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Joselu, l’eroe per caso del Real Madrid: una notte come Benzema guadagnando 200 volte di meno

Il primo dei due gol di Joselu al Bayern (afp)
Mentre il francese, sia pure intristito, guadagna in Arabia cifre faraoniche, dopo l’incredibile doppietta al Real Ancelotti si gode l’attaccabte della classe operaia scelto per sostituirlo
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In questi giorni Benzema è a Madrid. Anzi, al Real Madrid, dai cui medici si sta facendo curare l’ennesimo acciacco arabo e magari anche un po’ di malinconia. Per quanto con 16 milioni al mese di stipendio passi tutto. O dovrebbe passare.

Joselu guadagna quasi 200 volte meno di Benzema

Joselu di milioni ne guadagna invece poco più uno all’anno (100 mila euro al mese), cioè quasi duecento volte meno del giocatore che è stato chiamato a rimpiazzare, ma non ha mai smesso di essere felice, né quando girovagava per i campi di provincia né quando il Real (che lo aveva bocciato quando, da ragazzo, giocava in terza divisione nel Real B in coppia con Morata, che dei due fu invece il prescelto) lo ha richiamato per tappare qualche buco, chiedendogli delle zampate in area e dei gol qua e là, con la furbizia e l’esperienza dei suoi 34 anni. Mercoledì sera ne ha piazzate due, guadagnandosi un posto nella storia e aggiornando il mito madridista da una prospettiva diversa, nuova, dal basso. La class…

In questi giorni Benzema è a Madrid. Anzi, al Real Madrid, dai cui medici si sta facendo curare l’ennesimo acciacco arabo e magari anche un po’ di malinconia. Per quanto con 16 milioni al mese di stipendio passi tutto. O dovrebbe passare.

Joselu guadagna quasi 200 volte meno di Benzema

Joselu di milioni ne guadagna invece poco più uno all’anno (100 mila euro al mese), cioè quasi duecento volte meno del giocatore che è stato chiamato a rimpiazzare, ma non ha mai smesso di essere felice, né quando girovagava per i campi di provincia né quando il Real (che lo aveva bocciato quando, da ragazzo, giocava in terza divisione nel Real B in coppia con Morata, che dei due fu invece il prescelto) lo ha richiamato per tappare qualche buco, chiedendogli delle zampate in area e dei gol qua e là, con la furbizia e l’esperienza dei suoi 34 anni. Mercoledì sera ne ha piazzate due, guadagnandosi un posto nella storia e aggiornando il mito madridista da una prospettiva diversa, nuova, dal basso. La classe operaia va in finale.

Joselu: “Felice come quando sono nati i miei figli"

“Mia moglie mi perdonerà, se dico che stasera sono felice come nel giorno in cui nacquero i nostri figli”, mormorava nella notte pazza del Bernabeu Josè Luis Sanmartin Mato detto Joselu, paragonando due doppiette di natura decisamente diversa. “Una serata così non ho mai neanche avuto il coraggio sognarla. Ho il cuore che sta esplodendo”.

La malinconia di Benzema, che è a Madrid in cura

Quello di Benzema, invece, ha una custodia di ghiaccio: tra poco gli toccherà di lasciare Valdebebas per tornare a Gedda (e gli è anche andata bene, perché lì la qualità della vita è migliore che a Riad: almeno c’è il mare) per giocare partite tristi giustificate da uno salario indecente. Ha vinto un Pallone d’oro a 34 anni, l’età che ha oggi Joselu, dopo aver fatto vincere, da trascinatore, l’ultima Champions al Real, anche quella volta con una mistica di rimonte impossibili e capo di partite sofferte. Mai, però, avrebbe immaginato che uno Joselu qualunque avrebbe potuto fare lo stesso: forse è vero che non sono i campioni a fare il Real, ma il Real a fare i campioni.

Benzema e Joselu stesso score: 9 gol in campionato

Nella Saudi Pro League, Benzema ha segnato 9 gol, esattamente come Joselu nella Liga. Benzema ha giocato poco perché ha avuto scarsa voglia e molti infortuni (psicosomatici?), Joselu perché è una riserva conclamata, lo sa e ne è contento, visto che la sua carriera gli ha regalato una gloria tardiva dopo anni in giro per l’Europa (Liga, Premier, Bundesliga) a collezionare poche reti e molti traslochi (dal 2012 al 2019 ha cambiato una squadra all’anno), fino a trovare un po’ di fortuna all’Alaves nell’anno della pandemia, quando per la prima volta arrivò in doppia cifra, ed esplodere ormai trentatreenne all’Espanyol, dove segnò 16 gol senza però evitare la retrocessione dei suoi. La sua è una storia come tante, come quelle di Protti o Riganò, di Hubner o Caputo, senonché il Real Madrid ha avuto la folle idea di scegliere lui per sostituire il centravanti, il capitano, il leader, i 354 gol lasciati in eredità da Benzema in quattordici stagioni di madridismo.

L’idea di Ancelotti: sostituire Benzema con un centravanti di riserva

Al Real sono ricchi sfondati e molto arroganti, ma sanno ragionare e anche rischiare. Un bomber di vaglia non hanno voluto prenderlo perché prima o poi sarebbe arrivato Mbappé e perché la pensata di Ancelotti – trasformare Vinicius e Rodrygo da ali ad attaccanti d’area – ha subito avuto un senso. I soldi (103 milioni) li ha spesi per Bellingham, che Carletto ha mutato in un incredibile tuttocampista capace di segnare come un numero 9 e che adesso è il candidato principale al prossimo Pallone d’oro, se solo agli Europei con l’Inghilterra manterrà lo stesso livello tenuto con il Real. Serviva però uno che ogni tanto grufolasse nel caos dell’area di rigore, che fiutasse gol incidentali nelle partite contro le squadre barricadere o che, in quelle comodamente vinte in anticipo, desse respiro alle stelline. Perciò ha scelto il retrocesso Joselu, un milione per prestito, uno e mezzo per il riscatto e uno e due di stipendio.

Joselu in nazionale: esordio con doppietta dopo essere entrato all’81’…

Ha giocato 13 partite da titolare in Liga e due in Champions, ha segnato un po’ qua e un po’ là, si è guadagnato una chiamata, tardiva pure quella, in nazionale quando ancora giocava nell’Espanyol (al debutto, doppietta alla Norvegia dopo essere entrato all’81’, esattamente come mercoledì sera) e giocando spiccioli ha già messo assieme cinque reti, tra cui uno all’Italia nella semifinale di Nations League. E mentre Benzema continuerà a farsi curare muscoli e cuore dai medici di Valdebebas, lui si metterà in viaggio per Wembley, dove il Real ha giocato una sola volta (nel 2017 contro il Tottenham) ma mai una finale. Anche questa è una scoperta tardiva.

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