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Un rigore con il Var di Szoboszlai beffa l’Inter: il Liverpool vince 1-0 a San Siro

Il rigore di Szoboszlai (agf)

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Una decisione assai dubbia nel finale condanna i nerazzurri alla seconda sconfitta consecutiva in Champions
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Milano – Ci fosse stato Mohamed Salah, quel rigore lo avrebbe calciato lui. È invece toccato a Szoboszlai, che con la maglia del Liverpool non ne aveva mai tirati, ma che alla prima prova lo ha fatto alla perfezione. È arrivato così, all’88’ di una partita non bella, il successo del Liverpool a San Siro.

«La cronaca della gara»

La lunga serie di rimpianti dell’Inter

Alla squadra di Chivu, incapace di pareggiare per difetto di fabbrica, resta una lunga serie di rimpianti: per non avere portato a casa punti contro una squadra potenzialmente forte ma spenta; per avere regalato il tiro dal dischetto — discutibilissimo — con un’inutile trattenuta di Bastoni; ma soprattutto per essersi costretta da sola a fare ora almeno quattro punti contro l’Arsenal al Meazza e contro il Borussia Dortmund in trasferta, se vuole sperare di arrivare nelle prime otto ed evitarsi i play-off di Champions, così dannosi per il campionato. E non consola il fatto di potersela prendere con il tremebondo arbitro ted…

Milano – Ci fosse stato Mohamed Salah, quel rigore lo avrebbe calciato lui. È invece toccato a Szoboszlai, che con la maglia del Liverpool non ne aveva mai tirati, ma che alla prima prova lo ha fatto alla perfezione. È arrivato così, all’88’ di una partita non bella, il successo del Liverpool a San Siro.

«La cronaca della gara»

La lunga serie di rimpianti dell’Inter

Alla squadra di Chivu, incapace di pareggiare per difetto di fabbrica, resta una lunga serie di rimpianti: per non avere portato a casa punti contro una squadra potenzialmente forte ma spenta; per avere regalato il tiro dal dischetto — discutibilissimo — con un’inutile trattenuta di Bastoni; ma soprattutto per essersi costretta da sola a fare ora almeno quattro punti contro l’Arsenal al Meazza e contro il Borussia Dortmund in trasferta, se vuole sperare di arrivare nelle prime otto ed evitarsi i play-off di Champions, così dannosi per il campionato. E non consola il fatto di potersela prendere con il tremebondo arbitro tedesco Zwayer, accessorio del Var in tutti i momenti chiave della gara. «Siamo delusi, arrabbiati. Dal campo quello di Bastoni non sembrava mai fallo, così sono tutti rigori», dice Zielinski.

Tanto tempo perso

Nel primo tempo si è giocato poco, in tutti i sensi. Per 52 interminabili minuti è andato in scena uno spot per i sostenitori dell’introduzione del tempo effettivo nel calcio. Il pallone ha smesso di rotolare a lungo quando Çalhanoglu, dolorante, ha fatto posto a Zielinski dopo 10’. E di nuovo quando Acerbi ha lasciato il campo zoppicando ed è stato sostituito da Bisseck. Subito dopo l’entrata del tedesco si è avuta la terza sosta, la meno giustificabile: 4 minuti e mezzo per vedere al monitor un mani palese di Ekitiké, e annullare una rete segnata di Konaté. Nel 6° dei 7 minuti di recupero concessi dall’arbitro, gran parata di Allison su un bel colpo di testa di Lautaro, prima e unica scintilla interista in un primo tempo attento ai limiti della paralisi.

La furbizia di Wirtz

La ripresa ha ripetuto lo stesso copione, con l’unica variazione consistente dell’ingresso di Wirtz per l’inesistente Isak. E non perché l’attaccante ex Leverkusen abbia combinato molto più del compagno, anzi. Ma perché è stato abile a cadere in terra in modo plateale, dopo essersi fatto afferrare la maglia dal malaugurato Bastoni. Una vittoria del genere non basterà forse ad Arne Slot per sostenere che il Liverpool funzioni anche senza il fuoriclasse egiziano, lasciato in Inghilterra ad allenarsi da solo. Però permette ai Reds di agganciare l’Inter a quota 12 nella classifica di Champions League.

Chivu: “Imparare a combattere le ingiustizie”

A Chivu resta l’amarezza di avere voluto schierare la squadra che aveva battuto il Como e di averla vista stanca già all’inizio del secondo tempo, senza potere di fatto intervenire, viste le due sostituzioni per gli infortuni del primo tempo. “Dobbiamo imparare a combattere le ingiustizie", ha dichiarato. E gli è sfuggito così un pareggio che si sarebbe preso volentieri, e che invece è mutato in beffa, con un’altra sconfitta arrivata nel finale, come a Madrid contro l’Atletico. E dopo quasi sette mesi di sua gestione, l’unico pari resta quello strappato nel caldo di Pasadena il 18 giugno al Mondiale per club contro il Monterrey. Era la sua prima partita sulla panchina dell’Inter. Da allora, quando non è riuscito a vincere, ha sempre perso.

Inter-Liverpool 0-1 (0-0) Inter (3-5-2) Sommer 6.5 – Akanji 6.5, Acerbi 6 (31’ pt Bisseck 6), Bastoni 5 – Henrique 6, Barella 6, Calhanoglu Sv (10’ pt Zielinski 6), Mkhitaryan 6.5 (38’ st Sucic Sv), Dimarco 6 (38’ st Augusto Sv) – Lautaro 6, Thuram 5 (38’ st Bonny Sv). All. Chivu 5.5 Liverpool (4-3-1-2) Alisson 6.5 – Gomez 5.5 (23’ st Bradley 6), Konaté 6, Van Dijk 6, Robertson 6 – Szoboszlai 6.5, Gravenberch 6, Jones 6.5 - Mac Allister 6 – Isak 5 (23’ st Wirtz 6.5), Ekitiké 6.5. All. Slot 6 Arbitro Zwayer (Ger) 5 Rete: Szoboszlai al 43’ st Note Ammoniti Lautaro, Ekitiké, Mkhitaryan, Bastoni. Spettatori 73.892

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