L'Inter gioca, l'Atletico Madrid vince: gol beffa di Gimenez al 93’
dal nostro inviato Franco VanniMadrid - Se il calcio fosse il pattinaggio artistico, o il dressage, probabilmente le palette dei giudici avrebbero premiato l’Inter, bellina nel primo tempo e a tratti bellissima nel secondo, globalmente migliore dell’Atletico per occasioni e per gioco. Ma il calcio non funziona così, si contano i palloni finiti in rete, ed è il momento che Chivu e i suoi lo capiscano. Una nuova amarezza per i nerazzurri, di cui di Marotta e Ausilio, che come dopo ogni partita sono scesi negli spogliatoi, hanno parlato con allenatore e giocatori.
Gimenez, beffa fatale al 93’
Tre giorni dopo il derby, i nerazzurri tornano a perdere una partita in cui non avevano demeritato: hanno fatto 16 tiri di cui 6 in porta, con grandi parate di Musso. Fatale è stata la mancanza di concentrazione nel finale, quando il centralone Gimenez, su calcio d’angolo delizioso di Griezmann, ha inchiodato il tabellone sul 2-1, dopo il gol di Alvarez, segnato al 9’ del primo tempo, a cui aveva risposto…
Madrid - Se il calcio fosse il pattinaggio artistico, o il dressage, probabilmente le palette dei giudici avrebbero premiato l’Inter, bellina nel primo tempo e a tratti bellissima nel secondo, globalmente migliore dell’Atletico per occasioni e per gioco. Ma il calcio non funziona così, si contano i palloni finiti in rete, ed è il momento che Chivu e i suoi lo capiscano. Una nuova amarezza per i nerazzurri, di cui di Marotta e Ausilio, che come dopo ogni partita sono scesi negli spogliatoi, hanno parlato con allenatore e giocatori.
Gimenez, beffa fatale al 93’
Tre giorni dopo il derby, i nerazzurri tornano a perdere una partita in cui non avevano demeritato: hanno fatto 16 tiri di cui 6 in porta, con grandi parate di Musso. Fatale è stata la mancanza di concentrazione nel finale, quando il centralone Gimenez, su calcio d’angolo delizioso di Griezmann, ha inchiodato il tabellone sul 2-1, dopo il gol di Alvarez, segnato al 9’ del primo tempo, a cui aveva risposto Zielinski, allo stesso minuto della ripresa.
Inter bella, ma ancora troppi errori
“Così fa troppo male. Abbiamo fatto tutto bene, ci è mancato un po’ di culo”, ha detto Bisseck. Ma non ha ragione. Detto che l’Atletico in Champions ha vinto dodici delle ultime tredici partite in casa, e che il Metropolitano è uno degli stadi più difficili al mondo, nella sconfitta interista la sfortuna non c’entra. Non ha funzionato la riproposizione del mancino Carlos Augusto in fascia destra, come contro il Milan: una scelta che suona più come una bocciatura di Luis Henrique che come un’idea tattica. E non funziona la difesa a zona sui calci piazzati, che già era costata all’Inter un paio di gol subiti nel Mondiale per club in America. Ed è finita così in sconfitta una partita tesa, elettrica, con quattro punte in maglia biancorossa in campo negli ultimi minuti, e i due allenatori ad agitarsi in giacca e maglioncino, nonostante i due gradi di Madrid. L’Inter si ritrova ora quarta nella classifica generale di Champions, con ancora Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund da affrontare.
Il mantra del Cholo
Nel primo tempo si è rivista la trama del derby, ma in versione hardcore, con un’Inter piacevole e capace di tener palla, ma questa volta mai davvero pericolosa. Gli avversari, ben organizzati, hanno saputo sfruttare il primo errore, in linea con la massima del maestro di tattica Cholo Simeone: “Non vincono i migliori, ma quelli che sanno lottare”. Come contro il Milan, la palla del gol subito l’ha persa Calhanoglu, scippato da Molina. Baena ha stoppato col fianco, l’arbitro Letexier ha visto un mani e ha annullato il gol di Alvarez. Ma il francese si è lasciato correggere – persino lui, una delle ultime stelle del fischietto, decisionista alla Orsato – quando davanti al monitor ha capito che il tocco, se mai ci fosse stato, in ogni caso sarebbe stato ininfluente.
Un’Inter feroce nella ripresa
Nella ripresa l’Inter è rientrata in campo propositiva come nel primo tempo, ma con una ferocia nuova. E così dopo 9 minuti è arrivato il gol di Zielinski, ispirato da Bonny, vera perla del mercato interista della scorsa estate. Un gol che Chivu ha accolto nel modo giusto: chiedendo più copertura a Bisseck, ancor prima di esultare. Un segnale per tutti. Prima non prenderle. Ma non è bastata quella dichiarazione di intenti a impedire al centralone Gimenez, nel tempo di recupero, di fare all’Inter un danno che sa di beffa. E che potrebbe finalmente essere una lezione, visto quanto questa sconfitta somiglia a quelle che l’Inter ha portato a casa in tutti i big match in stagione, escluso quello con la Roma.
Atletico Madrid-Inter 2-1 (1-0)
Atletico Madrid (4-4-2): Musso 6.5 – Molina 6.5 (14’ st Gonzalez 6), Gimenez 7, Hancko 5.5, Ruggeri 6.5 (23’ st Sørloth 6.5) – G. Simeone 6.5, Barrios 6.5, Cardoso 6 (14’ st Pubill 6), Gallagher 5.5 (14’ st Koke 6)– Alvarez, Baena 6.5 (23’ st Griezmann 7). All. D. Simeone 7
Inter (3-5-2): Sommer 6.5 – Bisseck 5.5, Akanji 5.5, Bastoni 5.5 – Augusto 5.5, Barella 6.5, Calhanoglu 5 (27’ st Frattesi 6), Zielinski 7 (20’ st Sucic 6), Dimarco 6 (35’ st Henrique 5.5) – Lautaro 6 (27’ st Esposito 5.5), Bonny 7 (20’ st Thuram 6.5). All. Chivu 6
Arbitro: Letexier (Fra) 6
Reti: Alvarez 9’ pt, Zielinski 9’ st, Gimenez 48’ st
Note Ammoniti Dimarco. Spettatori 70.692