Napoli, in Europa è notte fonda. Il Villarreal rimonta e vince 3-1
dal nostro inviato Marco AzziVILA-REAL – Il Villarreal era reduce in Champions League da sette sconfitte di fila ed è un dato statistico che brucia, visto che la resa del Napoli allo stadio della Ceramica (3-1) è arrivata con un avversario abbordabile e messo oltretutto subito alle corde dagli azzurri grazie al gol a freddo di Rrahmani. Ma la squadra di Massimiliano Allegri non è riuscita lo stesso a uscire indenne dalla trasferta spagnola e ora è già spalle al muro, con l’obbligo di riscattarsi tra una settimana al Maradona col Bodo Glimt. La difesa è tornata a sbandare nonostante il nuovo modulo e sono stati tanti gli errori di mira pure in attacco, che a questi livelli si pagano sempre.
Napoli cantiere aperto
Cercasi Napoli, disperatamente. Dalla prima…
VILA-REAL – Il Villarreal era reduce in Champions League da sette sconfitte di fila ed è un dato statistico che brucia, visto che la resa del Napoli allo stadio della Ceramica (3-1) è arrivata con un avversario abbordabile e messo oltretutto subito alle corde dagli azzurri grazie al gol a freddo di Rrahmani. Ma la squadra di Massimiliano Allegri non è riuscita lo stesso a uscire indenne dalla trasferta spagnola e ora è già spalle al muro, con l’obbligo di riscattarsi tra una settimana al Maradona col Bodo Glimt. La difesa è tornata a sbandare nonostante il nuovo modulo e sono stati tanti gli errori di mira pure in attacco, che a questi livelli si pagano sempre.
Napoli cantiere aperto
Cercasi Napoli, disperatamente. Dalla prima gara ufficiale della stagione sono passati ormai quasi due mesi e la squadra non la smette di assomigliare a un cantiere aperto, in cui Allegri dà l’impressione di non aver ancora trovato le soluzioni giuste per restituire equilibrio e sicurezza agli azzurri. Eppure doveva essere proprio la continuità l’arma in più a disposizione del successore di Antonio Conte, che aveva ereditato quasi in blocco lo stesso gruppo della passata stagione e sulla carta avrebbe dovuto trovarsi dunque nelle condizioni ideali per ripartire forte, al termine di un mercato in cui l’ossatura della squadra era rimasto (complice il mancato arrivo di rinforzi sul mercato) pressoché identico.
Il cambio di modulo
Invece gli azzurri stanno faticando a ritrovare la loro identità e l’esperto tecnico livornese ha quindi capito in fretta di non potersi limitarsi al ruolo del gestore, tant’è che dalla panchina si è già reso necessario il cambio di modulo in corsa con il ritorno al 3-4-2-1, dopo il tentativo vano e un po’ nostalgico di ritrovare la grande bellezza con il 4-3-3 (amato da De Laurentiis e dai giocatori). Il nuovo assetto tattico aveva funzionato contro il Frosinone in campionato ed è stato riproposto per questo nella trasferta spagnola di Champions, anche se rinfrescato con 5 cambi e un robusto turn over.
Rrahmani illude il Napoli
Ma nemmeno il gol del vantaggio segnato a freddo da Rrahmani - su un altro schema da calcio d’angolo, come a Firenze - è bastato per mettere in discesa la partita sulla carta abbordabile con il Villarreal, che in Europa era reduce da una lunghissima serie di risultati negativi. In una manciata di minuti - complice un cadeau di Politano - è infatti arrivato il sorpasso di Mikautadze e Mourino. Pochi lampi da parte di De Bruyne e in difficoltà McTominay, che dopo l’intervento di ablazione cardiaca è in chiaro ritardo di condizione fisica.
I cambi di Allegri
In Champions League pesa ancora di più la mancanza di brillantezza e non ha torto Allegri a bollare nello specifico le disquisizioni sul modulo (“Sono chiacchiere da bar...”), visto che il suo Napoli pecca soprattutto di gamba, fame e personalità. Gli azzurri nella ripresa non sono riusciti ad approfittare nemmeno di un pasticcio sui cambi commesso dal Villarreal, rimasto per un paio di minuti in 9 uomini. Evidente la frustrazione di De Bruyne, che si è preso un cartellino giallo per una vistosa trattenuta su un avversario. Ma l’avversario era tenero e per questo il risultato è rimasto lo stesso in bilico, con Hojlund (già beffato dalla traversa nel primo tempo) a un passo per due volte dal pareggio. Inutili gli ingressi di Neres, Lang, Lobotka e Lucca. Nel finale sono stati gli spagnoli a trovare il ko con Oluwaseyi, che può pesare in prospettiva pure sulla differenza reti. Due mesi di esperimenti non sono bastati per dare un’identità alla squadra del dopo Conte. Al Maradona col Bodo tra una settimana sarà già quasi una finale.
Villareal-Napoli 3-1 (2-1)
Villarreal (4-4-2): Luiz Junior, Mourino, Navarro, Veiga, Romero, Comesana (38' st Cardona), Saliba, Gueye (38' st Perez), Moleiro (23' st Foyth), Moreno (20' st Oluwasyi), Mikautadze (20' st Freeman). (13 Gomez, 2 Costa, 5 Alassane, 11 Akhomach, 16 Macià, 21 Jmili, 28 Gaitan). All.: Perez.
Napoli (3-5-2): Milinkovic-Savic, Marin (27' st Lucca), Rrahmani, Badiashile, Politano (15' st Neres), De Bruyne, Gilmour (27' st Lobotka), McTominay (15' st Spinazzola), Di Lorenzo, Hojlund, Giovane (15' st Lang). (1 Meret, 14 Contini, 31 Beukema). All.: Allegri.
Arbitro: Siebert (Germania).
Reti: pt 7' Rrahmani, 23' Mikautadze, 26' Mourino; st 41' Oluwasyi.
Angoli: 5-4 per il Napoli.
Recupero: 2' e 3'.
Ammoniti: Mikautadze, Giovane, De Bruyne, Di Lorenzo per gioco falloso; Saliba per proteste.
Spettatori: 25 mila.