Galatasaray o Bruges: la Juve deve sfatare la maledizione di Champions con le piccole
dal nostro inviato Emanuele GambaMontecarlo – A posteriori va detto: la Juventus è passata indenne da un gruppo complicato, nel quale solamente il Villarreal (un solo punto, proprio quello conquistato contro i bianconeri) e il Pafos sono stati eliminati, i ciprioti per una minima differenza reti. La squadra di Spalletti è dunque pronta per i play-off, dove troverà un avversario scorbutico, di diverso grado di difficoltà (il Galatasaray è meglio del Bruges) ma assolutamente alla portata, anche se c’è da spezzare la maledizione delle eliminazioni precoci contro squadre più deboli: dal 2019 in avanti la Juve è uscita contro Ajax (quarti), Lione, Porto e Villarreal (ottavi), Benfica e Maccabi Haifa (gironi) e Psv (play-off). Un disastro.
Il ricco Galatasaray
Delle due potenziali avversarie, il Galatasaray è…
Montecarlo – A posteriori va detto: la Juventus è passata indenne da un gruppo complicato, nel quale solamente il Villarreal (un solo punto, proprio quello conquistato contro i bianconeri) e il Pafos sono stati eliminati, i ciprioti per una minima differenza reti. La squadra di Spalletti è dunque pronta per i play-off, dove troverà un avversario scorbutico, di diverso grado di difficoltà (il Galatasaray è meglio del Bruges) ma assolutamente alla portata, anche se c’è da spezzare la maledizione delle eliminazioni precoci contro squadre più deboli: dal 2019 in avanti la Juve è uscita contro Ajax (quarti), Lione, Porto e Villarreal (ottavi), Benfica e Maccabi Haifa (gironi) e Psv (play-off). Un disastro.
Il ricco Galatasaray
Delle due potenziali avversarie, il Galatasaray è sicuramente la più pericolosa, anche se la faraonica campagna acquisti dei turchi (150 milioni spesi nel mercato estivo) non ha ancora prodotto un reale salto di qualità a livello internazionale. Nelle ultime quattro di Champions i giallorossi hanno messo assieme un solo punto, anche se a settembre avevano battuto il Liverpool.
Non solo Osihmen: ci sono anche Gündogan, Sané e capitan Icardi
Il Gala è una squadra esperta e piena di classe, magari un po’ logora: giocatori come Gündogan e Sané non hanno bisogno di presentazioni, anche se la stella è ovviamente Viktor Osimhen, che ha vinto uno scudetto assieme a Spalletti. Il nigeriano è a 13 gol in 19 partite, di cui 6 in Champions. La sua riserva è nientemeno che Mauro Icardi, che con Spalletti ebbe invece un rapporto più tempestoso. L’ex interista, capitano della squadra, paga il grave infortunio al crociato dell’anno scorso, ma pur giocando part-time ha già segnato dieci gol.
C’è l’ex Lemina ed è arrivato anche Lang
Il livello della rosa è internazionale: dal portiere della nazionale turca Çakır al difensore colombiano Sánchez, dalle ali di casa Yilmaz e Akgün al terzino ungherese Sallai. Non mancano le vecchie conoscenze del nostro campionato: oltre a Osimhen e Icardi, ci sono l’ex doriano Torreira, l’ex granata Singo (appena rientrato da un lungo infortunio) e l’ex juventino Lemina. Da qualche giorno è arrivato sul Bosforo anche Lang, in prestito dal Napoli.
Quando Mancini eliminò Conte sulla neve
Il Gala gioca nel ribollente e modernissimo Ali Sami Yen, dove nel 2013 i giallorossi allenati da Mancini eliminarono la Juve di Conte nella famosa partita della neve, giocata in due rate: sospesa sullo 0-0 la sera prima e ripresa all’ora di pranzo il giorno dopo su un campo impossibile, fu decisa da un gol di Sneijder nel finale.
Il Bruges, un’abitudine
Il Bruges è ormai un’abitudine per noi: nelle ultime due stagioni ha incrociato il Milan, tre volte l’Atalanta (eliminata ai play-off) e la Juventus nell’ultima Champions. Al Breydelstadion finì 0-0. Rispetto ad allora mancano alcuni giocatori di qualità, perché ogni estate i nerazzurri vendono il meglio: sono partiti Jashari (al Milan), De Cuyper e Talbi. È cambiato anche l’allenatore: a dicembre il croato Leko, che stava guidando il Gent (in Belgio i tecnici possono passare da una panchina all’altra a stagione in corso), ha sostituito Hayen, centrando la decisiva vittoria per 3-0 contro il Marsiglia di De Zerbi.
La bandiera Vanaken
Il Bruges è una squadra ordinata e spigliata, veloce e ormai abituata al palcoscenico della Champions. Il leader è il tuttocampista Vanaken, vera bandiera del club, che non ha mai lasciato nonostante le molte opportunità avute. Sta nel cuore del gioco, aiuta gli attaccanti, rinforza la difesa e non sbaglia mai una partita. Con la maglia del Bruges ne ha giocate 545, segnando 148 gol: un monumento.
Gli “italiani” Stankovic e Tresoldi
Il mercato estivo ha portato due rinforzi giovani di stampo italiano: il diciannovenne Aleksander Stankovic, figlio dell’ex interista Dejan ed ex interista a sua volta, e il ventenne Nicolò Tresoldi, anche lui figlio d’arte (il padre fu un discreto terzino sinistro, anche dell’Atalanta), nato a Cagliari ma cresciuto in Germania, dove ha preso la nazionalità e frequentato le nazionali giovanili. Quest’anno ha già segnato nove reti, di cui due in Champions League.
L’infortunio della stella Tzolis
Giovanissimi ma già affermati sono anche il centrale colombiano Ordoñez, il terzino sinistro belga Seys e l’ala portoghese Forbs, tutti molto chiacchierati sul mercato, come il mediano nigeriano Onyedika, in trattativa proprio con il Galatasaray già in questa sessione. Il giocatore più talentuoso resta però l’ala greca Tzolis, seguita anche da diverse squadre italiane: è però infortunato e non è detto che recuperi in tempo per i play-off.