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Napoli, non basta l’orgoglio: il Chelsea vince 3-2, azzurri eliminati dalla Champions

Un attacco del Napoli (ansa)

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Un capolavoro di Vergara e un guizzo di Hojlund non sono sufficienti alla squadra di Conte per evitare l’uscita anche dai play-off. Fanno festa gli inglesi, direttamente agli ottavi
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È un fallimento e la sconfitta a testa alta al Maradona contro il Chelsea rende ancora più forti i rimpianti del Napoli, che ha chiuso addirittura al trentesimo posto il maxigirone di Champions e deve mangiarsi le mani soprattutto per il pareggio della settimana scorsa a Copenaghen, che numeri alla mano si è rivelato fatale. Bastava poco per evitare l’eliminazione e gli azzurri hanno avuto il torto di affrontare con l’atteggiamento giusto solo gli ultimi 90’, condizionati dalla grave emergenza. Niente alibi, però: l’Europa è stata ancora un volta amara per il tecnico leccese, che ha confermato la sua idiosincrasia per le Coppe internazionali. A fine gennaio — con la zona scudetto lontana 9 punti — la stagione è in buon parte compromessa. Uniche note liete la scoperta del giovane centrocampista Antonio Vergara e la vicinanza dei tifosi, che alla fine hanno lo stesso applaudito i loro giocatori. Il danno era stato fatto purtroppo prima, non ieri sera.

Troppe occasioni buttate nelle gare…

È un fallimento e la sconfitta a testa alta al Maradona contro il Chelsea rende ancora più forti i rimpianti del Napoli, che ha chiuso addirittura al trentesimo posto il maxigirone di Champions e deve mangiarsi le mani soprattutto per il pareggio della settimana scorsa a Copenaghen, che numeri alla mano si è rivelato fatale. Bastava poco per evitare l’eliminazione e gli azzurri hanno avuto il torto di affrontare con l’atteggiamento giusto solo gli ultimi 90’, condizionati dalla grave emergenza. Niente alibi, però: l’Europa è stata ancora un volta amara per il tecnico leccese, che ha confermato la sua idiosincrasia per le Coppe internazionali. A fine gennaio — con la zona scudetto lontana 9 punti — la stagione è in buon parte compromessa. Uniche note liete la scoperta del giovane centrocampista Antonio Vergara e la vicinanza dei tifosi, che alla fine hanno lo stesso applaudito i loro giocatori. Il danno era stato fatto purtroppo prima, non ieri sera.

Troppe occasioni buttate nelle gare precedenti

Il Napoli ha dovuto fare i conti con gli ingombranti rimorsi per le tante occasioni gettate via nelle precedenti sette partite, in cui era stato capace di mettere da parte appena 8 punti sui 21 a disposizione, collezionando brutte figure soprattutto in trasferta. Per questo gli azzurri sono stati costretti a giocarsi il tutto per tutto nell’ultimo atto contro il Chelsea, affrontandolo con la consapevolezza di trovarsi di fronte a una scioccante sfida da dentro o fuori. L’emergenza extra large degli ultimi due mesi ha acuito i sensi di colpa per i passi falsi (tre sconfitte e due pareggi) di un percorso internazionale approssimativo e i campioni d’Italia hanno temuto di essersi messi definitivamente nei guai già dopo una manciata di minuti, quando l’arbitro Turpin ha punito con il calcio di rigore un superficiale tocco di braccio in barriera di Juan Jesus. Gol dal dischetto dell’argentino Fernandez e gelo al Maradona, per un immeritato svantaggio che ha dato l’impressione di poter essere già il colpo di grazia.

Il capolavoro di Vergara

Il Napoli aveva cominciato infatti la partita con l’atteggiamento giusto e nonostante le 11 assenze s’era fatto forte della carica dei 55 mila tifosi in tribuna che, chiamati a raccolta da Conte alla vigilia, hanno interpretato con ammirevole trasporto il ruolo di dodicesimo uomo. Gli azzurri erano imbattuti a Fuorigrotta dall’11 gennaio 2024 e si sono aggrappati alla magia del loro stadio per ribellarsi all’eliminazione, stringendo in qualche modo d’assedio la metà campo del Chelsea per tutto il resto del primo tempo. Non sono dunque arrivati per caso il bellissimo gol del centrocampista Vergara (piroetta e rasoterra nell’angolino) e di Hojlund (stoccata sotto misura), sul secondo assist di Olivera. Annichiliti i campioni del mondo, che hanno confermato di non essere invulnerabili in difesa.

Poi troppo Chelsea

Conte ha invece avuto delle risposte sorprendenti dalle sue seconde linee, in particolare dal sempre più autorevole Vergara, napoletano di Frattaminore. Il suo primo gol in azzurro è servito però solo per regalare al Maradona una breve illusione. Nella ripresa infatti il Chelsea ha potuto pescare dalla sua panchina a piene mani — decisivo l’ingresso di Palmer — e la doppietta di Joao Pedro ha condannato all’eliminazione gli stremati campioni d’Italia. Il loro cammino in Champions era stato già compromesso in precedenza e finisce qui, con la chance fallita da Lukaku per trovare almeno il pari. Dopo 14 mesi è caduto pure il Maradona.

Napoli (3-4-2-1): Meret 5.5 - Di Lorenzo 6.5, Juan Jesus 4.5 (22' st Gutierrez 5.5), Buongiorno 6 - Spinazzola 5.5 (37' st Beukema sv), Lobotka 6, McTominay 6, Olivera 6.5 - Vergara 7, Elmas 5 (37' st Lukaku sv) - Hojlund 7. All. Conte 5.

Chelsea (4-2-3-1): Sanchez 5.5 - Gusto 5.5 (14' st Chalobah 6), James 6, Fofana 6, Cucurella 5.5 - Caicedo 6.5, Santos 6 (14' st Gittens 6.5, 45' st Badiashile 6) - Estevao 6 (29' st Garnacho sv), Fernandez 7, Neto 5 (1' st Palmer 6.5) - Joao Pedro 8. All. Rosenior 7.

Arbitro: Turpin (Francia) 6.5

Reti: 19' pt Fernandez, 33' pt Vergara, 43' pt Hojlund, 16' e 37' st Joao Pedro

Note: amm. Juan Jesus, Oriali e Fofana. Spettatori 55 mila.

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