Barcellona-Napoli 3-1: gli azzurri pagano la falsa partenza con l’eliminazione dalla Champions. Svanisce anche il Mondiale per club
dal nostro inviato Marco AzziBARCELLONA — Sono svaniti in un colpo solo e con troppi rimpianti i due obiettivi stagionali del Napoli: il pass per i quarti di finale della Champions League e il sogno di inseguire ancora la qualificazione per il Mondiale per club, che dopo la sconfitta (3-1) a Barcellona gli azzurri hanno di fatto consegnato nelle mani della Juventus, salvo ricorsi in Tribunale da parte di Aurelio De Laurentiis. Il presidente aveva promesso un incentivo di 10 milioni ai suoi giocatori e la squadra di Calzona ci ha provato fino alla fine: reagendo a un inizio terribile — due gol subiti in poco più di un quarto d’ora — e recriminando per un rigore negato a Osimhen. Ma i campioni d’Italia sono stati traditi in primis dalle loro stelle, visto che nemmeno Kvaratskhelia è riuscito a fare la differenza.
Allo stadio del Montjuic si arriva con le scale mobili ed è stato il Barcellona a prenderle idealmente al volo per scalare la collina della qualificazione, prendendosi in poco più d…
BARCELLONA — Sono svaniti in un colpo solo e con troppi rimpianti i due obiettivi stagionali del Napoli: il pass per i quarti di finale della Champions League e il sogno di inseguire ancora la qualificazione per il Mondiale per club, che dopo la sconfitta (3-1) a Barcellona gli azzurri hanno di fatto consegnato nelle mani della Juventus, salvo ricorsi in Tribunale da parte di Aurelio De Laurentiis. Il presidente aveva promesso un incentivo di 10 milioni ai suoi giocatori e la squadra di Calzona ci ha provato fino alla fine: reagendo a un inizio terribile — due gol subiti in poco più di un quarto d’ora — e recriminando per un rigore negato a Osimhen. Ma i campioni d’Italia sono stati traditi in primis dalle loro stelle, visto che nemmeno Kvaratskhelia è riuscito a fare la differenza.
Allo stadio del Montjuic si arriva con le scale mobili ed è stato il Barcellona a prenderle idealmente al volo per scalare la collina della qualificazione, prendendosi in poco più di un quarto d’ora un doppio e fulmineo vantaggio nei confronti del Napoli, messo subito in ginocchio dal devastante uno-due sferrato a freddo da Fermin e Cancelo. Gli azzurri sono stati dunque costretti a giocare una partita tutta in salita e hanno avuto il merito di non crollare sotto i colpi degli avversari: trascinati anche lontano dal Camp Nou (dove sono in corso i lavori di restyling) dal tifo caldissimo di oltre 60 mila tifosi e un ambiente infuocato, con lo sgradevole prologo di qualche scontro all’esterno dell’impianto olimpico prima del via. Calzona ripartiva dal sofferto 1-1 dell’andata al Maradona e ha pagato inizialmente a caro prezzo la scelta di osare di più, alzando il baricentro della sua squadra e sfidando con il palleggio il pressing alto degli avversari. Per Xavi si sono infatti aperti degli spazi fin troppo invitanti e gli incursori catalani sono arrivati senza trovare ostacoli dalle parti di Meret, divertendosi per un po’ con un irridente tiro al bersaglio. Ma alla distanza è stata proprio la strada del coraggio a ridare ossigeno ai campioni d’Italia, che non a caso hanno riaperto in fretta i giochi attaccando in massa e portando in avanti anche i difensori.
Il gol segnato alla mezz’ora di Rrahmani — quasi identico a quello di Reggio Emilia con il Sassuolo — ha premiato la perfetta esecuzione di uno schema di Calzona e messo tanti dubbi nella testa del Barcellona, che subito dopo ha avuto bisogno di una prodezza di Ter Stegen per non capitolare di nuovo sul gran colpo di testa di Di Lorenzo. Sono invece diminuiti con il passare dei minuti i rischi per Meret, spaventato alle soglie dell’intervallo solo da un paio di mischie. Il Napoli ha potuto dunque iniziare la ripresa con la consapevolezza di essere ancora in partita e ci ha provato finalmente anche con il timido risveglio dei suoi leader: tiro a lato di Kvaratskhelia e rigore reclamato invano da Osimhen, toccato in area da Cubarsi. Ma Xavi non è rimasto a guardare e grazie ai cambi è riuscito a riportare dalla sua parte l’inerzia della gara, trovando dalla panchina le energie giuste per mettere le mani sulla qualificazione. Dall’altra parte si è viceversa rivelato deleterio l’ingresso di Lindstrom, che ha fallito di testa da pochi passi la clamorosa chance del pareggio e ha spianato la strada per il colpo del ko di Lewandowski, nell’acceso e movimentato finale: traversa di Olivera. Per scalare la collina del Montjuic c’era però bisogno soprattutto di Osimhen e Kvara, le stelle azzurre che nella notte della verità non sono riuscite a fare la differenza.
Il tabellino di Barcellona-Napoli
BARCELLONA 3 15’ pt Fermin 17’ pt Cancelo 38’ st Lewandowski
NAPOLI 1 30’ pt Rrahmani
BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen - Koundé, Araujo, Cubarsì, Cancelo - Fermin (15’ st Sergi Roberto), Christensen (15’ st Romeu), Gundogan - Yamal, Lewandowski, Raphinha (36’ st Joao Felix). All. Xavi.
NAPOLI (4-3-3): Meret - Di Lorenzo, Rrahmani, Jesus, Rui (19’ st Olivera) - Anguissa, Lobotka, Traorè (33’ st Raspadori) - Politano (19’ st Lindstrom), Osimhen, Kvaratskhelia (47' st Ngonge). All. Calzona.
ARBITRO: Makkelie (Olanda)
NOTE: ammoniti Christensen, Yamal, Jesus, Traorè, Olivera. Spettatori 50.301