NEWCASTLE – Sulla collina di St. James’ Park, stadio avvolto dalla nomea di bolgia e pronto a riempirsi secondo prassi di 52 mila tifosi caldissimi, in questa stagione calcistica il Newcastle è scivolato un paio di volte, con Liverpool e Dortmund. Però in genere qui scivolano gli avversari, come è capitato a Chelsea e Psg, travolte da un analogo 4-1. L’allenatore Howe ha una sua teoria sul perché il rendimento della squadra sia così diverso tra le partite in casa e quelle in trasferta e intanto prende atto con soddisfazione del fatto che contro il Milan si giochi a St James Park: “Siamo molto fiduciosi, sarà una serata speciale. La Champions è sempre unica. In trasferta è stato difficile, a volte: abbiamo bisogno della nostra atmosfera e dei nostri tifosi, che spesso sono stati determinanti, quando le partite erano equlibrate come questa. A loro chiedo una cosa: rendete questa notte una notte magica d’Europa”.
L'incrocio saudita RedBird-Pif e il duello per Guirassy
Non sono pochi i punti in comune tra i due club. Il primo è di natura finanziaria e conduce in Arabia Saudita. Pif, il fondo governativo di Riad, ha scelto il Newcastle e la Premier League per investire nel calcio europeo. Ma non è un mistero che nelle scorse settimane Gerry Cardinale, l’azionista di controllo del Milan, abbia incontrato in Bahrain insieme all’ad Furlani mediatori riconducibili proprio a Pif, in vista di un parziale finanziamento del debito da 550 milioni di euro (più interessi per almeno altri 130) che RedBird Capital, la società d'investimento di Cardinale, dovrà rifondere entro agosto 2025 al fondo anglo-americano Elliott della famiglia Singer: se non ci riuscisse, perderebbe il controllo del club, che tornerebbe appunto a Elliott. Per il momento tra i due club si profila anche un duello di mercato: per l’attaccante dello Stoccarda Guirassy mattatore in Bundesliga.
L’Europa da non abbandonare
La qualificazione agli ottavi di finale della Champions sarebbe fondamentale per i vertici attuali del Milan, che rischiano mancati introiti per 150 milioni, se si include nel conteggio il Mondiale per club 2025: l'iscrizione al ricco torneo è infatti legata anche al rendimento nella Champions in corso e l'eliminazione nella fase a gironi spegnerebbe il sogno. Ma anche per il Newcastle uscire così presto dalla più importante delle coppe europee sarebbe un danno, certo non compensabile con l'eventuale retrocessione in Europa League. Howe spiega lo stato d’animo suo e dei giocatori: “Non vogliamo nemmeno pensare all’idea dell’eliminazione. Certo, dopo la vittoria col Psg avremmo dovuto sfruttare la situazione e adesso ci troveremmo in una condizione diversa, mentre purtroppo il nostro destino in Champions non è più nelle nostre mani. Lo è invece l’Europa League”. Se cioè il Newcastle non perderà col Milan, avrà la certezza di giocare a febbraio almeno la coppa minore: “Tutto ciò che possiamo fare è cercare di vincere e ovviamente fare meglio delle ultime due partite in Premier con Everton e Tottenham, che abbiamo perso male. Noi vogliamo davvero rimanere in Europa: abbiamo lavorato così duro per arrivarci che non possiamo certo lasciare alla leggera le coppe. Per la prima volta dopo tanto tempo ho la possibilità di scegliere, nel fare la formazione”.
Gli infortuni: il mal comune
Qui spunta il mal comune alle due squadre, che non rallegra Howe né Pioli: il caso infortuni. Se il suo collega italiano ha più di mezza difesa fuori causa, non è che il demiurgo inglese dell'ex squadra della leggenda del luogo- il centravanti Alan Shearer - se la passi meglio. L'elenco degli assenti per infortunio è decisamente nutrito: Willock, Botman, Barnes, Pope, Burn, Targett, Manquillo, J. Murphy, Anderson. Il totale fa 9, 3 dei quali titolari (con Tonali diventano 4): il guaio è grosso. Per superarlo, servirà pragmatismo, e anche un po' di fantasia. Chi ne avrà di più tra Howe e Pioli è l'interrogativo numero 1 della partita. Wilson, che per infortunio ha perso alcune serate decisive, racconta la sua frustrazione: “Quando ti fai male, non puoi fare altro che conservare tutte le tue energie, lavorare sulla tua riabilitazione, non abbatterti. Ma adesso finalmente sono pronto: lavori così duro durante la riabilitazione che poi puoi rispondere a qualunque richiesta del tuo allenatore. Possiamo entrare nei libri di storia del Newcastle. E non vogliamo avere rimpianti”.