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Psg-Dortmund, stasera la semifinale di Champions: i francesi hanno un miliardo in più, ma il Borussia ha un gol di vantaggio

Niclas Fullkrug, l'uomo che all'andata ha messo al tappeto il Psg (reuters)
Filosofie opposte a Parigi. Negli ultimi dieci anni i francesi hanno investito sul mercato 959 milioni, i tedeschi ne hanno guadagnati 112. Molte della squadre ancora in corsa sono virtuose, l’Atalanta più di tutte
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Tra il Psg e il Borussia Dortmund ci sono un gol e un miliardo di differenza: in quello strano gioco che è il calcio, in cui non sempre la ricchezza è bellezza, sta pesando più quella singola unità (il golletto) che quella moltitudine di denaro. Ogni tanto capita, per fortuna. La semifinale di Parigi è economicamente squilibratissima ma tecnicamente no, perché in definitiva i francesi hanno speso moltissimo e spesso male mentre i tedeschi hanno venduto tanto e benissimo, per altro godendosi almeno per un po’ le stelle (Haaland e Bellingham su tutti) sulle quali basano i loro risultati e specialmente la fortuna societaria. Nelle ultime dieci stagioni, il disavanzo di mercato del Psg ha toccato i 959 milioni di euro (fonte Cies, il centro di Studi Internazionali dello Sport che ha sede in Svizzera), un investimento mastodontico che ha portato una sola finale di Champions. Le spese complessive hanno superato il miliardo e 700 milioni (Neymar a 222 milioni e Mbappé a 180 gli acquisti più …

Tra il Psg e il Borussia Dortmund ci sono un gol e un miliardo di differenza: in quello strano gioco che è il calcio, in cui non sempre la ricchezza è bellezza, sta pesando più quella singola unità (il golletto) che quella moltitudine di denaro. Ogni tanto capita, per fortuna. La semifinale di Parigi è economicamente squilibratissima ma tecnicamente no, perché in definitiva i francesi hanno speso moltissimo e spesso male mentre i tedeschi hanno venduto tanto e benissimo, per altro godendosi almeno per un po’ le stelle (Haaland e Bellingham su tutti) sulle quali basano i loro risultati e specialmente la fortuna societaria. Nelle ultime dieci stagioni, il disavanzo di mercato del Psg ha toccato i 959 milioni di euro (fonte Cies, il centro di Studi Internazionali dello Sport che ha sede in Svizzera), un investimento mastodontico che ha portato una sola finale di Champions. Le spese complessive hanno superato il miliardo e 700 milioni (Neymar a 222 milioni e Mbappé a 180 gli acquisti più costosi) e nemmeno tengono conto delle astronomiche commissioni pagate a Messi, arrivato a parametro zero, o versate per “ricomprare” Mbappé dopo che gli scadde il primo contratto.

Haaland, Bellingham, Dembélé: che affari il Borussia

Al contrario, il Borussia ha sempre realizzato ottimi affari pescando spesso giovani poi rivenduti realizzando laute plusvalenze. Non che lesinino sulle spese, i gialloneri: hanno tirato fuori quasi 800 milioni in dieci anni, azzardando scommesse decisamente onerose su calciatori molto giovani, e raramente le hanno sbagliate, mettendo alla fine da parte 112 milioni. L’acquisto più costoso della storia è stato quello di Dembélé, preso dal Rennes quando era 19enne per 35 milioni e venduto l’anno dopo al Barcellona per 135. Quest’estate è passato al Psg per 50. Bellingham è stato pagato 31 milioni (al Birmingham) quando aveva appena 17 anni e poi rivenduto ventenne a 103 milioni. Il 19enne Haaland è costato 20 milioni (Raiola aveva calmierato i prezzi, per poterci guadagnare di più lui) e due anni e 86 gol dopo ne ha resi 60. L’elenco è sterminato e non ha minimamente compromesso (anzi) la competitività del club, che non sarà un vincitore seriale come il Bayern (e ha anzi conosciuto sconfitte urticanti), ma nell’élite europea ci sta sempre. E il pubblico apprezza.

Real e Bayern meno spendaccione di Milan e Juventus

Queste semifinali, dopo tutto, raccontano che l’equazione spendere=vincere è tutt’altro che automatica, specie ora che il Psg sta facendo strada dopo aver sostenuto spese meno rutilanti. Real e Bayern, cioè le due squadre che nell’ultimo ventennio hanno sostanzialmente dominato la Champions, hanno un passivo decennale di mercato tutto sommato contenuto, tra i 300 e i 400 milioni: meno di Milan e Juventus, per fare dei nomi. E i più grandi scialacquatori del mondo, quelli del Manchester United (-1348 milioni), appartengono a una società in imbarazzante crisi tecnica da anni. Il Chelsea (-1042 milioni) ha almeno vinto una Champions, per quanto fortunosamente. Si può che dire che l’unico club che abbini spese mostruose a risultati altrettanto mostruosi sia il Manchester City, che ha un passivo decennale di 862 milioni ma anche la squadra più forte del mondo.

L’Atalanta sogna e guadagna: +233 milioni in dieci anni grazie al mercato

Il discorso lo si può estendere anche altre due coppe. Delle dodici semifinaliste stagionali l’Atalanta è di gran lunga la più capace, visto che i risultati sono direttamente proporzionali ai guadagni (+233 milioni). Sono però in attivo anche Bruges (+103), Olympiacos (+67), Fiorentina (+66) e Roma (+1) e pure il Bayer Leverkusen lo si può definire virtuoso, visto che la metà di un deficit decennale piuttosto contenuto (-62) lo ha accumulato quest’estate, quando il club ha deciso di investire per provare a vincere la sua prima Bundesliga. C’è puntualmente riuscito. Marsiglia (-201) e Aston Villa (-509, più anche del Liverpool) non sono invece società parsimoniose, perlomeno non come quelle che le possono cacciare dall’Europa. Il calcio, in fondo, è bello per questo: non è soltanto una questione di portafoglio, e in ogni caso i soldi bisogna saperli spendere.

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