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Salisburgo-Inter 0-1: un rigore di Lautaro regala gli ottavi di Champions a Inzaghi

Lautaro Martinez

 (ansa)
Nerazzurri già qualificati insieme alla Real Sociedad. In Austria partita combattuta decisa dall’argentino, mandato in campo nella ripresa
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SALISBURGO — Contro il Benfica, a Lisbona, l’Inter potrà fare turnover. Questo significa potersi concentrare sulla sfida di campionato che precede, a Torino con la Juve, e quella che segue, a Napoli. Ecco il regalo che si è fatta l’Inter, dichiaratamente a caccia della seconda stella sulla maglia, vincendo a Salisburgo. I nerazzurri hanno conquistato gli ottavi di Champions League con due giornate di anticipo, come non succedeva dal 2005 («un grande orgoglio per noi la qualificazione anticipata» ha detto Inzaghi), in un girone che all’inizio sembrava equilibrato, ma che presto si è dimostrato semplicemente montato al contrario, con la Real Sociedad entrata da quarta ma già matematicamente qualificata e i campioni di Portogallo ad arrancare a zero punti, peggiore squadra dell’intero tabellone. Il 3-1 di San Sebastian rafforza i baschi al primo posto del gruppo: hanno sì 10 punti come l’Inter, e se il girone finisse oggi sarebbero in testa per differenza reti. Ma non è ancora il moment…

SALISBURGO — Contro il Benfica, a Lisbona, l’Inter potrà fare turnover. Questo significa potersi concentrare sulla sfida di campionato che precede, a Torino con la Juve, e quella che segue, a Napoli. Ecco il regalo che si è fatta l’Inter, dichiaratamente a caccia della seconda stella sulla maglia, vincendo a Salisburgo. I nerazzurri hanno conquistato gli ottavi di Champions League con due giornate di anticipo, come non succedeva dal 2005 («un grande orgoglio per noi la qualificazione anticipata» ha detto Inzaghi), in un girone che all’inizio sembrava equilibrato, ma che presto si è dimostrato semplicemente montato al contrario, con la Real Sociedad entrata da quarta ma già matematicamente qualificata e i campioni di Portogallo ad arrancare a zero punti, peggiore squadra dell’intero tabellone. Il 3-1 di San Sebastian rafforza i baschi al primo posto del gruppo: hanno sì 10 punti come l’Inter, e se il girone finisse oggi sarebbero in testa per differenza reti. Ma non è ancora il momento di pensarci per i nerazzurri, che hanno presto trovato contromosse efficacissime a uno schema di partita inaugurato proprio dalla Real Sociedad e poi replicato in serie da tutte le avversarie incontrate dalla squadra di Inzaghi.

«la cronaca della partita»

La strategia di Inzaghi

Dal 20 settembre scorso, giorno della trasferta a San Sebastian, contro l’Inter recitano tutti lo stesso copione. Al Sassuolo è andata benissimo, al Bologna bene, agli altri molto meno. Lo schema ripetuto è: mezz’ora di assedio e pressing furioso, per cercare di scardinare la difesa nerazzurra, poi quando l’energia inevitabilmente finisce, il tentativo di contenere Çalhanoglu e compagni. Inzaghi, elogiato da Guardiola nella prefazione dell’ultimo libro di Sacchi, prevedendo quel che poi è puntualmente successo, ha schierato un undici iniziale di lotta e di governo, con Darmian a coprire in fascia al fianco del centrale quasi esordiente Bisseck — non male, ma ammonito e cambiato nell’intervallo — , Frattesi a menare a protezione del regista turco, e Carlos Augusto per una volta più terzino che ala larga. Il piano ha funzionato. Le fiammate del Salisburgo sono state regolarmente spente dai raddoppi interisti, o sono svanite a causa dei limiti tecnici dei ragazzi di Struber: tiracci alti, cross direttamente sul fondo, botte di collo pieno addosso agli avversari.

Lautaro entra e segna su rigore

Nella ripresa, per sfruttare l’inevitabile calo degli austriaci, dopo 23 minuti Inzaghi ha fatto la mossa che il settore ospiti interista invocava: ha scatenato Lautaro. Dall’ingresso del Toro, la partita ha preso un’altra piega. Prima Bastoni, entrato in campo con la fascia al braccio, gli ha messo sulla testa una palla deliziosa, che ha stampato sulla traversa. Poi Barella, entrato per Frattesi, con un bel tiro da fuori ha costretto Bidstrup al mani in area, il 10 interista ha segnato dal dischetto e poi ha guardato lontano: «Ripetere la finale? Manca tanto, ma sicuramente è il percorso che abbiamo iniziato con il mister. Sono contento, la squadra sta maturando tanto».

Inter agli ottavi di Champions

Nel 1994 la vittoria sul Salisburgo portò la Coppa Uefa. Questa volta non porta trofei ma una certezza: visto che la qualificazione non è più un problema, l’Inter può concentrarsi nella corsa al ventesimo scudetto («adesso il calendario è fitto e duro» ha ricordato Inzaghi). E c’è da scommettere che le prossime avversarie dei nerazzurri cercheranno variazioni allo schema della mezz’ora a tuono seguita dal nulla ordinato.

Il tabellino di Salisburgo-Inter

RB Salisburgo 0

Inter 1 (rig. Lautaro 41’ st)

RB Salisburgo (4-4-2): Schlager 6 – Dedi? 6, Baidoo 5.5, Pavlovi? 6, Ulmer 6 (1’ st Gourna-Douath 5.5) – Su?i? 6, Bidstrup 5, Capaldo 6, Gloukh 5(42’ st Forson Sv) – Šimi? 6 (34’ st Ratkov 6) , Konaté 5.5 (42’ st Nene Sv). All. Struber 6.

Inter (3-5-2): Sommer 6.5 – Bisseck 6.5 (1’ st De Vrij 6), Acerbi 6, Bastoni 7 – Darmian 6.5, Frattesi 6, Calhanoglu 6 (16’ st Asllani 6), Mkhitaryan 6 (24’ st Barella 6.5), Carlos Augusto 6 (42’ st Dimarco Sv) – Thuram 7, Sanchez 6 (24’ st Lautaro7). All. Inzaghi 7.

Arbitro: Gozubuyuk 5 (Ola).

Note: ammoniti Bisseck, Çalhanoglu, Pavlovic e Gloukh. Spettatori 30.100.

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