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Spalletti: “Con le mie scelte a Napoli ho danneggiato la Juventus”

Luciano Spalletti (ansa)
Il tecnico alla vigilia della sfida con i ciprioti del Pafos fa mea culpa sulla gara del Maradona. E sui singoli: “Yildiz cresce di partita in partita, mi ricorda Kvara”
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Torino – “Con le mie scelte non vi ho messi nelle condizioni di poter dare il meglio. Vi ho danneggiato”. Spalletti veste i panni del parafulmine dopo il ko con il Napoli, pronunciando in conferenza stampa le parole dette alla squadra dopo la sconfitta di domenica sera. Alla vigilia della sfida con il Pafos in Champions League il tecnico della Juventus è andato a fondo sui problemi e sul momento vissuto dalla sua squadra. Una conferenza in cui il tecnico ha spiegato le sue scelte tattiche con dovizia di particolari, prendendosi parte della responsabilità per la bocciatura nell’esame di maturità del Maradona.

“Una volta rido, un’altra strillo”

Spalletti ha riassunto le sue prime settimane sulla panchina della Juventus in maniera efficace: “Sono sull’ottovolante, una…

Torino – “Con le mie scelte non vi ho messi nelle condizioni di poter dare il meglio. Vi ho danneggiato”. Spalletti veste i panni del parafulmine dopo il ko con il Napoli, pronunciando in conferenza stampa le parole dette alla squadra dopo la sconfitta di domenica sera. Alla vigilia della sfida con il Pafos in Champions League il tecnico della Juventus è andato a fondo sui problemi e sul momento vissuto dalla sua squadra. Una conferenza in cui il tecnico ha spiegato le sue scelte tattiche con dovizia di particolari, prendendosi parte della responsabilità per la bocciatura nell’esame di maturità del Maradona.

“Una volta rido, un’altra strillo”

Spalletti ha riassunto le sue prime settimane sulla panchina della Juventus in maniera efficace: “Sono sull’ottovolante, una volta rido e una volta strillo – è stata la scelta comunicativa -. Vedi fare alcune cose e pensi che si rifarà più volte; invece, poi si va ad annullarla e a ripartire da capo. La squadra la conosco di più, ma le partite sono così vicine che averli tutti per poter fare un allenamento completo, con la disponibilità di spendere corsa e aggressività, è difficile”. Una distonia tra quanto espresso in settimana durante gli allenamenti e quanto si vede in partita. Un aspetto che coinvolge sia Yildiz che David: “Penso che ci sia ancora molto del potenziale di Yildiz che è da vedere e che voi non avete visto – è la spiegazione -. L’intenzione è quella lì, ce la sta mettendo tutta e cresce di partita in partita, ha margini di miglioramento incredibili. Sono un po’ le stesse cose che dicevo a Kvara quando l’ho conosciuto. David avrebbe bisogno di cinque partite per avere fiducia? Anche io avrei bisogno di cinque partite per allenare il Barcellona e il Real Madrid, per far vedere che allenatore sono. In questo caso qui qualsiasi calciatore ne avrebbe bisogno”. Chiudendo la frase con una chiosa pungente: “Non che tu vieni all’allenamento e una volta fai in un modo e una volta in un altro”.

Il problema attacco

Che ci sia un problema in attacco è evidente. L’infortunio di Vlahovic ha messo in evidenza anche i problemi di ambientamento di David e Openda. L’attacco fatica a segnare trascinando tutta la squadra: “I numeri sono quelli non desiderati per risultati e individualità – conferma Spalletti -. Ora ho più conoscenza ed esperienza dei calciatori che ho a disposizione, per me è fondamentale. Poi vedo che sono migliorate alcune cose, non siamo bravi a ripeterle spesso dentro la partita, ma che sono lì nelle condizioni di essere prese”. In tutto questo, domani sera ci sarà il Pafos a testare la tenuta mentale della squadra. Un’avversaria che, a differenza dello scarso curriculum europeo, quest’anno sta giocando una Champions sorprendente: “Sono una squadra tosta, che ha molti brasiliani e portoghesi che sanno giocare a calcio. Ha fatto brutta figura solo con il Bayern, poi ha preso pochissimi gol nonostante abbia disputato partite contro avversari top. Sono una squadra dal punto di vista fisico molto tignosa, molto vogliosa di metterla sul duello individuale, ti vengono addosso forte, usano le mani, ogni contrasto sarà una storia perché sanno che vincendolo possono determinare la partita”.

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