Gianfranco Zola ci fa da guida al sorteggio della League phase della Champions, che anche quest'anno commenterà per Prime.
Zola, qual è la prima cosa che l'ha colpita guardando il tabellone?
"Vedere Mourinho contro Inter e Roma è molto, ma molto suggestivo. Rivederlo all'Olimpico sarà speciale, per usare un termine che a lui piace".
Parliamo delle italiane: come è andata all'Inter?
"In questi primi due anni sono serviti sedici punti per piazzarsi tra le prime otto e andare direttamente agli ottavi. Ho fatto due conti, come fossero chiacchiere al bar, e secondo le mie proiezioni l'Inter li può fare. In casa ha tre partite alla portata e in trasferta due le può vincere".
A chi è andata peggio?
"Il Como ha il cammino più duro, ma è un'altra bella s…
Gianfranco Zola ci fa da guida al sorteggio della League phase della Champions, che anche quest'anno commenterà per Prime.
Zola, qual è la prima cosa che l'ha colpita guardando il tabellone?
"Vedere Mourinho contro Inter e Roma è molto, ma molto suggestivo. Rivederlo all'Olimpico sarà speciale, per usare un termine che a lui piace".
Parliamo delle italiane: come è andata all'Inter?
"In questi primi due anni sono serviti sedici punti per piazzarsi tra le prime otto e andare direttamente agli ottavi. Ho fatto due conti, come fossero chiacchiere al bar, e secondo le mie proiezioni l'Inter li può fare. In casa ha tre partite alla portata e in trasferta due le può vincere".
A chi è andata peggio?
"Il Como ha il cammino più duro, ma è un'altra bella suggestione vedere che Psg e Manchester United andranno a giocare in riva al lago. Il Como è una favola bellissima".
Si accontenterà di godersi quest'avventura, secondo lei?
"No, avrà l'ambizione di stupire, di diventare la sorpresa del torneo, come era stata l'Atalanta di Gasperini. Credo che affronterà la Champions come ha affrontato la Serie A, senza tradire la sua filosofia, la freschezza, la chiarezza di idee. Non credo che andrà a speculare, non è nel suo dna. Non so se questo sarà sufficiente, ma la sfrontatezza giovanile può fare la differenza".
Ha citato Gasperini, che adesso ci prova con la Roma. Con quali prospettive?
"Ha pescato avversari piuttosto complicati, ma le squadre di Gasp rompono le scatole a tutti. Sono tignose, corrono, se sono in condizione ti fanno vedere i sorci verdi. In Inghilterra direbbero che giocare contro di loro è a pain in the neck, una seccatura".
E il Napoli?
"Nella mia ipotetica classifica gli do quindici punti. Allegri ha esperienza e idee chiare. Non è finito in un girone semplice, ma nemmeno proibitivo: cinque vittorie le può fare".
Conosceremo un po' meglio Maresca, Farioli e Ancelotti junior, che sono più noti all'estero che da noi.
"Conosco meglio Maresca perché ha lavorato con il Chelsea e vi posso garantire che è uno dei più bravi che ci sia in circolazione. Farioli si è già fatto notare per le idee che ha, Ancelotti è sicuramente preparato, perché a lavorare con Carletto si impara tanto".
La Champions può servire a rilanciare il calcio italiano?
"No, il rilancio non passa dalle coppe ma dalla ristrutturazione del nostro sistema, dal miglioramento della base, dall'analisi di ciò che occorre fare prima di arrivare in Champions e in Nazionale. Tornare competitivi a livello internazionale è la conseguenza di tutto questo. Ne sono convinto e non lo dico perché sono parte di questo progetto di ristrutturazione".