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Champions, Bayern Monaco-Real Madrid 2-2: Kane in fuga, Vinicius lo acciuffa. Al Bernabeu la resa dei conti

(afp)
Doppietta del brasiliano. In gol anche Sané e l’inglese, al 43esimo gol in altrettante gare
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Déjà vu, Re Carlo. Il gol di Vinicius lanciato da Kroos, con cui il Madrid ha acceso la miccia alla semifinale d’andata contro il Bayern, ricorda paurosamente quello di Crespo su assist di Kakà nella notte maledetta dello stadio olimpico Ataturk del maggio 2005. La storia si ripete. Ora come allora, alla rete simbolo del calcio ancelottiano, verticale e brutalmente efficace, è seguita la rinascita avversaria, fino al pareggio. Diciannove anni fa Ancelotti sul 3-0 esultò, non potendo immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco. Questa volta, di fronte alla meraviglia di una palla teleguidata che dopo avere trovato l’attaccante rotola in rete, non ha mosso sopracciglio. Il tempo insegna prudenza.

«La cronaca della gara»

Si decide tutto al Bernabeu

Per esorcizzare la rimonta dei Reds che portò ai rigori, Ancelotti dovette aspettare due lunghi anni, fino alla rivincita di Atene, dove si realizzò una trama da tragedia greca. Questa volta avrà modo di chiudere la pratica in fretta, dopo …

Déjà vu, Re Carlo. Il gol di Vinicius lanciato da Kroos, con cui il Madrid ha acceso la miccia alla semifinale d’andata contro il Bayern, ricorda paurosamente quello di Crespo su assist di Kakà nella notte maledetta dello stadio olimpico Ataturk del maggio 2005. La storia si ripete. Ora come allora, alla rete simbolo del calcio ancelottiano, verticale e brutalmente efficace, è seguita la rinascita avversaria, fino al pareggio. Diciannove anni fa Ancelotti sul 3-0 esultò, non potendo immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco. Questa volta, di fronte alla meraviglia di una palla teleguidata che dopo avere trovato l’attaccante rotola in rete, non ha mosso sopracciglio. Il tempo insegna prudenza.

«La cronaca della gara»

Si decide tutto al Bernabeu

Per esorcizzare la rimonta dei Reds che portò ai rigori, Ancelotti dovette aspettare due lunghi anni, fino alla rivincita di Atene, dove si realizzò una trama da tragedia greca. Questa volta avrà modo di chiudere la pratica in fretta, dopo il 2-2 dell’Allianz Arena. La squadra di Tuchel, che oltre alla Champios in questa stagione non ha più niente da giocarsi, dovrà presentarsi al Bernabeu l’8 maggio. I Blancos in quella data potrebbero essere già matematicamente campioni di Spagna. Un match point lo avranno questo sabato, in casa contro il Cadice: dovranno vincere, senza che il Barcellona faccia tre punti nel derby catalano col Girona. Ma non è la Liga che interessa ai tifosi madridisti.

Un rigore per parte

A Monaco il Bayern è partito meglio. Ha sfiorato il gol con Sané, Kane e il giovanissimo Musiala, l’anti-Bellingham, che fino all’ultimo sembrava non dovesse giocare. Ma al primo cedimento dei bavaresi, il Madrid ha guadagnato il vantaggio: lancio illuminante di Kroos e gol di Vinicius contro un Neuer ipnotizzato. Nella ripresa è successo di tutto. Prima il pareggio di Sané, con una botta di sinistro partita dentro l’area. Poi il vantaggio tedesco su rigore, procurato da Musiala steso da Vazquez e trasformato da Kane, a segno 350 volte in carriera e per la 43ª volta nelle 43 partite stagionali col Bayern. E infine il pari del Real, di nuovo dal dischetto: placcaggio di Kim su Rodrygo e gol di Vinicius, sempre lui.

Per il Bayern l’ultima occasione

L’andata di Monaco poteva essere una finale anticipata, fra due squadre che in finale non si sono incontrate mai. E invece no, è tutto rinviato. Nel nuovo fantascientifico stadio di Madrid, la squadra di Ancelotti ha la possibilità di conquistare la finale numero diciotto, in cui giocarsi la quindicesima coppa dalle grandi orecchie. Il Bayern si giocherà molto di più: la possibilità di dare un senso a una stagione fin qui disastrosa, fra la Bundesliga dominata dal Leverkusen, l’eliminazione dalla coppa di Germania da una squadra di Serie C e la sconfitta in Supercoppa.

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