Psg, pochi rinforzi per restare la squadra più forte del mondo. Cosa chiede Luis Enrique
dal nostro inviato Emanuele GambaBUDAPEST – C'è una maniera per migliorare la squadra che da due anni è la migliore del mondo? Luis Enrique ce l'ha, e lo dice curiosamente e incongruamente in italiano, tra una risposta in francese (che parla malissimo) e una in inglese: "Piano piano". Il modo è un pezzo per volta, dunque, anche se con questo sistema il Psg un'estate fa si è probabilmente indebolito: ne ha cambiato soltanto uno (Chevalier al posto di Donnarumma) senza ricavarne vantaggi, neanche economici (ha venduto a 30 e comprato a 40). L'altro acquisto, l'ucraino Zabarnyi dal Bournemouth per 63 milioni, è stato una delusione, tant'è che adesso è dato in partenza.
La squadra titolare non sarà ritoccata
Ma i parigini erano già talmente forti di loro che questi ritocchi marginali non hanno avuto peso: la squadra, anzi, ha persin…
BUDAPEST – C'è una maniera per migliorare la squadra che da due anni è la migliore del mondo? Luis Enrique ce l'ha, e lo dice curiosamente e incongruamente in italiano, tra una risposta in francese (che parla malissimo) e una in inglese: "Piano piano". Il modo è un pezzo per volta, dunque, anche se con questo sistema il Psg un'estate fa si è probabilmente indebolito: ne ha cambiato soltanto uno (Chevalier al posto di Donnarumma) senza ricavarne vantaggi, neanche economici (ha venduto a 30 e comprato a 40). L'altro acquisto, l'ucraino Zabarnyi dal Bournemouth per 63 milioni, è stato una delusione, tant'è che adesso è dato in partenza.
La squadra titolare non sarà ritoccata
Ma i parigini erano già talmente forti di loro che questi ritocchi marginali non hanno avuto peso: la squadra, anzi, ha persino sopportato senza traumi la stagione in chiaroscuro di Dembélé, tormentato dagli infortuni come, in maniera minore, Fabian, Hakimi o lo stesso Chevalier. Se l'anno scorso la squadra titolare è cambiata per appena un undicesimo, adesso dovrebbe rimanere intatta, a meno che qualcuno non chieda di andar via: potrebbero farlo, per una mera questione di soldi arabi, Marquinhos o Hakimi, ma se vorranno restare rientreranno nel novero degli intoccabili.
Attacco più forte e alternative
Piano piano, Lucho vuole fare due cose: potenziare ulteriormente l'attacco e aggiungere alternative alla rosa, invero in questa stagione un po' ristretta, anche se non c'è nessuna remora a ricorrere ai giovani; sono stati impiegati ben dieci giocatori sotto i vent'anni e due di loro, la mezzala Mayulu e l'ala Mbaye, sono già vice-titolari a tutti gli effetti, mentre in rampa di lancio ci sono lo spagnolo Dro Fernandez, arrivato a gennaio dal Barcellona, e un altro prodotto del vivaio, Ndjantou.
Un mercato senza fretta
D'altronde qui non c'è nessuna fretta, perché a Parigi sanno di avere un futuro sterminato davanti. "Possiamo lavorarci senza nessuna urgenza", conferma Luis Enrique. "Abbiamo solo bisogno di qualche opzione in più nella rosa". La squadra che ha vinto la seconda Champions di fila aveva un'età media di 26 anni, ma le dodici riserve appena 22 e tutti i subentrati, con l'eccezione di Lucas Hernandez (uno dei tre over 30 della rosa con Marquinhos e Fabian) erano sotto i 23. Zaire-Emery è il giocatore più giovane della storia ad aver già vinto due finali di Coppe dei Campioni e per il tris, che a Parigi già chiamano back to back to back, di giovani, anche se giovanissimi, ne arriveranno altri.
Luis Enrique vuole quattro rinforzi
Luis Enrique stavolta vuole qualcosa in più di un anno fa, cioè di base quattro giocatori: un attaccante polivalente, un'ala, un centrale di difesa e un terzino sinistro di scorta, tutti in partenze, anche se di gran lusso. L'operazione più avanzata è quella che porta ad Akliouche, uno dei talenti che andrà in America con Deschamps: il Monaco fa sapere che il suo valore oscilla tra i 50 e i 60 milioni, bruscolini per i qatarioti.
Per il centravanti (il deludente Gonçalo Ramos, che gioca solo le partite facili, partirà) si è puntato molto in alto, cioè a Julian Alvarez, il più forte tra gli attaccanti non fenomenali (categoria che include solamente Kane, Mbappé e Haaland): l'Atletico però non lo sgancia se non per 150 milioni, e lui comunque preferisce restare a Madrid e giocare sempre. Un'alternativa è Diomandé del Lipsia, mentre in difesa piace Canvot del Crystal Palace, tutti men che ventenni.
Chi può lasciare Parigi
Partirà chi chiederà di farlo, perché sottoutilizzato o per andare a guadagnare di più: oltre a Ramos, il coreano Lee ma forse anche uno dei talenti più puri, Barcola, di fatto ormai retrocesso a rincalzo di Kvaratskhelia: lo vuole il Liverpool e lui potrebbe andare a cercare spazio lì. Costa 60 milioni. Persino il giovanissimo Mbaye scalpita (ha un'offerta dall'Aston Villa), ma il Psg può permettersi di non svendere anche chi vuole essere venduto; un'estate fa si è liberato di alcuni rimasugli che stavano gironzolando in prestito (Skriniar, Soler, Mukiele, Asensio) però ad esempio Lee, che voleva andare, è rimasto: il Psg ha fissato il prezzo, 30 milioni, da lì non è sceso e nessun vi è salito. Se sei giovane, se sei ricco e se sei il migliore, te lo puoi permettere.