Il flop delle italiane. Sconfitte e infortuni, Champions a rischio
di
Franco Vanni
La delusione di Kenan Yldiz nel match perso dalla Juventus con il Galatasaray
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Per passare agli ottavi Inter, Juve e Atalanta dovranno faticare nella gara di ritorno. Per l’infortunio al polpaccio Lautaro può saltare il derby il derby con il Milan
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Nemmeno Milano è più vicina all’Europa. A Juventus e Atalanta si è aggiunta l’Inter: tutte le squadre italiane ammesse ai playoff di Champions League hanno perso la gara di andata in trasferta e si trovano nella posizione scomoda di doversi giocare il tutto per tutto nel ritorno in casa, per tenere viva la speranza degli ottavi. L’Inter, perdendo 3-1 in Norvegia contro il Bodø/Glimt, si è condannata a dover battere i fulmini gialli martedì a San Siro con due reti di scarto, per portare la pratica ai supplementari. Nella stessa situazione è l’Atalanta, chiamata a ribaltare mercoledì alle 18.45, a Bergamo, il 2-0 subito a Dortmund dal Borussia. E nel match della sera la Juventus dovrà fare addirittura tre gol più del Galatasaray, dopo il 5-2 di Istanbul.
Nemmeno Milano è più vicina all’Europa. A Juventus e Atalanta si è aggiunta l’Inter: tutte le squadre italiane ammesse ai playoff di Champions League hanno perso la gara di andata in trasferta e si trovano nella posizione scomoda di doversi giocare il tutto per tutto nel ritorno in casa, per tenere viva la speranza degli ottavi. L’Inter, perdendo 3-1 in Norvegia contro il Bodø/Glimt, si è condannata a dover battere i fulmini gialli martedì a San Siro con due reti di scarto, per portare la pratica ai supplementari. Nella stessa situazione è l’Atalanta, chiamata a ribaltare mercoledì alle 18.45, a Bergamo, il 2-0 subito a Dortmund dal Borussia. E nel match della sera la Juventus dovrà fare addirittura tre gol più del Galatasaray, dopo il 5-2 di Istanbul.
Basta dare un’occhiata alle quote dei bookmakers per rendersi conto di quanto sia probabile che fra le sedici squadre in corsa per la finale non ci sia nemmeno una squadra di Serie A, dopo l’indecorosa uscita di scena del Napoli campione d’Italia, arrivato trentesimo su trentasei nella fase a campionato. Guardando al futuro delle squadre azzurre nel più importante torneo del mondo per club, preoccupa anche la situazione delle infermerie. Sul sintetico stropicciato di Bodø si è fatto male a un polpaccio Lautaro Martínez, che oggi sarà sottoposto a risonanza magnetica. In attesa di un verdetto, è realistico che lo stop possa essere di almeno tre o quattro settimane. Non solo non potrà giocare a Milano la rivincita contro Hauge e compagni, questa volta su un campo vero, ma l’8 marzo è improbabile che sarà in campo nel derby con il Milan, ultima vera contendente per il titolo, anche perché sgravata fin dall’inizio dal peso delle partite in settimana. L’Inter, come alternative al proprio capitano, può contare su Thuram, Pio Esposito e Bonny, non per forza in quest’ordine gerarchico. Un trio che ha messo insieme, solo in Serie A, sedici dei 60 gol nerazzurri. Non hanno la stessa fortuna Juventus e Atalanta, entrambe spuntate al punto da dovere riempire l’area con giocatori che di mestiere, di solito, fanno altro.
Palladino sta compiendo il mezzo miracolo della rimonta in campionato avanzando, a turno, tre centrocampisti: Samardzic, Pasalic e Sulemana. E non è un suo capriccio: l’unica punta a disposizione è Krstovic, che da quando si è sbloccato ha segnato quattro reti in nove partite. De Ketelaere, che si è operato per una lesione al menisco del ginocchio destro, non rientrerà prima di fine marzo. Raspadori potrebbe essere disponibile solo poco prima. Lookman segna eccome, ma con la maglia dell’Atletico Madrid. E si è fermato per guai muscolari anche Scamacca, eroe del 3-0 alla Juve in Coppa Italia.
I bianconeri non sono messi molto meglio. Anzi. Pur avendo il secondo miglior attacco del campionato dietro all’Inter — 43 reti in 25 partite — Spalletti non ha ancora trovato un assetto che lo soddisfi. Nonostante David non abbia giocato a Istanbul, Openda, l’acquisto più caro della scorsa estate, è partito dalla panchina. L’ex ct, in mezzo al tridente fra Conceição e Yıldız, continua a preferirgli McKennie, che è americano di passaporto ma, dal punto di vista tattico, è versatile come un coltellino svizzero. Ma basterà per bucare la difesa del Galatasaray come fosse Emmentaler? Ci vorrebbe Vlahovic, che non è ancora pronto. Quando ce la farà, sarà una buona notizia per l’allenatore, che potrà finalmente contare su una punta vera.