Milan-Psg 2-1: Leao e Giroud affondano i francesi. Pioli: “Visto? Non siamo pirla”
di Enrico CurròMILANO - Come esigeva il palcoscenico, il Milan è risorto in Champions grazie alle sue stelle: i francesi Giroud, Maignan ed Hernandez hanno cancellato la batosta di Parigi. Ma il vero brillio è stato di Leao, che ha vinto il duello con Mbappé e ha giocato la sua migliore partita in tre edizioni del torneo. Se ne sarà inorgoglito il suo vecchio istitutore Ibrahimovic, che sta per tornare da dirigente. Se ne sono rallegrati i rappresentanti della proprietà americana del club - Cardinale (RedBird) e Gordon Singer (Elliott) – seduti accanto in tribuna a conferma della perdurante sinergia. Il più felice è tuttavia Pioli: il Milan ha quasi agganciato il Psg, ha staccato il Newcastle e incalza il Dortmund, che sfiderà il 26 novembre a San Siro. Alla fine il tecnico difende i suoi: “Visto? Non siamo dei pirla”.
Il coraggio di Pioli
L’allenatore contestato ha scelto di giocarsi la sua serata più importante nella maniera più coraggiosa: parata e risposta senza soluzi…
MILANO - Come esigeva il palcoscenico, il Milan è risorto in Champions grazie alle sue stelle: i francesi Giroud, Maignan ed Hernandez hanno cancellato la batosta di Parigi. Ma il vero brillio è stato di Leao, che ha vinto il duello con Mbappé e ha giocato la sua migliore partita in tre edizioni del torneo. Se ne sarà inorgoglito il suo vecchio istitutore Ibrahimovic, che sta per tornare da dirigente. Se ne sono rallegrati i rappresentanti della proprietà americana del club - Cardinale (RedBird) e Gordon Singer (Elliott) – seduti accanto in tribuna a conferma della perdurante sinergia. Il più felice è tuttavia Pioli: il Milan ha quasi agganciato il Psg, ha staccato il Newcastle e incalza il Dortmund, che sfiderà il 26 novembre a San Siro. Alla fine il tecnico difende i suoi: “Visto? Non siamo dei pirla”.
Il coraggio di Pioli
L’allenatore contestato ha scelto di giocarsi la sua serata più importante nella maniera più coraggiosa: parata e risposta senza soluzione di continuità, malgrado la superiore qualità tecnica complessiva degli avversari. Lo stadio pieno (sfiorati gli 8 milioni di incasso) ha fatto la sua parte. Tatticamente, saltare il centrocampo è stato subito naturale: gli attori si fiondavano da un’area all’altra. La circostanza ha permesso ai calciatori più tecnici di rifulgere: Dembélé e Leao, in vena spettacolare per gli slalom e per le invenzioni. Mbappé ha invece cercato il capolavoro: la semplicità sarebbe stata più utile ad esempio sull’1-1, quando è stato smarcato in area da Kolo Muani e ha sprecato l’assist con un tocco beffardo su Maignan, forse perché il portiere suo compagno nella Francia lo aveva in precedenza irretito in uscita bassa.
Leao si sblocca
L’elenco di attacchi e contrattacchi, nel primo tempo, restituisce la statistica della vana prevalenza del Psg e valorizza soprattutto la capacità di reazione del Milan, capace di non deprimersi per il precoce e ingenuo svantaggio su corner: l’ex interista Skriniar è stato liberissimo di colpire di testa nell’area piccola su torre di Marquinhos. Chissà se Loftus-Cheek, responsabile della mancata marcatura, si è sentito in preda ai sensi di colpa. Fatto sta che la sua corposa presenza in campo, sommata alle puntate di Reijnders e Musah ha un po’ ridimensionato il prodigioso Zaire-Emery dell’andata. Ma il pari raggiunto in soli 3’ è merito di Leao, a segno dopo 45 giorni: strappo a metà campo, apertura per Giroud, diagonale del centravanti, respinta così e così di Donnarumma e rovesciata vincente del numero 10, che ha colto l’ex compagno - insultato dagli ultrà prima, durante e dopo la partita - in torpida opposizione sulla linea, sotto la curva Sud.
La rete di Leao
La traversa salva Maignan
Certo, il Psg si sarebbe potuto ritrovare in vantaggio, senza gli errori di Mbappé e se la traversa non avesse parato un sinistro artistico di Dembélé, ma non è che il Milan sia rimasto a guardare: Musah, Giroud e Leao stesso hanno ancora attentato alla porta di Donnarumma.
Giroud decide
L’avvio di ripresa non è stato dunque sorprendente, col gol di testa di Giroud su cross di Hernandez, che ha poi costretto Donnarumma a evitare il 3-1 su punizione (nel finale il reprobo si sarebbe ripetuto su sinistro liftato di Okafor). Luis Enrique, dati gli innocui innesti di Ramos, Ruiz e Mukiele (solo Kang-in Lee ha colpito il palo) e l’immalinconirsi di Mbappé, ha dovuto constatare ancora che il rendimento del Psg in trasferta non è lo stesso del Parco dei Principi. Il Milan no, il Milan è risorto.
Milan-Psg 2-1 (1-1)
Milan (4-3-3): Maignan; Calabria, Thiaw, Tomori, Theo Hernandez; Loftus-Cheek, Reijnders, Musah (39' st Krunic); Pulisic (47' st Florenzi), Giroud, Leao (39' st Okafor) (69 Nava, 83 Mirante, 7 Adli, 15 Jovic, 21 Chukwueze, 32 Pobega, 95 Bartesaghi). All.: Pioli.
Psg (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Skriniar (45' st Barcola), Lucas Hernandez (19' st Mukiele); Zaire-Emery, Ugarte (15' st Ruiz), Vitinha (15' st Lee Kang-In); Dembélé, Muani (15' st Goncalo Ramos), Mbappé (30 Lettelier, 80 Tenas, 28 Soler). All.: Luis Enrique.
Arbitro: Jesus Gil Manzano (Spa).
Reti: nel pt 9' Skriniar, 12' Leao; nel st 5' Giroud.
Angoli: 8-3 per il Psg.
Recupero: 1' e 7'.
Ammoniti: Skriniar, Vitinha, Ugarte, Muani, Lucas Hernandez e Musah per gioco falloso.
Spettatori: 75.649 per un incasso di 7.719.247 euro