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Champions, è ancora Psg: l’Arsenal si arrende ai calci di rigore

La festa del Psg 

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Segna Havertz, replica dal dischetto Dembélé. La decisione finale sempre dagli 11 metri, decisivo l’errore di Gabriel. Per Luis Enrique (tre trionfi complessivi) è il bis dopo la vittoria dello scorso anno
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BUDAPEST – Il Psg si è preso la seconda Champions di fila vincendo ai rigori una finale confusa e per questo bellissima, povera di grazia e ricca di pathos, in un certo senso nata e morta per caso, o nel caos: è cominciata con il calcio di inizio di Rice, un pallone scagliato in cielo a campanile per creare confusione (o forse per irridere quelli mandati apposta in fallo laterale del Psg) ed è finita con il rigore spedito in curva da Gabriel, che era stato il migliore in campo. Non ha potuto far altro che mettersi a piangere tra la braccia di Marquinhos, il suo capitano nel Brasile.

«La cronaca della gara»

Con il gol di Havertz iniziano tre gare diverse

Nel mezzo si sono giocate almeno tre partite una diversa dall’altra, forse anche improvvisate perché la finale non ha mai rispettato il copione fin dalla rete d’apertura di Havertz, quarto giocatore della storia (dopo Cristiano Ronaldo, Eto’o e Mandzukic) a segnare in due finali diverse e in due squadre diverse. La scientificità sciama…

BUDAPEST – Il Psg si è preso la seconda Champions di fila vincendo ai rigori una finale confusa e per questo bellissima, povera di grazia e ricca di pathos, in un certo senso nata e morta per caso, o nel caos: è cominciata con il calcio di inizio di Rice, un pallone scagliato in cielo a campanile per creare confusione (o forse per irridere quelli mandati apposta in fallo laterale del Psg) ed è finita con il rigore spedito in curva da Gabriel, che era stato il migliore in campo. Non ha potuto far altro che mettersi a piangere tra la braccia di Marquinhos, il suo capitano nel Brasile.

«La cronaca della gara»

Con il gol di Havertz iniziano tre gare diverse

Nel mezzo si sono giocate almeno tre partite una diversa dall’altra, forse anche improvvisate perché la finale non ha mai rispettato il copione fin dalla rete d’apertura di Havertz, quarto giocatore della storia (dopo Cristiano Ronaldo, Eto’o e Mandzukic) a segnare in due finali diverse e in due squadre diverse. La scientificità sciamanica di Luis Enrique è stata infatti presto mandata a ramengo dal gol illogico che ha indirizzato la partita: cose che succedono, in calcio è meraviglioso anche (soprattutto) quando lo governa il caso. Venendo ai fatti, Marquinhos, più o meno a ridosso della metà campo e un po' defilato sulla destra, ha pasticciato su Trossard, che s'era voltato e aveva chiuso gli occhi per ripararsi dalla pallonata: ne è venuto fuori un perfetto assist di spalla e alla cieca che ha lanciato Havertz, invano rincorso da Pacho, nella metà campo deserta. Il tedesco ha concluso in porta con una terrificante botta di sinistro sotto la traversa, Safonov non ha neanche alzato le mani o non ha avuto il tempo per farlo (il riflesso di Donnarumma sarebbe stato più immediato?) e lì è cominciata la partita che l'Arsenal voleva, che chiunque vorrebbe se gioca contro il Psg e sa difendere come pochi al mondo: spigolosa, senza la rotondità che serve al gioco fluido di Lucho, che non ha mai potuto scorrere nel senso che voleva.

Arsenal votato all’interdizione

I parigini hanno circuito loro stessi una rete di passaggi lenta come un collegamento analogico. Quelli dell'Arsenal hanno fatto tutto tutti assieme, a cominciare da Havertz che è stato preferito a Gyökeres proprio per quello. Trossard e financo Saka, il più tecnico dei Gunners, hanno raddoppiato sulle ali parigine così come Odegaard ha furiosamente pressato sul primo portatore di palla, prima ancora che ci fosse bisogno di Rice e di Lewis-Skelly, il mediano fatto di fil di ferro. L'area inglese è risultata inaccessibile, d'altronde era prevedibile che Saliba e soprattutto Gabriel (portentoso un anticipo su Kvara a due metri dalla porta) avrebbero giganteggiato e il Psg sfondatori non ne ha.

Psg, tanto possesso palla ma...

Di solito non è questo il calcio parigino, ma l'Arsenal lo ha retrocesso ad altri tempi (analogici, appunto), obbligando il Paris a non vedere spazi, non respirare vuoti. Venendo ai fatti, di nuovo: nel primo tempo, 74 a 26 di possesso e, soprattutto, 314 passaggi dei blu, quasi tutti giusti, e 71 dei rossi, due su tre sbagliati. Una squadra ha traccheggiato senza il coraggio di sbagliare, l'altra non ha esitato a rischiare anche se aveva pochissime occasioni per farlo. Raya non ha quasi corso pericoli, il primo tiro in porta è stato un sinistro innocente di Fabian quando era ormai passato il 50', dopo che l'Arsenal s'era di nuovo fatto pericoloso con Havertz, imbeccato da un colpo di genio di Odegaard. Il Psg ci ha messo molta cura a evitare di subire calci piazzati, il pezzo forte dei rivali (che batteranno il primo corner al ridosso del 90’), e forse per questo ha difeso con maggiore circospezione. La prima volta che l'Arsenal ha potuto provarci è stato con una rimessa laterale di Rice, che puntualmente ha scatenato il caos in area.

… ci vuole un rigore per il pari

Ma queste sono squadre che non hanno mai una sola idea in testa, un piano, un copione. Il Psg della ripresa è stato diverso, Lucho ha chiesto più movimento senza palla, più immediatezza, ha liberato le briglie di Doué facendolo scorrazzare per l'intero fronte d'attacco e ha chiesto gioco stretto, più che dribbling. Così è arrivato a procacciarsi il rigore: Dembélé ha liberato di prima per Kvara, tamponato alle spalle dall'improvvido Mosquera. Il Pallone d'Oro dal dischetto non ha sbagliato. Ed è cominciata un'altra partita ancora.

Il palo di Kvara, il tradimento delle ali, il tiraccio di Gabriel

Stavolta le danze ha preso a menarle l'Arsenal e in contropiede è scattato il Psg, specie quando Kvaratskhelia è partito palla al piede dalla sua metà campo e ha galoppato fino all'area più lontana, concludendo la sua epopea con un sinistro che ha centrato il palo, e chissà come sarebbe andata senza la lieve ma fondamentale deviazione di Gabriel. Poi Kvara l'hanno tolto (ma perché, tanto più che Dembélé soffriva al polpaccio?) e le ali hanno tradito, sia Saka quando l'Arsenal ha avuto una fase di superiorità sia Barcola quando è scappato via come Kvara, ma la prima volta s'è fatto anticipare da Raya e la seconda ha calciato malamente fuori. Così la gara si è trascinata ai supplementari, anche se Arteta ha fatto tutti i cambi offensivi possibili mettendo due ali fresche, Gyökeres, Eze (niente Calafiori, neanche per un minuto), Timber. L’Arsenal ha messo pressione ai parigini, finalmente ha battuto dei corner che hanno mandato nel panico la difesa blu, che però se l’è cavata. Un tiro di Martinello deviato dalla mischia ha spedito tutti ai rigori, Un’altra partita ancora, l’ultima. Finirà con un tiraccio in curva del migliore in campo.

Psg (4-3-3) Safonov 5.5 – Hakimi 6, Marquinhos 5 (1’ sts Zabarnyi sv), Pacho 7.5, Nuno Mendes 4.5 – João Neves 5.5, Vitinha 7 (1’ sts Belardo 6.5), Fabian 6 (5’ pts Zaïre-Emery 6) – Doué 7, Dembélé 6.5 (51’ st Gonçalo Ramos 6), Kvaratskhelia 7.5 (38’ st Barcola 5). All. Luis Henrique 7.

Arsenal (4-2-3-1) Raya 7 – Mosquera 5 (21’ st Timber 6), Saliba 6, Gabriel 6.5, Hincapié 6 – Rice 7, Lewis-Skelly 6 (1’ pts Zubimendi 6) – Saka 5.5 (38’ st Madueke 6), Odegaard 6.5 (22’ st Gyökeres 4.5), Trossard 6.5 (38’ st Martinelli 5) – Havertz 7.5 (1’ pts Eze 4). All. Arteta 7.

Arbitro: Siebert (Ger) 5.5.

Reti: 6’ pt Havertz, 20’ st Dembélé (rig.)

Note: ammoniti Mosquera, Saka, João Neves, Gyökeres, Rice, Arteta, Nuno Mendes. Spettatori 61.035.

Rigori: Gonçalo Ramos gol, Gyökeres gol, Doué gol, Eze fuori, Nuno Mendes parato, Rice gol, Hakimi gol, Martinelli gol, Belardo gol, Gabriel alto.

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