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Juventus-Stoccarda 0-1: non basta Perin, Touré al 92’ punisce i bianconeri

Il gol di Touré (reuters)

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Prima sconfitta stagionale per la squadra di Motta. I tedeschi giocano meglio, creano tanto ma trovano sulla loro strada il portiere che nel finale para anche un rigore prima di arrendersi in pieno recupero all’ex Atalanta. Espulso Danilo
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TORINO – A Lipsia la Juventus aveva giocato un calcio di istinti rapaci, come solo le menti internazionali sanno giocare. È dunque incomprensibile come contro la meno forte delle tedesche, e per giunta in casa, sia invece tornata a ruminare il suo gioco vuoto in una notte di niente. La partita l’ha risolta l’ex atalantino El Bilal Touré nel recupero, ma che ci sia voluto tutto quel tempo è soltanto per una serie di coincidenze e per le parate formidabili di Perin, che poco prima aveva pure parato un rigore. Ma neanche i miracoli sono stati abbastanza.

« La cronaca della partita »

Juve in balia dello Stoccarda

La Juve non è stata pericolosa nemmeno una volta e ha ballato la rumba per un bel pezzo, girando a vuoto, attaccando mai e limitandosi a un serrato presidio dell’area, la propria. Di europeo ha proposto solo i più dimenticabili ricordi delle ultime opache stagioni, quelle che dalla finale di Cardiff hanno scandito il declino progressivo: per più di un’ora la neoJuve è sembra…

TORINO – A Lipsia la Juventus aveva giocato un calcio di istinti rapaci, come solo le menti internazionali sanno giocare. È dunque incomprensibile come contro la meno forte delle tedesche, e per giunta in casa, sia invece tornata a ruminare il suo gioco vuoto in una notte di niente. La partita l’ha risolta l’ex atalantino El Bilal Touré nel recupero, ma che ci sia voluto tutto quel tempo è soltanto per una serie di coincidenze e per le parate formidabili di Perin, che poco prima aveva pure parato un rigore. Ma neanche i miracoli sono stati abbastanza.

« La cronaca della partita »

Juve in balia dello Stoccarda

La Juve non è stata pericolosa nemmeno una volta e ha ballato la rumba per un bel pezzo, girando a vuoto, attaccando mai e limitandosi a un serrato presidio dell’area, la propria. Di europeo ha proposto solo i più dimenticabili ricordi delle ultime opache stagioni, quelle che dalla finale di Cardiff hanno scandito il declino progressivo: per più di un’ora la neoJuve è sembrata quella roba là con tutti quei difetti là, la lentezza, l’eccesso di prudenza, la carenza di personalità, l’attesa del tempo che passa. È rimasta totalmente in balia dello Stoccarda, che è una buona squadra con principi di gioco interessanti ma non ha fenomeni e soprattutto meno esperienza dei bianconeri a questo livello.

Il Var cancella il gol di Undav

Sta di fatto che fino a quando Motta non ha rivitalizzato la fascia destra con Cambiaso e Weah (Savona e Conceiçao erano stati destrutturati da Mittelstädt e Leweling), i bianconeri si sono abbandonati a una partita del tutto passiva, tenuta in piedi solamente dalle parate sopra le righe di Perin, che ha cominciato deviando contro il palo interno un destro radente di Demirovic (29’) e poi ha proseguito respingendo Undav, ancora Demirovic e Millot, fino al rigore parato (c’era stato un fallo imprudente di Danilo, che si è anche preso il secondo giallo, su Rouault) al fantasista francese, che pure aveva tirato forte e angolato. In mezzo a tutto questo, il var aveva pure annullato un gol di Undav, che s’era aiutato col braccio nel controllare la palla lanciata da Stiller: anche quell’azione, in ogni caso, aveva denunciato tutti i disagi della Juve sia nella copertura sui centrocampisti (i due mediani tedeschi hanno giganteggiato) sia nella marcatura delle punte, nella fattispecie di Danilo.

L'espulsione di Danilo (reuters)

Vlahovic, solo 14 palloni

Motta aveva provato a ritoccare l’assetto affiancando Thuram a Fagioli e passando al 4-2-3-1, ma l’impressione è che il divario con lo Stoccarda sia stato concettuale, prima che tattico: la Juve resta una squadra che fa una fatica dannata a produrre calcio offensivo e se in campionato ha la scusa nel poco spazio che le lasciano per attaccare, l’alibi è scomparso perché Hoeness ha concesso tutto il campo che i bianconeri avrebbero potuto desiderare, ma come in serie A la produzione offensiva è stata magra. Vlahovic ha ricevuto appena 14 palloni. Il primo e unico tiro in porta (di Yildiz, innocuo) è arrivato a metà ripresa. E solo con le scorribande di Weah la Juve è riuscita a sottrarsi all’assedio dello Stoccarda: l’americano ha messo diversi cross, nessuno è stato pericoloso ma almeno la partita ha smesso di essere, per un po’, un puro e semplice esercizio di sofferenza.

Perin ferma tutto, anche un rigore

Nonostante questo i bianconeri sono capitombolati lo stesso e se il rigore sventato da Perin sembrava un altro episodio buono al quale aggrapparsi, come l’autogol laziale di sabato, nessuno poteva immaginare l’assurdità di prendere una rete in pieno recupero e con due avversari, Touré e Millot (se non si fosse fatto prendere il rigore sarebbe stato da 8) lasciati comodamente a triangolare in area. Perin che altro poteva farci?

Mattia Perin para il rigore a Millot (afp)

Juventus-Stoccarda 0-1 (0-0)
Juventus (4-1-4-1): Perin, Savona (10' st Cambiaso), Kalulu, Danilo, Cabal, Fagioli, Thuram (45' st Rouhi), Conceicao (10' st Weah), McKennie (10' st Locatelli), Yildiz, Vlahovic (23' st Adzic) (23 Pinsoglio, 38 Daffara, 4 Gatti, 51 Mbangula). All. Thiago Motta.
Stoccarda (4-2-3-1): Nubel, Vagnoman, Rouault, Chabot, Mittelstadt (52' st Chase), Karazor, Stiller, Millot, Undav (29' st Rieder), Leweling, Demirovic (17' st Touré) (1 Bredlow, 41 Seimen, 2 Al-Dakhil, 5 Keitel, 13 Kratzig, 15 Stenzel, 47 Malanga). All. Hoeness.
Arbitro: Eskas (Norvegia).
Reti: nel st 47' Touré.
Angoli: 10-4 per lo Stoccarda.
Recupero: 1' e 7'.
Espulsi: al 38' st Danilo per doppia ammonizione.
Ammoniti: Demirovic, Rouault, Danilo per gioco falloso.
Note: al 40' st Perin para un rigore a Millot.
Spettatori: 41.306 (incasso non comunicato).

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