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Bayern Monaco-Lazio 3-0: Kane (doppietta) e Muller spengono i biancocelesti. Ai quarti di Champions vanno i tedeschi

Kane realizza la rete del definitivo 3-0 (afp)
Buona partenza della squadra di Sarri: Immobile fallisce un gol molto facile. Poi però ci sono solo i bavaresi, che ribaltano agevolmente la sconfitta dell’Olimpico
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MONACO — Non è stata una notte all’incontrario, ma una di quelle in cui il calcio ricorda spietatamente di essere un gioco in cui, mettila come vuoi, il più delle volte vincono i più forti (e molte volte i più forti sono tedeschi, si sa). Tre a zero sono i numeri di una differenza indiscutibile, che forse soltanto i rossi di Tuchel avrebbero potuto mettere in discussione perdendosi nelle isterie che stanno guastando la loro stagione.

Non è successo, però. La Lazio ha resistito una partita e mezza (quasi) e non la si può incolpare per la resa del secondo tempo di martedì: fino al gol che Immobile s’è mangiato al 37’ poteva succedere di tutto ed erano addirittura i romani a poterlo fare accadere, ma il filo che teneva aggrappati gli uomini di Sarri alla loro utopia era talmente esile che in quel frangente s’è spezzato di schianto. E da lì in avanti abbiamo assistito solamente a un’esibizione di forza, ai gol rapaci di Kane, alle delikatessen di Musiala (il miglior talento naturale …

MONACO — Non è stata una notte all’incontrario, ma una di quelle in cui il calcio ricorda spietatamente di essere un gioco in cui, mettila come vuoi, il più delle volte vincono i più forti (e molte volte i più forti sono tedeschi, si sa). Tre a zero sono i numeri di una differenza indiscutibile, che forse soltanto i rossi di Tuchel avrebbero potuto mettere in discussione perdendosi nelle isterie che stanno guastando la loro stagione.

Non è successo, però. La Lazio ha resistito una partita e mezza (quasi) e non la si può incolpare per la resa del secondo tempo di martedì: fino al gol che Immobile s’è mangiato al 37’ poteva succedere di tutto ed erano addirittura i romani a poterlo fare accadere, ma il filo che teneva aggrappati gli uomini di Sarri alla loro utopia era talmente esile che in quel frangente s’è spezzato di schianto. E da lì in avanti abbiamo assistito solamente a un’esibizione di forza, ai gol rapaci di Kane, alle delikatessen di Musiala (il miglior talento naturale oggi al mondo assieme a Bellingham) e all’intelligenza di gruppo di una squadra molto più abituata a questi notti di quanto lo sia ai problemi che sta incontrando in campionato. È stata l’oggettiva inferiorità a condannare la prima squadra italiana a venire respinta, quest’anno, dall’Europa.

«La cronaca della gara»

Fino a quando ha potuto la Lazio ha soffocato il Bayern con il gioco, ha sofferto il dovuto contro quella squadra di campioni e marpioni e insomma finché le azioni sono rimaste sui binari della normalità ha fatto la sua porca degnissima figura, evitando di concedere ai tedeschi occasioni per cui potessero mangiarsi la mani e imboccando, di controbalzo, i corridoi vuoti che nella metà campo tedesca si aprivano (difatti Sarri continuava a far cenno di avanzare, per lui non era mai abbastanza). Tuchel ha creato la superiorità tenendo altissimi e larghissimi i terzini e retrocedendo Goretzka in difesa quando i suoi avevano la palla (ne veniva fuori una sorta di 3-1-5-1) ma la Lazio, fino allo svantaggio, ha ribattuto colpo su colpo e se non ha ferito i rossi di Baviera è stato per via delle sbavature tecniche di una squadra che, su quel campo, non poteva mica specchiarsi negli avversari.

Ed è stato proprio un errore, grosso grosso, a cambiare il corso della gara: Immobile, di testa (cross di Zaccagni e deviazione di De Ligt), non ha centrato la porta da un metro, s’è mangiato oltre al gol pure gli avambracci e il calcio ha applicato la sua legge impietosa subito dopo: nell’azione successiva (ma poco prima l’arbitro aveva negato un corner a Pellegrini: è stato l’altro dettaglio che ha fatto la differenza), non certo la più pulita del Bayern, la zuccata di Kane, né potente né precisa ma svirgolata al punto tale da fregare Provedel, ha pareggiato i conti con l’andata.

E nell’ultima azione del primo tempo, dopo con corner battuto già oltre all’unico minuto di recupero concesso, Müller, ancora di testa, ha corretto di un niente una staffilata di De Ligt, stabilendo il rapporto di forze che s’immaginava dal giorno del sorteggio.

La Lazio è finita lì. La partita anche. I campioni marpioni hanno cominciato a congelare il gioco, estenuando gli avversari con la pulizia impeccabile del loro palleggio. Sono entrati in area di rado ma al limite ci sono arrivati facilmente e hanno concluso spesso, difatti è da lì che sono arrivati un palo di Müller (27’ st) e il tiro di Sané respinto da Provedel e ribadito in gol da Kane. La Lazio si è ridotta a pigolare, l’unico tentativo pericoloso (di Luis Alberto) è stato deviato in corner da Kimmich, uno dei tanti il cui poster potrebbe stare nella cameretta anche di un giocatore di Serie A.

Il tabellino di Bayern Monaco-Lazio

Bayern Monaco-Lazio 3-0 (2-0)

Bayern (4-2-3-1): Neuer, Guerreiro (33' st Davies), Dier, De Ligt, Kimmich, Goretzka, Pavlovic; Mueller (33' st Tel), Sane (44' st Laimer), Musiala (45' st Gnabry), Kane. All.: Tuchel.

Lazio (4-3-3): Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini, Guendouzi, Vecino (16' st Cataldi), Luis Alberto (35' st Kamada), Felipe Anderson (30' st Pedro), Immobile (16' st Castellanos), Zaccagni (16' st Isaksen). All.: Sarri.

Arbitro: Vincic (Slo).

Reti: nel pt 39' Kane, 47' Mueller; nel st 21' Kane.

Angoli: 6-3 per il Bayern.

Recupero: 1' e 4'.

Ammoniti: Romagnoli, Cataldi e Pellegrini per gioco scorretto.

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