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Di Canio: “Psg e Bayern sembravano Godzilla e King Kong”

Paolo Di Canio 

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L’ex attaccante: “Ho visto e rivisto una delle partite più belle di sempre, giocatori così in Italia non possiamo permetterceli”
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Paolo Di Canio, ex attaccante in A e Premier League, oggi volto di Sky Sport, non riesce a smettere di guardare Psg-Bayern Monaco 5-4. «Mi ha esaltato. La metto fra le partite più belle di sempre. Dopo venti ore, la sto riguardando in treno».

Cosa l’ha stupita di più?

«Come si è arrivati a segnare quei gol: le corse palla al piede di quaranta metri, le scelte fatte e poi cambiate a duecento all’ora, il controllo totale. Puro cinema».

Che film le ricorda?

«Godzilla contro King Kong. Creature forti e agili, che se le danno senza calcoli, con colpi di scena continui. Il Bayern sul 5-2 sembrava finito, poi si è ripreso. Meritava il pareggio».

Da ex attaccante, chi è il suo man of the match?

«Tutti. Dembélé sbaglia di piatto, poi segna. Kane ha cinque o sei occhi, vede tutto. Kvara lascia i solchi sul campo. Olise, sembra che danzi, poi ti stende. Che bravi».

Meno bravi i difensori?

«Ma che dovevano fare? È un ragionamento anni Settanta. Noi italiani pensiamo di essere i maghi della difesa…

Paolo Di Canio, ex attaccante in A e Premier League, oggi volto di Sky Sport, non riesce a smettere di guardare Psg-Bayern Monaco 5-4. «Mi ha esaltato. La metto fra le partite più belle di sempre. Dopo venti ore, la sto riguardando in treno».

Cosa l’ha stupita di più?

«Come si è arrivati a segnare quei gol: le corse palla al piede di quaranta metri, le scelte fatte e poi cambiate a duecento all’ora, il controllo totale. Puro cinema».

Che film le ricorda?

«Godzilla contro King Kong. Creature forti e agili, che se le danno senza calcoli, con colpi di scena continui. Il Bayern sul 5-2 sembrava finito, poi si è ripreso. Meritava il pareggio».

Da ex attaccante, chi è il suo man of the match?

«Tutti. Dembélé sbaglia di piatto, poi segna. Kane ha cinque o sei occhi, vede tutto. Kvara lascia i solchi sul campo. Olise, sembra che danzi, poi ti stende. Che bravi».

Meno bravi i difensori?

«Ma che dovevano fare? È un ragionamento anni Settanta. Noi italiani pensiamo di essere i maghi della difesa, poi il Bayern fa 10 gol in due partite all’Atalanta , il Psg ne rifila cinque all’Inter. Siamo solo invidiosi».

Giocatori così non ce li possiamo permettere?

«Se sono tecnici, forti e veloci, costano troppo. E finiscono in Premier League, che racconto nel mio Premier Special, che tornerà su Sky venerdì 8 maggio. Poi ci sono i giganti nazionali, come Psg e Bayern, che ha speso 100 milioni per Kane trentenne. Da noi c’è chi si esalta per Lukaku e Leao, con tutto il rispetto. E aspettiamo Lewandowski, a 38 anni».

Con Modric ha funzionato.

«Prima di lui c’erano stati Ribéry e Ronaldo. Mi ricorda quando i calciatori di Serie C, dopo il ritiro, venivano a giocare al Bar Corallo, al Quarticciolo, il mio quartiere a Roma. Li vedevamo e dicevamo: “Ammazza che forte, oh!”. Ma è l’inizio della fine. Negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. Siamo scivolati fuori dal grande calcio».

L’Inter è arrivata a due finali di Champions in tre anni.

«Nel 2023 ha pescato bene: le portoghesi, poi il Milan. Nel 2025 è stata brava contro squadre più forti. E l resto della Serie A è un gradino sotto».

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