Inter-Atletico 1-0: segna Arnautovic, tesoretto per Madrid
di Enrico CurròMILANO - Gli spagnoli la chiamano confidenzialmente Orejona. La laboriosa traduzione italiana è Coppa dalle grandi orecchie. Ma ieri il trofeo della Champions, il più desiderato, ha ascoltato l’Inter. L’esito dell’andata degli ottavi di finale con l’Atletico, preceduto dall’omaggio al grande ex Brehme scomparso ieri, non è definitivo. Però il gol di Arnautovic nello spicchio finale di una partita sincopata avvantaggia la capolista della serie A sulla quarta della Liga, in vista del ritorno il 13 marzo al Wanda Metropolitano di Madrid, la stessa città del Triplete 2010. Al Bernabeu, la sera del trionfo sul Bayern, l’austriaco Marko Arnautovic, allora giovane e non molto affidabile, non giocò. Il destino gli ha concesso a quasi 35 anni il riscatto: ingaggiato come riserva dichiarata, ieri è entrato per l’infortunio di Thuram e ha firmato una fondamentale vittoria, dopo essersi divorato una modica quantità di occasioni.
D’altronde il ribaltamento degli stereotipi …
MILANO - Gli spagnoli la chiamano confidenzialmente Orejona. La laboriosa traduzione italiana è Coppa dalle grandi orecchie. Ma ieri il trofeo della Champions, il più desiderato, ha ascoltato l’Inter. L’esito dell’andata degli ottavi di finale con l’Atletico, preceduto dall’omaggio al grande ex Brehme scomparso ieri, non è definitivo. Però il gol di Arnautovic nello spicchio finale di una partita sincopata avvantaggia la capolista della serie A sulla quarta della Liga, in vista del ritorno il 13 marzo al Wanda Metropolitano di Madrid, la stessa città del Triplete 2010. Al Bernabeu, la sera del trionfo sul Bayern, l’austriaco Marko Arnautovic, allora giovane e non molto affidabile, non giocò. Il destino gli ha concesso a quasi 35 anni il riscatto: ingaggiato come riserva dichiarata, ieri è entrato per l’infortunio di Thuram e ha firmato una fondamentale vittoria, dopo essersi divorato una modica quantità di occasioni.
D’altronde il ribaltamento degli stereotipi – Diego Simeone ha trasformato il Cholismo da inno alla grinta in elogio del ricamo e Simone Inzaghi ha obbligato al pentimento chi lo tacciava di puro pragmatismo – era insito nelle premesse. Tra Simone e Simeone, che a San Siro perse ai rigori nel 2016 la Champions coi cugini del Real, c’è solo una vocale di differenza: hanno interpretato il duello con la stessa cura dei particolari e con una tattica quasi speculare. Le rispettive difese a tre diventavano a cinque col ripiegamento degli esterni, i terzetti in mediana facevano a gara nel tarpare l’altrui palleggio, le coppie di punta Griezmann-Llorente e Lautaro-Thuram assaggiavano marcature vecchio stile, anche se il belga Witsel, nella sua seconda vita da difensore, ha mantenuto la dimestichezza con la tecnica.
L’equilibrio avrebbero potuto spezzarlo gli eversori di fascia sinistra: il funambolo brasiliano Lino, preferito al più conservativo Reinildo ad attestare il rinascimento del Cholo, ha allarmato il dirimpettaio Darmian con un doppio assalto all’alba della partita. Al crossatore Dimarco, sorvegliatissimo dal campione del mondo Molina, è mancata la materia prima. Falliti due agguati di Lautaro (colpo di testa troppo centrale, su cross di Barella, e tiro ritardato in contropiede), Thuram nel calciare verso Oblak si è infortunato alla coscia sinistra. Lo ha sostituito Arnautovic e si è affacciato il sospetto che non sarebbe stata la stessa cosa, come sull’altro fronte, dove per bizzarra casualità paritetica si è fatto male Gimenez, rimpiazzato da Savic.
Ha aperto la ripresa il primo vero cross alla Dimarco, imbeccato da Lautaro: Arnautovic ci è arrivato col passo sfasato. Simeone ha alleviato la solitudine di Griezmann, rischiando Morata dolorante al ginocchio, e il nuovo assetto ha subito liberato Lino alla nuova scorribanda, con annesso spreco al tiro. Niente a che vedere con quello di Arnautovic, invano smarcato da Lautaro sotto la Curva Nord: sciagurato il destro alto. La gara tattica è proseguita col cambio degli esterni. Però Inzaghi, dopo l’innesto di Dumfries e Carlos Augusto (e dell’incursore per definizione Frattesi), è stato ripagato dall’ex reprobo: riprendendo la formidabile parata di Oblak su Lautaro, Arnautovic ha spedito in porta l’1-0: “Pensavo che mi andasse ancora male. Per fortuna è arrivata la terza occasione”.
Inter 1 Arnautovic 34’ st,
Atletico Madrid 0
Inter (3-5-2) Sommer – Pavard, De Vrij, Bastoni – Darmian (25’ st Dumfries), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan (27’ st Frattesi), Dimarco (25’ st Augusto) – Lautaro (43’ st Sanchez), Thuram (1’ st Arnautovic). All. Inzaghi
Atletico Madrid (3-5-2) Oblak – Witsel, Gimenez (1’ st Gimenez), Hermoso (23’ st Reinildo) – Molina (23’ st Barrios), De Paul, Koke, Saul Niguez (9’ st Morata), Lino – Llorente, Griezmann (34’ st Correa). All. Simeone
Arbitro Kovacs
Note Ammoniti Hermoso, Savic, Morata, Frattesi, Koke, Augusto. Spettatori 73.709. Incasso 9.218.859 euro.