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McKennie e David risolvono la pratica Pafos: la Juventus vince 2-0

David festeggiato dai compagni 

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La squadra di Spalletti rischia nel primo tempo, poi nella ripresa ci pensano due tra i più deludenti a Napoli
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Torino – La Juventus ha vinto con un gol da centravanti di un centrocampista appena arretrato in difesa, giusto per riassumere il senso confuso di una vittoria complicata: è il segno che, al di là della pesca dell’incredibile jolly McKennie, il lavoro di Spalletti continua a essere ben poco lineare, se la linea di sviluppo di un gruppo deve seguire i principi di un miglioramento continuo. Contro il Pafos – fastidioso e scorbutico, ma pur sempre una squadra cipriota – è arrivata una vittoria molto più utile (e importante, oh già) che bella, ma in questo momento non è il caso di sottilizzare, si piglia quel che viene e si guarda a ciò che verrà, perché Juve si è portata saldamente in zona play-off e per rimanervi le basteranno un paio di punti. Se poi ne facesse sei chissà, potrebbe anche avvicinarsi alle prime otto.

«La cronaca della gara»

La disinvoltura del Pafos

Ieri però, prima del rassicurante 2-0 finale ha preso fischi, eppure andava apprezzata meglio la lezione che il Pafos è ve…

Torino – La Juventus ha vinto con un gol da centravanti di un centrocampista appena arretrato in difesa, giusto per riassumere il senso confuso di una vittoria complicata: è il segno che, al di là della pesca dell’incredibile jolly McKennie, il lavoro di Spalletti continua a essere ben poco lineare, se la linea di sviluppo di un gruppo deve seguire i principi di un miglioramento continuo. Contro il Pafos – fastidioso e scorbutico, ma pur sempre una squadra cipriota – è arrivata una vittoria molto più utile (e importante, oh già) che bella, ma in questo momento non è il caso di sottilizzare, si piglia quel che viene e si guarda a ciò che verrà, perché Juve si è portata saldamente in zona play-off e per rimanervi le basteranno un paio di punti. Se poi ne facesse sei chissà, potrebbe anche avvicinarsi alle prime otto.

«La cronaca della gara»

La disinvoltura del Pafos

Ieri però, prima del rassicurante 2-0 finale ha preso fischi, eppure andava apprezzata meglio la lezione che il Pafos è venuto a dare in questo stadio in cui c’erano più tifosi bianconeri di quanti siano gli abitanti della cittadina cipriota (che ne ha spediti qui 914). In certi momenti il pubblico ha assistito attonito alla scioltezza con cui i mestieranti in maglia blu, gente abituata a girare il mondo alla periferia del calcio, hanno tenuto in pugno una partita che la Juve, come al solito, non ha saputo da che parte prendere, sempre a metà strada tra il coraggio e la paura e con l’insicurezza come unico collante tra i reparti.

I quattro brividi della Juventus

Nel solo primo tempo, il Pafos ha rischiato di segnare quattro volte (di tacco, di quasi autogol, centrando il palo, costringendo Di Gregorio alla parata volante: tacco e palo di Anderson) e la Juve una soltanto con un destro a giro di Yildiz (stendiamo un velo su come David non sia riuscito a centrare la porta dall’area piccola al 42’), unico momento d’evasione dall’imbarazzo di non sapere imporre una smaccata superiorità a un avversario senza nome né storia.

C’è ancora carenza di personalità

La Juve ha attaccato con lentezza e con la solita imprecisione, esponendosi dunque alle ripartenze cipriote che la difesa ha saputo neutralizzare soltanto quando ha tenuto alta la linea ma non quando si è trattato di andare all’uno contro uno o di interrompere un fraseggio. Zhegrova ha giocato da fermo, come se avesse paura di esaurire in fretta le poche energie che ha: così le ha risparmiate, ma è come se la Juve fosse stata con un uomo in meno. Miretti, l’altro promosso di giornata, ha pasticciato palloni anche semplici, facendo mancare il suo contributo di tecnica pulita. David s’è impegnato a fondo ma è evidentemente prigioniero di qualcosa, o forse solo di sé stesso. Chissà se il gol lo libererà.

I guizzi di McKennie e David

Questo scempio è durato tre quarti di partita, anche se nella ripresa il Pafos – un errorino in più, una rincorsa in meno – si è inevitabilmente allineato ai suoi limiti. A un certo punto Spalletti s’è giocato il tutto per tutto, presentando quattro attaccanti e un modulo spregiudicato, il 4-2-3-1, con Koopmeiners a centrocampo e McKennie terzino destro, ma attingendo soprattutto all’inesattezza del calcio perché appena è stato spostato in difesa, l’americano ha segnato un fantastico gol da gran centravanti, ricevendo palla spalle alla porta, girandosi fulmineamente e sbattendola all’incrocio. Più che esultare la Juve ha tirato un sospiro di sollievo, raddoppiando poco dopo con un contropiede tre contro uno, rifinito da Yildiz per il benedetto gol di David, che tornerà utile un domani.

Juventus (3-4-2-1) Di Gregorio 6.5 – Kalulu 6, Kelly 6, Koopmeiners 6 – McKennie 6.5, Locatelli 5.5 (15’ st Openda 5), Miretti 5 (29’ st Thuram sv), Cambiaso 5.5 – Zhegrova 5 (1’ st Conceiçao 6.5), Yildiz 7 (39’ st Cabal sv) – David 6 (29’ st Adzic sv). All. Spalletti 6.

Pafos (3-4-2-1) Michael 6 – Luckassen 6, David Luiz 6.5, Goldar 5.5 (33’ st Pileas sv) – Bruno 6, Sunjic 6, Pêpê 5.5, Correia 6.5 (44’ st Langa sv) – Orsic 5.5 (33’ st Jaja sv), Dragomir 6.5 (33’ st Bassouamina sv) – Anderson 7 (17’ st Quina 5.5). All. Carcedo 6.

Arbitro: Gil Manzano (Spa) 6.

Reti: 22’ st McKennie, 28’ st David

Note: ammoniti Sunjic, Locatelli. Spettatori 39.422.

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