✕

Newcastle-Milan 1-2: Chukwueze lascia i rossoneri in Europa, ma per la Champions niente da fare

(afp)
Il nigeriano, dopo il pari di Pulisic, ribalta il vantaggio inglese firmato da Joelinton. Per Pioli soddisfazioone a metà
2 minuti di lettura

NEWCASTLE - In riva al Tyne, dove Pioli ha preparato dentro l’hotel Melia con vista sullo storico ponte di re Giorgio V la partita col Newcastle, il Milan ha bevuto la sua mezza pinta di arsenico: è uscito dalla Champions, per via del concomitante pareggio tra il Dortmund e il Psg qualificato agli ottavi con affanno. Però, battendo il Newcastle con un secondo tempo eccellente ed emozionante quanto il primo era stato disastroso, si è regalato l’Europa League e ha allontanato le ombre dalla panchina di Pioli, artefice dei decisivi ingressi nel finale di Jovic, Okafor e Chukwueze, protagonisti del gol vincente dopo il pareggio di Pulisic: più che un tardivo inno al mercato estivo è stato l’elogio del 4-4-2, sistema che meglio si adatta alle caratteristiche della squadra. Ora, a metà dicembre, al Milan non è rimasto solo il campionato: può provare a vincere l’Europa League, l’unico torneo che non ha mai alzato al cielo, nemmeno quando si chiamava Coppa Uefa.

«La cronaca della gara»

Non se…

NEWCASTLE - In riva al Tyne, dove Pioli ha preparato dentro l’hotel Melia con vista sullo storico ponte di re Giorgio V la partita col Newcastle, il Milan ha bevuto la sua mezza pinta di arsenico: è uscito dalla Champions, per via del concomitante pareggio tra il Dortmund e il Psg qualificato agli ottavi con affanno. Però, battendo il Newcastle con un secondo tempo eccellente ed emozionante quanto il primo era stato disastroso, si è regalato l’Europa League e ha allontanato le ombre dalla panchina di Pioli, artefice dei decisivi ingressi nel finale di Jovic, Okafor e Chukwueze, protagonisti del gol vincente dopo il pareggio di Pulisic: più che un tardivo inno al mercato estivo è stato l’elogio del 4-4-2, sistema che meglio si adatta alle caratteristiche della squadra. Ora, a metà dicembre, al Milan non è rimasto solo il campionato: può provare a vincere l’Europa League, l’unico torneo che non ha mai alzato al cielo, nemmeno quando si chiamava Coppa Uefa.

«La cronaca della gara»

Non serve Agatha Christie per scoprire il colpevole della mancata permanenza in Champions: nel tennis si chiama braccino, quello che ha impedito la vittoria all’andata col Newcastle a settembre. Si apre comunque col sorriso, da oggi, l’era di Ibrahimovic consulente del Milan all’americana, ergo dirigente. Il bilancio del fatidico duello col Newcastle l’ha aggiustato la ripresa: all’intervallo sembrava oggettivamente impossibile. Dentro il St.James Park - stadio caldo, quanto a tifo, in proporzione inversa alla temperatura, ma certo non più spaventevole di tanti altri frequentati dal Milan nella sua lunga storia europea - l’evidenza più inquietante nel primo tempo era proprio l’assenza dell’agonismo e del ritmo richiesti dal contesto internazionale, nel quale invece il Newcastle si era immerso subito senza tentennamenti. Aveva contribuito all’apparente resa lo sfilacciamento tattico generato da un centrocampo in perenne inferiorità numerica, con Reijnders e Musah inadatti a garantire il filtro adeguato soprattutto alla coppia di difensori adattati sul centro-sinistra, Theo Hernandez e Florenzi.

Ogni ipotesi di ribaltamento dell’intensa azione degli avversari, non esattamente raffinati per tecnica, s’infrangeva sulla corsa sincopata di Loftus-Cheek, sugli insoliti errori di palleggio di Pulisic e sull’apatia di Leao, al rientro dopo un mese. Il diciassettenne mediano Miley, il classico enfant du pays schierato da Howe, non scontava nemmeno l’emozione del quasi novizio. L’emblema della situazione è stato l’1-0, preceduto dall'avvisaglia dello strappo di Joelinton con salvataggio di Tomori sulla linea: sia Gordon in fuga sia Miley per l’assist sia Joelinton per il destro scagliato nel sette hanno goduto di totale libertà.

La metamorfosi si è concretizzata quando il Newcastle ha dovuto fisiologicamente abbassare il ritmo. L’interruttore rossonero si è acceso intorno all’ora di gioco insieme a Leao, che è finalmente fuggito sulla sinistra e ha generato la mischia che i tocchi di Tomori e Giroud hanno trasformato in comodo assist per l’1-1 di Pulisic. La formidabile parata di Maignan, a deviare sulla traversa il tiro di Guimaraes sbucato all’improvviso, è diventato l’iniezione di coraggio che mancava. Gli ingressi di Jovic e Pobega, poi quelli di Okafor e Chukwueze, hanno disegnato l’opportuno 4-4-2. Leao ha dissipato sul palo il contropiede della vittoria, il trio Jovic-Okafor-Chukwueze (gli ultimi due entrati ad hoc) invece no. Il palo finale di Tomori ha confermato l’esattezza del risultato. L’arcivescovo Basil Hume, eminenza cittadina, diceva che il calcio non sarà una religione, ma che quando il Newcastle gioca bene eleva lo spirito. Stavolta, nel secondo tempo, l’ha fatto il Milan.

Newcastle 33’ pt Joelinton
Milan 13’ st Pulisic, 39’ st Chukwueze
Newcastle (4-2-3-1) Dubravka 5.5 – Trippier 5 (17’ st Burn 5), Lascelles 6, Schär 6, Livramento 6 – Miley 6 (26’ st Longstaff 5.5), B.Guimaraes 6.5, Joelinton 7 - Almiron 6, Wilson 6, Gordon 6 (17’ st Isak 6). All. Howe 5.5.
Milan (4-2-3-1) Maignan 7 – Calabria 6, Tomori 6.5, T.Hernandez 6, Florenzi 6 – Reijnders 5, Musah 5 (38’ st Chukwueze 7) – Pulisic 6.5 (28’ st Jovic 6.5), Loftus-Cheek 5 (28’ st Pobega 6), Leao 5.5 – Giroud 6 (38’ st Okafor 6.5). All. Pioli 6.5.
Arbitro: Makkelie (Olanda) 6.
Note: Ammoniti Leao, Maignan, Jovic, Musah, Florenzi. Spettatori 52.225

Leggi i commenti