real Sociedad-Inter 1-1: i nerazzurri soffrono, poi ci pensa Lautaro

Brutta partenza per la squadra di Inzaghi, che poi rimette a posto le cose con un bel finale
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San Sebastian - L’Inter ha cominciato a correre solo quando la Real Sociedad ha finito la benzina. E che a un certo punto i baschi sarebbero rimasti a piedi era prevedibile: sempre in stagione sono andati in vantaggio, ma alla fine su cinque partite di Liga ne hanno vinta una sola. E così i nerazzurri, andati sotto dopo appena quattro minuti, hanno trovato il gol del pari solo tre minuti prima del novantesimo, dopo una partita di sofferenza, raddrizzata con l’inserimento in corsa di Frattesi e Thuram. "Possiamo essere soddisfatti del risultato, non siamo partiti bene. Siamo stati bravi a restare in partita anche grazie al nostro portiere. Ci prendiamo questo punto. Abbiamo toccato con mano quello che avevo detto: la Real Sociedad è un’ottima squadra”, ha detto Inzaghi dopo il primo stop stagionale. Fin qui, solo vittorie: 4 su 4 in campionato.

«La cronaca della gara»

Scesa in campo in maglia arancione, l’Inter più che l’Olanda fiammeggiante di Cruyff è parsa per tutto il primo te…

San Sebastian - L’Inter ha cominciato a correre solo quando la Real Sociedad ha finito la benzina. E che a un certo punto i baschi sarebbero rimasti a piedi era prevedibile: sempre in stagione sono andati in vantaggio, ma alla fine su cinque partite di Liga ne hanno vinta una sola. E così i nerazzurri, andati sotto dopo appena quattro minuti, hanno trovato il gol del pari solo tre minuti prima del novantesimo, dopo una partita di sofferenza, raddrizzata con l’inserimento in corsa di Frattesi e Thuram. "Possiamo essere soddisfatti del risultato, non siamo partiti bene. Siamo stati bravi a restare in partita anche grazie al nostro portiere. Ci prendiamo questo punto. Abbiamo toccato con mano quello che avevo detto: la Real Sociedad è un’ottima squadra”, ha detto Inzaghi dopo il primo stop stagionale. Fin qui, solo vittorie: 4 su 4 in campionato.

«La cronaca della gara»

Scesa in campo in maglia arancione, l’Inter più che l’Olanda fiammeggiante di Cruyff è parsa per tutto il primo tempo quella inceppata delle prime partite con De Boer. Per una perfida ironia della sorte, il primo a fare un errore da penna rossa, o da evidenziatore arancio, è stato l’olandese Dumfries, che dopo tre minuti ha perso il pallone che poi Barrenetxea ha sparato sul palo. Fatale è stato il secondo errore interista, arrivato pochi secondi dopo, con Bastoni che è inciampato al limite della propria area, regalando palla a Mendéz.

Al di là degli errori dei singoli, a non girare per 70 minuti buoni è stata tutta l’Inter, quasi irriconoscibile rispetto alla squadra che sta dominando la Serie A. Fra le novità provate da Inzaghi, la meno felice è stato l’inserimento del regista di riserva Asllani, a cui un cartellino giallo preso dopo 12 minuti ha tolto ogni sicurezza. Non solo l’allenatore, ma anche Barella e Sommer si sono sgolati invocando passaggi verticali che non arrivavano mai. Quasi peggio ha fatto Arnautovic, sempre in fuorigioco e incline a cascare per terra.
Al rientro delle squadre negli spogliatoi, dopo un colpo di testa di Le Normand alto per miracolo, la Real Sociedad aveva fatto otto tiri, tre in porta. L’Inter uno solo, fuori. Altrettanto impietoso il conto dei tocchi in area: sedici a tre. Numeri da Inter-Fiorentina, con i nerazzurri a fare la parte della Viola. Nella ripresa, Inzaghi ha aspettato appena nove minuti per fare i cambi che ogni tifoso interista invocava, al pub, su Twitter e nel settore ospiti mezzo vuoto del meraviglioso Estadio de Anoeta: fuori Bastoni, Asllani ed Arnautovic. Dentro Dimarco, Frattesi e Thuram. Ma nemmeno questa mezza rivoluzione è bastata a invertire subito l’inerzia della parita. “Alcuni ragazzi erano stanchi, dovevo farli riposare. Ho bisogno di tutti. Avessi avuto più cambi li avrei fatti”, ha detto il tecnico.

La squadra di Alguacil, che da appassionato di canottaggio ha guidato i suoi urlando come un timoniere al megafono, ha continuato a martellare. L’atteso calo dei baschi è arrivato solo nel finale. Nel frattempo, erano successe alcune cose: l’arbitro aveva dato una valanga di gialli, Barella era stato espulso ma il rosso gli era stato tolto al Var, e Thuram aveva segnato, ma imbeccato da Augusto in fuorigioco. Quando i padroni di casa, stremati dal ritmo che si erano imposti, hanno cominciato a non riuscire più a rincorrere il pallone, è arrivato il gol di Lautaro su assist di Frattesi.

L’Inter ha ora tempo fino al 3 ottobre per allineare la performance europea a quella del campionato. Fra due settimane infatti riceverà a San Siro il Benfica, battuto 2-0 in casa dal Salisburgo. Quello che sembrava un girone tutto sommato prevedibile negli esiti, alla prima prova ha dimostrato di non esserlo per niente.

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