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La Roma si illude a Istanbul, a Gasperini non basta Cristante: con il Fenerbahçe finisce 1-1

(reuters)

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Vantaggio del centrocampista, pari di Brown in apertura di ripresa
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La Roma torna in Champions League dopo sette anni e mezzo e decide di presentarsi senza abito da cerimonia. Niente prudenza, niente complessi, nessun calcio diverso per l’occasione. A Istanbul fa quello che ha fatto finora in campionato: prende il campo, alza la pressione, prova a comandare. Alla fine contro il Fenerbahçe è 1-1: un risultato che non riempie gli occhi come le vittorie di agosto, ma racconta qualcosa di più importante. La Roma di Gasp ha scoperto che le proprie idee possono viaggiare anche fuori dall’Italia.

La partita

Per quasi tutto il primo tempo il rumore del Saracoglu resta sullo sfondo. La Roma tiene il pallone lontano dalla propria porta e costringe Skriniar e compagni a vivere in apnea. Koné recupera, Soulé si prende responsabilità, Dybala galleggia ovunque e continua a chiedere il pallone anche quando gli avversari sembrano interessati più alle sue gambe che al resto. Malen, invece, viene accompagnato lontano dall’area, espulso dalla zona in cui sa fare più mal…

La Roma torna in Champions League dopo sette anni e mezzo e decide di presentarsi senza abito da cerimonia. Niente prudenza, niente complessi, nessun calcio diverso per l’occasione. A Istanbul fa quello che ha fatto finora in campionato: prende il campo, alza la pressione, prova a comandare. Alla fine contro il Fenerbahçe è 1-1: un risultato che non riempie gli occhi come le vittorie di agosto, ma racconta qualcosa di più importante. La Roma di Gasp ha scoperto che le proprie idee possono viaggiare anche fuori dall’Italia.

La partita

Per quasi tutto il primo tempo il rumore del Saracoglu resta sullo sfondo. La Roma tiene il pallone lontano dalla propria porta e costringe Skriniar e compagni a vivere in apnea. Koné recupera, Soulé si prende responsabilità, Dybala galleggia ovunque e continua a chiedere il pallone anche quando gli avversari sembrano interessati più alle sue gambe che al resto. Malen, invece, viene accompagnato lontano dall’area, espulso dalla zona in cui sa fare più male. Ma è proprio da lì che trova il modo di incidere per il vantaggio di Cristante. Ed è così che il ritorno in Champions si prende anche il suo simbolo. Il 6 marzo 2019, a Porto, nell’ultima notte dei giallorossi in questa competizione, Cristante era lì. Unico superstite di un’altra Roma.

Il pareggio

Ad inizio secondo tempo si rivedono i difetti giallorossi. Tre minuti e Wesley perde Greenwood, Mancini rompe la linea, l’inglese vede il corridoio e manda Brown in porta. Pareggio. Per dieci minuti la Roma perde ordine e Istanbul si accende. «Due indizi fanno una prova. Ci sono dei momenti della gara nelle quali siamo più vulnerabili», ammonisce Gasp a fine gara. Ma come contro l’Atalanta, la serata cambia significato. Perché la Roma decide che un punto in Turchia può bastare. E torna in avanti. Dybala continua a inventare fino ai crampi, cerca il tiro, prova a forzare ogni giocata: «È stato straordinario. Lui in mezzo a tanti giocatori forti è il più forte». A metà gara Gasperini cambia uomini senza perdere coraggio: Balerdi restituisce solidità, Molina spinta, Pisilli corsa. L’unica nota stonata è Mora, incapace di agganciare il ritmo della partita. Ma i pericoli arrivano solo dai piedi di Greenwood. È lui a rompere l’equilibrio, ad accelerare, a inventare il pareggio, a trascinare i turchi ogni volta che la Roma concede campo. Quasi fosse un uomo in missione proprio contro il club che lo ha inseguito per un’estate intera. Wesley lo soffre, Balerdi lo contiene. Ma nemmeno quando l’inglese si accende la Roma smette di cercare la vittoria. Ma stavolta l’assalto finale non basta. A fine gara c’è spazio anche per un colpo di scena: l’allenatore del Fenerbahçe che dà le dimissioni in conferenza stampa. Per la Roma il punto in classifica pesa meno della sensazione. Non ha dominato tutto. Ha sbagliato, ha sbandato. Ma non ha mai cambiato postura. È tornata nell’Euopa dei grandi e, almeno alla prima notte, non ha avuto bisogno di imparare una nuova lingua.

Il tabellino

Fenerbahce 1

Roma 1

39’ pt Cristante, 3’ st Brown

Fenerbahce (4-3-3): Ederson 6 – Muldur 6, Skriniar 5, Aké 5.5, Brown 6.5 – Kanté 6, Yuksek 6.5, Elmaz 6 (17’ st Mercan 6) – Greenwood 7, Muriqi 5.5 (27’ st Aydin 5.5), Akturcoglu 5.5 (27’ st Lukaku 6). All. Kartal 5.5

Roma (3-4-2-1): Svilar 7 – Mancini 5 (29’ st Balerdi 6), Ndicka 6, Hermoso 6 – Rensch 5 (29’ st Molina 5.5), Koné 6 (8’ st Pisilli 6), Cristante 7, Wesley 5 – Dybala 7, Soulé 6 (29’st Mora 5) – Malen 6 (42’ st De Roon sv). All. Gasperini 6.5

Arbitro: Gil Manzano 6

Note: ammoniti Rensch, Brown, Akturkoglu, Muldur, Yuksek, Cristante. Spettatori 40.577

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