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L'Inter scivola verso gli spareggi: l'Arsenal vince 3-1 a San Siro

il gol di Gabriel Jesus che ha sbloccato il risultato (afp)

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Nerazzurri fuori dalla prime 8 dopo il netto ko con gli inglesi. La rete di Sučić non basta a fronte della doppietta di Gabriel Jesus e del sigillo di Gyökeres
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Milano – A una prima lettura si potrebbe dire che l’Inter contro l’Arsenal ha perso l’ennesimo scontro diretto di questa stagione. Ma a ben vedere, tanto diretto lo scontro non è stato. Fra le due squadre passa infatti tutta la distanza che c’è fra i campionati che guidano. Il fatto che i nerazzurri siano in testa alla Serie A e i Gunners alla Premier League è un’illusione ottica, che non aiuta a vedere la dimensione delle cose. La squadra di Arteta ha una volta e mezza il bilancio di quella di Chivu. Ha speso nell’ultimo mercato estivo 283 milioni più di quanti ne ha messi in cassa, sei volte più dell’Inter. E in campo inevitabilmente si è visto. Più ancora dei due gol di Gabriel Jesus nel primo tempo, inframmezzati dalla rete di Sučić, la dimostrazione di forza dell’Arsenal è arrivata con i cambi, che nella ripresa hanno portato in campo i panchinari Declan Rice, Gabriel Martinelli e Viktor Gyökeres, autore nel finale del fortunato e definitivo 3-1.

«La cronaca della gara»

Arsenal o…

Milano – A una prima lettura si potrebbe dire che l’Inter contro l’Arsenal ha perso l’ennesimo scontro diretto di questa stagione. Ma a ben vedere, tanto diretto lo scontro non è stato. Fra le due squadre passa infatti tutta la distanza che c’è fra i campionati che guidano. Il fatto che i nerazzurri siano in testa alla Serie A e i Gunners alla Premier League è un’illusione ottica, che non aiuta a vedere la dimensione delle cose. La squadra di Arteta ha una volta e mezza il bilancio di quella di Chivu. Ha speso nell’ultimo mercato estivo 283 milioni più di quanti ne ha messi in cassa, sei volte più dell’Inter. E in campo inevitabilmente si è visto. Più ancora dei due gol di Gabriel Jesus nel primo tempo, inframmezzati dalla rete di Sučić, la dimostrazione di forza dell’Arsenal è arrivata con i cambi, che nella ripresa hanno portato in campo i panchinari Declan Rice, Gabriel Martinelli e Viktor Gyökeres, autore nel finale del fortunato e definitivo 3-1.

«La cronaca della gara»

Arsenal oggettivamente superiore

La vittoria degli ospiti è stata in grandissima parte frutto del loro merito: più veloci, più bravi coi piedi, più furbi a sfruttare le occasioni. E ora pronti ad affrontare a pieni punti l’ultima partita della fase di campionato di Champions League contro il Kairat Almaty. Molto diverso è il percorso europeo che attende l’Inter, temporaneamente nona in attesa delle partite di oggi e già matematicamente sicura di poter giocare i play-off a febbraio per provare a raggiungere gli ottavi. Se vogliono evitarsi quelle due fastidiosissime partite di spareggio, potenzialmente dannose per il campionato, i nerazzurri dovranno vincere a Dortmund il 28 gennaio, sperando che i risultati degli altri campi diano una mano.

Vincere a Dortmund e sperare

È dura. Ed è probabile che in Germania non basterà replicare la partita di ieri sera a Milano, fatta di qualche buon contropiede, un paio di belle folate, qualche errore – Thuram si è mangiato un paio di gol e si è sentita la mancanza di Çalhanoglu – un evidente calo di forma nella ripresa e troppe ingenuità. Che l’Arsenal sia micidiale su calcio d’angolo non può sorprendere più del fatto che a novembre a Londra piova spesso. In entrambi i casi, basta leggere le statistiche: in stagione i Gunners hanno segnato 29 reti da palla ferma, di cui 19 da calcio d’angolo. Ma quando alla vigilia si è chiesto a Chivu se avesse provato a cucinare un antidoto alle magie di Saka e compagni su corner, il tecnico romeno ha risposto con un’enigmatica risata. Il gol da calcio d’angolo è arrivato, al minuto 31’ di una partita che l’Inter aveva cominciato male, finendo sotto dopo dieci minuti, ma che sembrava avere raddrizzato, con una rete capolavoro di Sučić, schierato un po’ a sorpresa. È una bella storia la sua: l’infanzia in fattoria in Bosnia, la nonna che gli paga la scuola calcio, i genitori che dopo la firma con l’Inter si sono presentati a Milano in macchina, per regalare ai manager nerazzurri una bottiglia di rakija, la grappa di lì.

Il ritorno di Gabriel Jesus

È anche più bella la storia di Gabriel Jesus, che in questa edizione di Champions aveva finora giocato appena 28 minuti contro il Bruges, e per il resto aveva pensato a recuperare dall’infortunio al crociato del 12 gennaio di un anno fa in FA Cup contro il Manchester United. A San Siro ha scritto il suo nome sul tabellone per due volte. Mica male, per uno che doveva fare panchina a Gyökeres. Ci ha visto giusto Mikel Arteta, che come Gabriel è cresciuto al Manchester City sotto l’ala di Guardiola. Questo è il livello delle avversarie in Champions League. E all’Inter – che nelle ultime tre partite ha perso contro Liverpool, Atlético Madrid e Arsenal – per tornare nell’empireo del calcio europeo, dove è stata negli ultimi anni, deve trovare il modo di fare qualcosa di più.

Inter-Arsenal 1-3

Inter (3-5-2): Sommer 5.5 – Akanji 5.5, Acerbi 5, Bastoni 5.5 – Luis Henrique 5 (38’ st Bonny sv), Barella 5.5 (19’ st Frattesi 5.5), Zielinski 6 (38’ st Diouf sv), Sucic 7, Dimarco 6 – Thuram 5.5, Lautaro 6 (19’ st P. Esposito 6.5). All. Chivu 5.5.

Arsenal (4-2-3-1) Raya 6 – Timber 6.5 (19’ st White 6), Saliba 6.5, Mosquera 6.5 (30’ st Gabriel 6), Lewis-Skelly 6 – Merino 7, Zubimendi 6.5 – Saka 6.5, Eze 6 (19’ st Rice 6.5), Trossard 6 (34’ st Martinelli sv) – Gabriel Jesus 7.5 (30’ st Gyökeres 7). All. Arteta 7.5.

Arbitro: Pinheiro (Por) 6.

Rete: 10’, 31’ pt Gabriel Jesus, 18’ pt Sucic, 39’ st Gyökeres

Note: ammoniti Bastoni, Merino, Acerbi.

Spettatori: 72.649.

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