Montecarlo – Evitare i play-off era un’utopia, ma nessuno ha provato davvero a carezzarla se non i tifosi, che a un certo punto hanno cominciato a ritmare cori più insistenti («Dai ragazzi, noi ci crediamo!»), perché fino a 10’ dalla fine sarebbe bastato un golletto per balzare tra le prime otto. Poi ha segnato l’Inter, ha segnato il Chelsea e la previsione più banale (Juve tra le prime sedici) si è avverata, premiando in un certo senso l’atteggiamento rinunciatario dei bianconeri (zero tiri in porta) e lasciando i rimpianti nel campo dell’irrealtà. Alla fine Spalletti ha risparmiato energie e inquadrato un barrage non impossibile: Bruges o Galatasaray.
Tasso agonistico irrilevante
È stata una partita a limitatissimo tasso agonistico, per non dire dei ritmi fiacchi che nemmeno l’insolita ondata di freddo che ha spazzato la Costa Azzurra è riuscita a ravvivare. Il Monaco ci ha provato un poco di più: del resto non poteva essere del tutto sicuro che un pareggio g…
Montecarlo – Evitare i play-off era un’utopia, ma nessuno ha provato davvero a carezzarla se non i tifosi, che a un certo punto hanno cominciato a ritmare cori più insistenti («Dai ragazzi, noi ci crediamo!»), perché fino a 10’ dalla fine sarebbe bastato un golletto per balzare tra le prime otto. Poi ha segnato l’Inter, ha segnato il Chelsea e la previsione più banale (Juve tra le prime sedici) si è avverata, premiando in un certo senso l’atteggiamento rinunciatario dei bianconeri (zero tiri in porta) e lasciando i rimpianti nel campo dell’irrealtà. Alla fine Spalletti ha risparmiato energie e inquadrato un barrage non impossibile: Bruges o Galatasaray.
Tasso agonistico irrilevante
È stata una partita a limitatissimo tasso agonistico, per non dire dei ritmi fiacchi che nemmeno l’insolita ondata di freddo che ha spazzato la Costa Azzurra è riuscita a ravvivare. Il Monaco ci ha provato un poco di più: del resto non poteva essere del tutto sicuro che un pareggio gli sarebbe bastato e certi risultati, soprattutto il vantaggio del Copenaghen a Barcellona, lo hanno messo in allarme. Ma sono state prima di tutto le distrazioni della Juve a incoraggiare i monegaschi ad affacciarsi almeno sulla soglia minima del rischio: già dopo un minuto Perin, che col tempo si riscatterà deviando due sventole di Vanderson, aveva assurdamente rinviato un pallone facile sui piedi di Akliouche, lasciando la porta spalancata, senonché il francese non ha tirato ma ha passato a Balogun, sbagliando altrettanto scriteriatamente la misura.
Juventus, troppe imperfezioni
I bianconeri hanno continuato a tirare avanti tra un’imperfezione e l’altra, invece di tirare in porta (mai fatto), e questo nonostante per lunghi tratti la possibilità di entrare tra le prime otto fosse stata a un passo. Le scelte di Spalletti, che oltre a Di Gregorio, Cambiaso, Locatelli e David ha tenuto a riposo anche Yildiz, come aveva già fatto a Bodø, hanno indicato la linea del risparmio: la necessità del turnover è sacrosanta, ma applicarlo in Champions e non in campionato, dove il livello tecnico dei rivali è spesso inferiore (è il caso del prossimo, il Parma), è come aver giudicato irrealistica a priori la possibilità di arrivare tra le prime otto, o almeno non degna di uno sforzo in più.
Chiesa e Kolo Muani segnato altrove
Il primo tempo è dunque filato via sulle cadenze di un noiosissimo tran tran, ma la situazione che si stava verificando in classifica, aprendo prospettive inattese, ha cambiato lo scenario: nel secondo tempo Spalletti ha così mandato in campo Yildiz (e Adzic) e chiesto di forzare i tempi. Il Monaco, di conseguenza, si è fatto più circospetto perché il punticino stava diventando sempre più prezioso, ma i toni sono se possibile vieppiù scemati e tutti i grossi calibri messi da Spalletti si sono appiattiti sui compagni, anziché dare loro una sveglia, mentre sugli altri campi segnavano l’ex (Chiesa) e l’attuale (Kolo Muani) obiettivo di mercato. A posteriori, ha avuto ragione chi ha puntato sul risparmio energetico e non sull’eccitazione dell’imprevisto.
Monaco (4-2-3-1) Köhn 6 – Vanderson 6.5, Teze 6, Kehrer 6, Caio Henrique 6 – Zakaria 6, Camara 6 – Akliouche 5, Coulibaly 6 (33’ st Bamba sv), Golovin 5.5 (44’ st Ouattara sv) – Balogun 5.5. All. Pocognoli 6.
Juventus (3-4-2-1) Perin 6 – Kalulu 6, Bremer 6, Kelly 6 – McKennie 6, Koopmeiners 5 (28’ st Zhegrova sv), Thuram 6 (38’ st David sv), Cabal 5.5 (30’ st Cambiaso sv) – Conceiçao 5 (1’ st Yildiz 5.5), Miretti 5.5 (1’ st Adzic 5.5) – Openda 5. All. Spalletti 5.5.
Arbitro: Sanchez (Spa) 6.
Note: ammoniti Pocognoli, Kherer, Camara, Yildiz, Adzic. Spettatori 10.500.