Inter-Real Sociedad 0-0: i nerazzurri falliscono il primo posto del girone
di Franco VanniMILANO – Questa volta all’Inter, abituata a recitare il ruolo della bella, è toccato quello della matrigna. Nel castello incantato di San Siro è diventata principessa la Cenerentola di questa Champions League: la Real Sociedad, entrata nel gruppo in quarta fascia, grazie al pareggio coi milanesi ne è uscita in testa. Una storia perfetta, che stupisce però solo chi negli ultimi due anni non abbia seguito le scorrerie per l’Europa dei baschi, per i quali lo 0-0 del Meazza è la prima gara non vinta in trasferta in un girone dal settembre 2022: fra le tre partite del gruppo in Europa League della scorsa stagione e le due in Champions di quest’anno, prima di mettere piede a Milano, lontano da casa si era sempre imposta.
All’Inter, seconda nel girone e per la prima volta stagionale a secco di gol, lunedì nel sorteggio degli ottavi potrebbe toccare un’avversaria terribile. Già qualificate come teste di serie ci sono Manchester City, Bayern Monaco, Arsenal, Real Madrid…
MILANO – Questa volta all’Inter, abituata a recitare il ruolo della bella, è toccato quello della matrigna. Nel castello incantato di San Siro è diventata principessa la Cenerentola di questa Champions League: la Real Sociedad, entrata nel gruppo in quarta fascia, grazie al pareggio coi milanesi ne è uscita in testa. Una storia perfetta, che stupisce però solo chi negli ultimi due anni non abbia seguito le scorrerie per l’Europa dei baschi, per i quali lo 0-0 del Meazza è la prima gara non vinta in trasferta in un girone dal settembre 2022: fra le tre partite del gruppo in Europa League della scorsa stagione e le due in Champions di quest’anno, prima di mettere piede a Milano, lontano da casa si era sempre imposta.
All’Inter, seconda nel girone e per la prima volta stagionale a secco di gol, lunedì nel sorteggio degli ottavi potrebbe toccare un’avversaria terribile. Già qualificate come teste di serie ci sono Manchester City, Bayern Monaco, Arsenal, Real Madrid. Molto probabilmente si aggiungeranno l’Atletico e il Barcellona, poi una fra Borussia Dortmund e Psg.
Che “ci attende una gara difficile”, Inzaghi lo dice sempre, ricorsivamente, a ogni vigilia. E probabilmente ci crede. Si chiama non sottovalutare gli avversari, ed è una delle numerose ragioni dei successi nerazzurri. Questa volta, nella conferenza stampa del giorno prima, aveva fatto un passo in più, battezzando la partita contro la Real Sociedad come “difficilissima”.
In campo la sua Inter si è comportata di conseguenza. I nerazzurri, scottati dall’assalto iniziale che a San Sebastian a settembre portò al vantaggio dei baschi, hanno dimostrato di avere imparato la lezione, presentandosi in campo chiusi, ordinati, italiani da cliché. Dopo un quarto d’ora, gli ospiti avevano l’85 percento di possesso palla, poi ridotto al 67 alla pausa. Ma l’unico tiro in porta, e si fa per dire, lo ha fatto un minuto prima della pausa l’Inter, capace di ripartire in contropiede con otto uomini, e di impostare nelle rarissime occasioni in cui il pressing furioso organizzato da Alguacil lo ha permesso. Due delle abituali riserve promosse per una sera titolari, Cuadrado a Sanchez, hanno fatto il loro dovere. Meno brillante l’uomo della Champions, Frattesi.
Dall’inizio del secondo tempo, vedendolo scaldarsi, i tifosi della curva nord hanno cominciato a invocare il nome di San Lautaro Martinez da Bahia Blanca. Solo un’ora prima, l’ad nerazzurro Beppe Marotta aveva assicurato in tv che il rinnovo di contratto dell’argentino, “capitano vero”, arriverà “anche prima di un mese, spero”. E il momento di Lautaro è arrivato al ventesimo, al posto di Sanchez. Fuori anche Thuram, forse affaticato, e dentro Arnautovic. A centrocampo spazio a Barella al posto di Mkhitaryan, insolitamente spento. Ma non è bastato a dare la spinta necessaria a travolgere una Real Sociedad fattasi nel frattempo insolitamente guardinga e prudente.
Le scelte iniziali di formazione e il buon senso dicono che l’Inter è ragionevolmente proiettata alla sfida di domenica a Roma contro la Lazio. Per i nerazzurri, storicamente, un campo scivoloso e in salita. Per Inzaghi, un duello contro il proprio passato. Vincere significherebbe avere la certezza di tenere la vetta della classifica, con la Juventus a due punti. Sempre che i bianconeri – che come spesso in stagione giocano prima dei nerazzurri – non inciampino a Marassi col Genoa neopromosso. A giudicare dal ritmo di marcia della squadra di Allegri, e dalla differenza delle forze in campo, sarebbe un’altra trama da fiaba.
Inter 0 Real Sociedad 0
Inter (3-5-2) Sommer 6 – Darmian 6.5, Acerbi 6.5, Carlos Augusto 6 – Cuadrado 6.5, Frattesi 5.5, Calhanoglu 6 (37’ st Asllani 6), Mkhitaryan 6 (20’ Barella 6), Dimarco 5.5 (32’ st Bastoni 6) – Thuram 6 (20’ st Arnautovic), Sanchez 6 (20’ st Lautaro 6). All. Inzaghi 6
Real Sociedad (4-3-3) Remiro 6 – Traoré 5.5, Zubeldia 6 (31’ st Elustondo 6), Le Normand 6, Munoz 6 (41’ st Tierney Sv) – Merino 6.5, Zubimendi 6.5, Zakharyan 6 (31’ st Magunacelaya 6) – Kubo 5.5 (41’ st Fernandez Sv), Sadiq 5 (16’ st Turrientes 6), Oyarzabal 6. All. Alguacil 6.5
Arbitro Schärerm (Svi) 6
Note Ammoniti Zubeldia, Zakharyan, Lautaro, Kubo, Elustondo. Spettatori 69.010