La notte di Tresoldi: tripletta e Inter in ginocchio, il Bruges vince 4-3 a San Siro
di Franco VanniMILANO – La Champions League è appena cominciata, ma l’Inter ha già un grosso problema. Dopo la sconfitta di Madrid, contro il Bruges i nerazzurri dovevano vincere, invece hanno perso di nuovo. Chivu ha schierato l’undici tipo ma ha preso quattro gol, tre dei quali segnati da Nicolò Tresoldi, ventiduenne dal cuore rossonero che una notte così forse nemmeno la sognava da bambino. L’altro eroe è stato Yann Sommer, che a San Siro si è dimostrato ancora padrone di casa, nonostante i due gol di Lautaro e il terzo di Bonny.
Diventa dura entrare direttamente agli ottavi
Per entrare fra le prime otto del girone Champions servono 16 punti sui 24 in palio. Sei, l’Inter li ha già bruciati. Non deve sbagliare quasi nulla nelle prossime sei partite, difficile per una squadra che nel torneo ha p…
MILANO – La Champions League è appena cominciata, ma l’Inter ha già un grosso problema. Dopo la sconfitta di Madrid, contro il Bruges i nerazzurri dovevano vincere, invece hanno perso di nuovo. Chivu ha schierato l’undici tipo ma ha preso quattro gol, tre dei quali segnati da Nicolò Tresoldi, ventiduenne dal cuore rossonero che una notte così forse nemmeno la sognava da bambino. L’altro eroe è stato Yann Sommer, che a San Siro si è dimostrato ancora padrone di casa, nonostante i due gol di Lautaro e il terzo di Bonny.
Diventa dura entrare direttamente agli ottavi
Per entrare fra le prime otto del girone Champions servono 16 punti sui 24 in palio. Sei, l’Inter li ha già bruciati. Non deve sbagliare quasi nulla nelle prossime sei partite, difficile per una squadra che nel torneo ha perso sette delle ultime otto gare. Una prospettiva preoccupante per un gruppo che a parole punta ad arrivare in fondo, ma si è portato in Europa le fragilità difensive già viste a inizio campionato: spazio al contropiede avversario, sviste di ogni tipo e Pepo Martinez che fa rimpiangere il predecessore. Al primo minuto per esempio Sommer ha fatto un lancio di 60 metri per Virgili, ricordando cosa sa fare coi piedi.
L’opera di Tresoldi
L’Inter ha provato a imporsi, ma sulla trequarti il meccanismo si inceppava: Barella non si capiva con Thuram, Diouf pestava i piedi a Dimarco. La prima occasione l’ha avuta il Bruges: botta di Tresoldi e traversa. È stato sempre lui, alla mezz’ora, a segnare su rigore, concesso per un fallo di Calhanoglu sull’imprendibile Forbs. Il turco ha cercato di farsi perdonare, ma ha centrato a sua volta la traversa. Per il ragazzo di Cagliari, segnare sotto la Curva Nord nerazzurra è stata la realizzazione del sogno di tre generazioni. Suo nonno era il maestro di golf di Van Basten e lui stesso, prima della partita, ha dichiarato: «Per me è un derby». Quanto farebbe comodo uno così ad Amorim. Ma Tresoldi dai club italiani non è stato capito. Oltre al Milan, quando giocava a Gubbio, lo hanno scartato Juve, Atalanta, Fiorentina e Bologna. È finito all’Hannover, ora gioca nell’Under 21 tedesca e Klopp gareggia con Mancini nel corteggiarlo. Più che la biografia di un ventiduenne, il riassunto dell’ultimo decennio del calcio italiano.
Lautaro c’è, ma la difesa è troppo fragile
Prima della pausa Lautaro ha pareggiato con un gol dei suoi: pallone di Dimarco, spazio conquistato a spallate, rotazione sul piede perno e tocco di destro. A inizio ripresa, però, si è fatto fermare da Sommer, che ha ipnotizzato anche Dimarco. Il Bruges ne ha approfittato: Tresoldi ha raddoppiato in contropiede, sfruttando un’incomprensione fantozziana fra Pepo Martinez, Dimarco e Akanji, che alla vigilia aveva dichiarato: «Non mi accontento di rivincere scudetto e Coppa Italia». Dopo un palo di Virgili, Tresoldi ha segnato il 3-1 in tap-in. Lautaro ha accorciato quasi in fotocopia, prima degli ultimi due gol, di Vermant e Bonny. Tutto intorno, lo stadio attonito ma stracolmo, come sempre.
I nostalgici di San Siro
Dopo la firma dei contratti per il nuovo impianto, sempre a San Siro, si fanno sentire i nostalgici. «Giù le mani dal nostro stadio», ha cantato la curva, contraria all’abbattimento del Meazza. E in tv Fabio Capello, col candore che la sua esperienza gli consente, ha chiesto perché l’Inter non si faccia uno stadio tutto suo, come gli altri grandi club europei. La risposta di Marotta: «La sinergia col Milan porterà vantaggi a tutti. E non era facile trovare luoghi adatti».
Inter (3-5-2) Martinez 5 – Bisseck 4.5, Akanji 4, Bastoni 5 – Diouf 6, Barella 5.5 (33’ st Bonny 6.5), Calhanoglu 5 (22’ st Sucic 5.5), Zielinski 4.5 (43’ st Stankovic sv), Dimarco 5.5 (33’ st Spence 5.5) – Lautaro 7, Thuram 6 (22’ st Esposito 6). All. Chivu 4.5.
Bruges (4-1-4-1) Sommer 7 – Sabbe 6.5 (27’ st Siquet 6), Spileers 5.5 16’ st Lee 5.5), Mechele 6, Seys 5.5 – Potts 6 – Forbs 8, Vetlesen 6.5 (16’ st Lemarechal 6), Vanaken 6, Virgili 7.5 (38’ st Diakhon sv) – Tresoldi 8.5 (38’ st Vermant 7). All. Leko 7.5.
Arbitro: Saggi (Nor) 6.
Reti: nel pt 30' Tresoldi, 44' Lautaro, nel st 18' e 29' Tresoldi, 36' Lautaro, 42' Vermant, 48' Bonny
Note: ammoniti Spileers, Calhanoglu, Akanji, Virgili, Lee, Leko, Lemarechal.Spettatori: 73.859.