Perin 6: comincia la partita con uno strafalcione incredibile, trasformando un innocuo rinvio con i piedi in un assist ad Akliouche, che si trova la porta spalancata davanti a sé: fortuna che il francese si produrrà in uno svarione altrettanto incredibile. Visto che l’errore non ha prodotto danni, le due parate sulle sventole di Vanderson gli valgono il riscatto.
Kalulu 6: prova qualche avanzata, ma i compagni non gli danno corda. Difensivamente non corre nessun pericolo.
Bremer 6: inizialmente patisce gli scatti in profondità, veloci e improvvisi come sferzate, di Balogun, che fatica a contenere e lo induce anche alle maniere forti. Poi gli prende misure, anche perché la Juve non consente più al Monaco di attaccare in campo aperto.
Kelly 6: ormai gioca con una serenità e un piglio tali che non sbaglierebbe neanche se si impegnasse a farlo. Non possono certo essere partite così a inguaiarlo
McKennie 6: come contro il Napoli, copre la fascia destra quando la squadra non ha la palla, ma…
Perin 6: comincia la partita con uno strafalcione incredibile, trasformando un innocuo rinvio con i piedi in un assist ad Akliouche, che si trova la porta spalancata davanti a sé: fortuna che il francese si produrrà in uno svarione altrettanto incredibile. Visto che l’errore non ha prodotto danni, le due parate sulle sventole di Vanderson gli valgono il riscatto.
Kalulu 6: prova qualche avanzata, ma i compagni non gli danno corda. Difensivamente non corre nessun pericolo.
Bremer 6: inizialmente patisce gli scatti in profondità, veloci e improvvisi come sferzate, di Balogun, che fatica a contenere e lo induce anche alle maniere forti. Poi gli prende misure, anche perché la Juve non consente più al Monaco di attaccare in campo aperto.
Kelly 6: ormai gioca con una serenità e un piglio tali che non sbaglierebbe neanche se si impegnasse a farlo. Non possono certo essere partite così a inguaiarlo
McKennie 6: come contro il Napoli, copre la fascia destra quando la squadra non ha la palla, ma non appena l’azione cambia fronte va a sistemarsi dei dintorni di Openda se non addirittura a sinistra. Ma in una partita del genere, questa raffinata mossa tattica è rimasta soltanto teoria.
Koopmeiners 5: fa quasi tenerezza per la dolci parole che ogni volta dice («Gioco poco ma sono contento lo stesso») e per il pallore che quando va in campo ostenta. Butta via una buona occasione per guadagnarsi la considerazione di Spalletti. Dal 28’ st Zhegrova sv.
Thuram 6: azzarda qualche costrEtto, senza mai andare oltre al minimo indispensabile. Dal 38’ st David sv.
Cabal 5.5: gioca al piccolo trotto, limitandosi a una partita di mera copertura. Più che i guizzi del temuto Akliouche, lo turbano le percussioni di Vanderson. Dal 30’ st Cambiaso sv.
Conceiçao 5: ci mette pochissima verve, prova a saltare l’uomo un paio di volte ma non ci riesce. Forse Spalletti si aspettava altri segnali. Dal 1’ st Yildiz 5.5: stavolta, al contrario di quello che accadde in Norvegia, il suo ingresso non cambia la partita, perché entra e si appiattisce sulla mediocrità dei compagni.
Miretti 5.5: gioca tra e i due mediani e Openda, con il quale l’intesa palesemente non c’è. Nella ripresa, l’allenatore non gli concede una seconda possibilità. Dal 1’ st Adzic 5.5: Spalletti lo mette immaginando una variazione sul tema, invece non cambia nulla.
Openda 5: poco lo cercano, pochissimo si fa trovare.
All. Spalletti 5.5: la qualificazione era utopia, ma nemmeno ci prova. Quando tenta di rimediare buttando in campo i grossi calabri, l’andazzo è oramai irreversibile.