Torino – Una bella Juve, un brutto risultato e ognuno la prenda come preferisce, tenendosi i progressi che la squadra sta continuando a fare oppure la preoccupazione per una classifica miserrima, con quei tre punticini che stasera potrebbero non bastare per rimanere nelle prime 24. Lo Sporting è forte e batterlo non era scontato (le quattro gare più difficili sono comunque ormai alle spalle), ma questo pareggio può soddisfare solo chi guarda più in là, alla crescita nel tempo.
Un inizio difficile
L’1-1 sta un po’ stretto ai bianconeri, che però hanno rischiato di finire sott’acqua dopo un quarto d’ora. Ma la diversità attuale è nello spirito, perché la Juve sta imparando a non farsi abbattere quando qualcosa va storto. Lo sapeva fare anche con Tudor (ricordate le rimonte contro Inter e Borussia) ma poi se l’è dimenticato e chissà perché, finendo per vivere ogni contrattempo come uno spavento. Ieri il rischio dello sfarinamento tecnico e morale c’è stato, perché…
Torino – Una bella Juve, un brutto risultato e ognuno la prenda come preferisce, tenendosi i progressi che la squadra sta continuando a fare oppure la preoccupazione per una classifica miserrima, con quei tre punticini che stasera potrebbero non bastare per rimanere nelle prime 24. Lo Sporting è forte e batterlo non era scontato (le quattro gare più difficili sono comunque ormai alle spalle), ma questo pareggio può soddisfare solo chi guarda più in là, alla crescita nel tempo.
Un inizio difficile
L’1-1 sta un po’ stretto ai bianconeri, che però hanno rischiato di finire sott’acqua dopo un quarto d’ora. Ma la diversità attuale è nello spirito, perché la Juve sta imparando a non farsi abbattere quando qualcosa va storto. Lo sapeva fare anche con Tudor (ricordate le rimonte contro Inter e Borussia) ma poi se l’è dimenticato e chissà perché, finendo per vivere ogni contrattempo come uno spavento. Ieri il rischio dello sfarinamento tecnico e morale c’è stato, perché lo Sporting è partito benissimo, controllando il gioco e soprattutto decidendo i ritmi, ed è passato in vantaggio con un’azione che ha mosso la palla, e di conseguenza la difesa juventina, da destra a sinistra fino all’assist di Trincao per il tiro mancino di Araujo. Lo Sporting avrebbe potuto raddoppiare poco dopo con un’altra azione deliziosa (Trincao ha centrato la traversa, provvidenziale la millimetrica deviazione di Thuram) e lì un’altra Juve si sarebbe rattrappita nell’insicurezza.
La capacità di reagire della Juventus, Vlahovic trascinatore
Questa invece ha reagito, prima con pazienza e poi con veemenza. Non s’è fatta irretire dagli sbalzi di ritmo portoghesi (lungo palleggio lentissimo, rapide verticalizzazioni improvvise) e ha ripreso il filo fidandosi principalmente delle capacità di trascinatore di Vlahovic, che ha letteralmente strattonato la squadra in avanti e tirato a ripetizione in porta (sensazionale la parata di Rui Silva sul colpo di testa del 17’) fino a trovare il gol con un destro rapinoso a capo di una bella combinazione tra Yildiz e Thuram.
Juventus sempre presente nel gioco
Il resto della partita non è stato all’altezza di quella prepotente reazione, ma la Juve non è mai uscita dal gioco e anzi ha preso a guidarlo. Spalletti ha ripescato il modulo classico di Tudor e soprattutto la sua conformazione offensiva: la novità resta Koopmeiners in difesa, bene anche ieri, e naturalmente questo Vlahovic sopra le righe anche se neanche lui è riuscito a tenere i giri del primo tempo (è uscito per un fastidio al flessore, sabato c’è il derby). In ogni caso, non sono state concesse altre opportunità allo Sporting, dove si è visto poco il diciottenne Quenda, che ha le stimmate del fenomeno (l’ha già preso il Chelsea per 50 milioni, ci andrà a luglio), ma quello era soltanto uno sfizio per gli spettatori neutrali: per gli juventini è stato invece un bene, perché i rari ma minacciosi contropiedi dei portoghesi non hanno avuto la scintilla, così come i cambi non l’hanno data a Spalletti, che ha ripescato Miretti, anche se David è arrivato a un niente a dare finalmente un senso al suo acquisto con un colpo di testa in pieno recupero, reso vano da un’altra gran parata di Rui Silva. Cambia qualcosa anche in società, con l’arrivo di Pier Donato Vercellone (ex Milan) alla comunicazione e di Peter Silverstone (ex Newcastle) al commerciale.
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio 6 – Kalulu 7, Gatti 6, Koopmeiners 6.5 – McKennie 5.5, Locatelli 6.5 (38’ st Miretti sv), Thuram 6 (27’ st Kostic sv), Cambiaso 6 – Conceiçao 6 (27’ st Zhegrova sv), Yildiz 6 (42’ st David sv)– Vlahovic 7.5 (38’ st Adzic). All. Spalletti 6.
Sporting (4-2-3-1): Rui Silva 7 – Vagiannidis 5.5 (22’ st Quaresma 6), Diomande 6.5, Inacio 5.5, Araujo 6.5 – Hjulmand 6.5, Simoes 6 (37’ st Morita sv) – Quenda 6 (22’ st Catamo 6), Trincao 7, Pedro Gonçalves 5.5 (37’ st Alisson Santos sv) – Ioannidis 5 (27’ st Suarez sv). All. Borges 6.
Arbitro: Siebert (Ger) 5.5.
Reti: 12’ pt Araujo, 34’ pt Vlahovic
Note: ammoniti Thuram, Cambiaso, Pedro Gonçalves, Araujo, Hjulmand. Spettatori 40.729