Mbappé, capricci e gol: il Milan nella tana dell’uomo forte del calcio francese
dal nostro inviato Enrico CurròKylian Mbappé
(afp)PARIGI — In Boulevard Saint-Germain i negozietti di souvenir, tra una Tour Eiffel di plastica e un magnete di Notre-Dame, espongono la maglia numero 7 di Kylian Mbappé, rigorosamente falsa e immancabilmente ignorata dai turisti: c’è un limite al fake. L’allegoria involontaria fotografa lo stato dell’arte. È come se il fuoriclasse del calcio francese si trovasse in una condizione sospesa e quasi posticcia, lui campione del mondo nel 2018 e vicecampione nel 2022, lui che ha legittimamente dichiarato di volere vincere la Champions League e che proprio per questo è da anni tentato dal Real Madrid, il club che più ne ha vinte: 14.
Mbappé, dal tifo per il Milan alla sfida ai rossoneri
Invece il Kylian Saint-Germain, come è stato ribattezzato il Psg per la sua dipendenza da Mbappé, ha nei confronti della Champions un complesso: costruito con le strabordanti risorse finanziarie del Qatar per primeggiare, finora non è mai riuscito nell’intento. La partita di stasera col Milan, di cui Kylian ba…
PARIGI — In Boulevard Saint-Germain i negozietti di souvenir, tra una Tour Eiffel di plastica e un magnete di Notre-Dame, espongono la maglia numero 7 di Kylian Mbappé, rigorosamente falsa e immancabilmente ignorata dai turisti: c’è un limite al fake. L’allegoria involontaria fotografa lo stato dell’arte. È come se il fuoriclasse del calcio francese si trovasse in una condizione sospesa e quasi posticcia, lui campione del mondo nel 2018 e vicecampione nel 2022, lui che ha legittimamente dichiarato di volere vincere la Champions League e che proprio per questo è da anni tentato dal Real Madrid, il club che più ne ha vinte: 14.
Mbappé, dal tifo per il Milan alla sfida ai rossoneri
Invece il Kylian Saint-Germain, come è stato ribattezzato il Psg per la sua dipendenza da Mbappé, ha nei confronti della Champions un complesso: costruito con le strabordanti risorse finanziarie del Qatar per primeggiare, finora non è mai riuscito nell’intento. La partita di stasera col Milan, di cui Kylian bambino è stato fervente tifoso, diventa perciò un passaggio essenziale, data la partenza di entrambe le squadre: rovinosa la caduta dei parigini a Newcastle dopo la vittoria iniziale col Dortmund, frustranti gli 0-0 milanisti con inglesi e tedeschi. La classifica del girone è chiara: se per il Psg andassero male questo duello e quello a San Siro il 7 novembre, sarebbe compromessa la qualificazione agli ottavi di finale — minimo risultato possibile — e già a gennaio il divorzio potrebbe essere ratificato in vista di un trasferimento a giugno. Dopo un’estate tormentata — Mbappé era fuori rosa ad agosto per avere annunciato che non avrebbe esercitato l’opzione per il prolungamento del contratto fino al 2025 — il Milan lo trova in buona vena: 8 gol in 8 giornate di campionato. Il caso si riproporrà a fine anno.
Mbappé, la mamma agente
Mentre Mbappé, capace di una favolosa tripletta nella finale del Mondiale persa ai rigori con l’Argentina di Messi, è diventato sempre più l’uomo forte del calcio francese. La sua immagine e i suoi guadagni sono nelle mani della madre Fayza, ex campionessa di pallamano che con uno stuolo di abili consulenti li gestisce attraverso la società per azioni KEWJF (acronimo che tiene insieme le iniziali di tutta la famiglia). E nel mondo al tempo dei social Kylian può spostare i destini più con un tweet che con un dribbling.
Mbappé, l’uomo forte che ha detto “no” a Macron
Ne sa qualcosa Noël Le Graët, ottuagenario e immarcescibile ex presidente della federcalcio francese. Sopravvissuto a scandali e tempeste, nel gennaio scorso ha accompagnato la conferma di Deschamps ct dei Bleus con un’incauta dichiarazione su Zidane. Fatale gli è stato il successivo tweet di Mbappé: «Zidane è la Francia, non manchiamogli di rispetto». Kylian, a marzo, è stato ufficialmente investito da Deschamps del ruolo di capitano della Francia e ha provveduto a confortare Griezmann, che aspirava alla fascia: «Ascolterò sempre Antoine». In giugno il presidente della Repubblica Macron, che nel 2022 ai tempi del primo assalto del Real Madrid aveva fatto il possibile per trattenerlo a Parigi, ha ribadito l’intenzione di spendersi ancora, per evitare l’addio. Replica del diretto interessato: «Nessuno può influenzare la mia carriera».
La sfida con Leao, il derby degli Hernandez, il Milan straniero
Per anni nello spogliatoio del Psg ha prevalso il clan sudamericano. Però oggi Di Maria e Paredes, Neymar e Messi non ci sono più. Mentre Mbappé ora è il leader incontrastato. Sulla sua strada per la Champions, la sfida con Leao e Giroud, sullo sfondo del derby tra i fratelli Hernandez e un possibile inedito: se Kalulu e Musah vinceranno i ballottaggi con Calabria e Pobega, la formazione del Milan sarà tutta straniera.