Psg, Donnarumma: “Con il Milan emozioni ma solo fuori dal campo, come si addice a un top"
dal nostro inviato Enrico CurròGianluigi Donnarumma
(afp)PARIGI – "Mi emozionerò certamente. Nel Milan sono cresciuto, ci ho passato otto anni. Questa per me non può essere una partita qualsiasi, è speciale. Rivedrò i miei vecchi compagni da avversario. Ma in partita dovrò essere capace di tenere fuori le emozioni. La differenza tra un giocatore forte e uno top, non solo un portiere, è proprio questa: la testa, la concentrazione, la capacità di non farsi condizionare dai fattori esterni". Gigio Donnarumma riconosce ovviamente che l'appuntamento contro il Milan non può essere liquidato coi luoghi comuni del calcio: la sua sfida è restare ancora più freddo e lucido del solito. A proposito di teorici condizionamenti, peraltro, qui ce n'è uno aggiuntivo: la rottura coi tifosi rossoneri, che non gli hanno perdonato l'addio a parametro zero e non hanno perso occasione per fischiarlo, quando è tornato a San Siro con la Nazionale.
Donnarumma: “Dispiace per la situazione creatasi con i tifosi”
Donnarumma lascia intendere che la ferita per lui resta aperta e esclude che si possa rimarginare, magari con un suo gesto. Il Parco dei Principi, però, non sembra il posto più adatto: "Questa situazione mi dispiace. Io col Milan ho dato il massimo fino all'ultima partita". Il duello nel duello sarà col suo successore Maignan, che è stato capace di non farlo rimpiangere: "Tra noi c'è grande rispetto. È un grande portiere, quello che ha fatto e sta facendo anche da titolare della Francia lo dimostra".
"Ormai il Psg è la mia famiglia”
Donnarumma, a Parigi, ha passato anche momenti delicati e superato critiche: un'esperienza che lo ha rafforzato: "Mi sono ambientato via via, all'inizio non è stato facile, mi mancavano i miei amici. Ma a poco a poco me ne sono fatti anche qui, adesso a Parigi e soprattutto nel Psg mi sento in famiglia, proprio com'era al Milan. Sul piano tecnico sono contento dei progressi che ho fatto. Cerco di imparare sempre dai miei allenatori, sono uno che ascolta e so di avere ancora tanti margini di miglioramento. Gioco da professionista ormai da tanti anni, ma ne ho ancora 24". Uno tra gli aspetti migliorabili, a giudizio della critica francese, è il gioco coi piedi: "È una parte ormai importante del calcio moderno. Sto progredendo anche in questo, i tecnici sono contenti. Il Psg gioca all'attacco, come vuole il nostro allenatore. Attaccheremo certamente anche contro il Milan: la sconfitta col Newcastle ci ha lasciato tanta rabbia, quella sera abbiamo fatto troppi errori".
Luis Enrique: “La nostra filosofia è l’attacco”
Che il Psg giocherà all'attacco lo conferma Luis Enrique, uno che conosce benissimo il Milan e il calcio italiano e che non si sottrae al duello tattico con Pioli: "La nostra filosofia è il gioco d'attacco. Piace ai giocatori, che l'hanno assimilato, e al pubblico del Parco dei Principi, che lo apprezza. Sono ottimista, vedo un gioco offensivo e una difesa efficace, basata sul pressing. Il Milan parte dal 4-3-3, ma Pioli lo ha reso duttile: può passare senza problemi alla difesa a cinque, se non sbaglio lo ha fatto nella scorsa Champions contro il Tottenham. Se loro cambieranno, sapremo adeguarci, altrimenti faremo come al solito. Ma la mentalità offensiva resta". Il solo ballottaggio, in teoria, è tra Gonçalo Ramos e Kolo Muani per il ruolo di partner d'attacco di Mbappé. Luis Enrique non dà indizi: "Io dico che la concorrenza è una risorsa. La verità è che ho giocatori come Soler, Vitinha, Fabian Ruiz. E questo è un privilegio".