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Diao illude il Como, il Feyenoord rimonta e vince 3-2. Primo ko in Champions per Fabregas

Hadj Moussa esulta dopo il gol del 3 a 1 

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I lariani passano in vantaggio ma subiscono il ritorno degli olandesi
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Dopo Inter e Napoli è caduto anche il Como, squadra italiana anomala, in cui l’unico italiano, Liberali, è entrato solo negli ultimi dieci minuti. Passata in vantaggio con Diao al 18’, la squadra di Fabregas, alla prima trasferta europea della sua storia, si è fatta rimontare fino al 3-1 da un Feyenoord organizzato e velocissimo, spinto dai cinquantamila del De Kuip e dallo spirito di Henk van der Bijl, leggenda del club scomparsa a 101 anni. Con il lutto al braccio, i ragazzi di van Bronckhorst, che Fabregas indica come modello, hanno dimostrato ancora una volta come in Europa le squadre di Serie A debbano rincorrere, non solo metaforicamente. Il Como, che pure non ha sfigurato, ha faticato a tenere il ritmo delle frecce Read, Moussa e Zechiël. Inutile la rete del 3-2 di Douvikas nel recupero.

Fabregas lascia vuota l'area

Il Como si è presentato alla prima trasferta europea con Sanchez, in prestito dal Chelsea, in porta e un modulo cangiante. Come Guardiola alla sua età, Fabregas ha…

Dopo Inter e Napoli è caduto anche il Como, squadra italiana anomala, in cui l’unico italiano, Liberali, è entrato solo negli ultimi dieci minuti. Passata in vantaggio con Diao al 18’, la squadra di Fabregas, alla prima trasferta europea della sua storia, si è fatta rimontare fino al 3-1 da un Feyenoord organizzato e velocissimo, spinto dai cinquantamila del De Kuip e dallo spirito di Henk van der Bijl, leggenda del club scomparsa a 101 anni. Con il lutto al braccio, i ragazzi di van Bronckhorst, che Fabregas indica come modello, hanno dimostrato ancora una volta come in Europa le squadre di Serie A debbano rincorrere, non solo metaforicamente. Il Como, che pure non ha sfigurato, ha faticato a tenere il ritmo delle frecce Read, Moussa e Zechiël. Inutile la rete del 3-2 di Douvikas nel recupero.

Fabregas lascia vuota l'area

Il Como si è presentato alla prima trasferta europea con Sanchez, in prestito dal Chelsea, in porta e un modulo cangiante. Come Guardiola alla sua età, Fabregas ha scelto di lasciare l’area vuota per favorire le incursioni di Paz, Baturina, Diao e persino Milla, preferito a Da Cunha. Nessuna stranezza invece in difesa, con una linea a quattro ortodossa. Il Feyenoord ha subito percepito il rischio. Pur giocando in casa, van Bronckhorst ha pensato a coprirsi, rispettando un’avversaria nuova e poco conosciuta, ma capace di segnare quattro gol al Lipsia all’esordio europeo.

Diao esulta dopo il gol (reuters)

Diao illude, Zechiël risponde

Il primo gol lo ha segnato al 18’ Diao, vincendo un duello fisico con Marmol su assist di Ramon. Ma il vantaggio è durato appena due minuti. A pareggiare è stato Gjivai Zechiël, ventiduenne cresciuto nel vivaio, primatista nel campionato olandese per gol, cinque, e assist. Ha segnato da fuori, complice la marcatura ballerina di Perrone, su passaggio del coetaneo Valente, che a Rotterdam ha conquistato fascia da capitano e maglia numero 10. Figlio di padre italiano, sognava una Serie A che non lo ha cercato, come Tresoldi, eroe del Bruges a San Siro contro l’Inter. A differenza dell’italo-tedesco, però, Valente ha già scelto la nazionale olandese, preferendo la maglia arancione a quella azzurra, “anche perché non mi è mai stata offerta”, come ripete nelle interviste. Sull’1-1, al 23’, Fabregas ha dovuto sostituire l’infortunato Diao con Rodriguez, reduce dall’influenza. La partita, piacevole, è arrivata all’intervallo con squadre cortissime e occasioni da entrambe le parti.

I giocatori del Como salutano i tifosi a fine partita (reuters)

Moussa affonda il Como

Nella ripresa, il Feyenoord ha sostituito Valente con Diarra, affidando la fascia di capitano a Read. Se Valente è un rimpianto per tutto il calcio italiano, il ventenne olandese lo è per la Roma, che in estate lo ha cercato senza offrire i 30 milioni chiesti dal Feyenoord. Già si parla di un trasferimento in Inghilterra per almeno il doppio. A segnare il 2-1 è stato però il ventiquattrenne francese Moussa, sfruttando un’indecisione di Valle in copertura. Sotto di un gol, al 60’, Fabregas ha inserito insieme Couto, Da Cunha, che ha preso in mano il gioco, e Douvikas, subito vicino al pareggio di testa. Ma l’aggressività del Como non ha sorpreso il Feyenoord, che ha retto l’urto sfruttando ogni spiraglio in contropiede. Nel finale è arrivato anche il 3-1: tiro di Moussa deviato, palo e sfortunato rimpallo sulla schiena del portiere Sanchez. Tanti rimpianti per Fabregas, compreso quello di non avere ancora trovato schemi vincenti sui calci piazzati: tutti i gol segnati finora da Paz e compagni sono arrivati su azione.

Feyenoord-Como 3-2 (1-1)

Feyenoord (4-3-3): Enrst, Read, St. Juste (34' st Watanabe), Marmol, Lopez, Zechiel, Vanhoutte, Targhalline, Hadj Moussa (46' st Schaken), Ferri (34' st Van den Elshout), Valente (1' st Diarra). (33 Kastenmeier, 39 Bossin, 11 Borges, 14 Steijn, 20 Deijl, 24 Kraaijeveld, 32 Wessels, 36 Zinhagel). All.: Van Bronckhorst.

Como (4-2-3-1): Sanchez, Smolcic (15' st Couto), Chalobah, Ramon, Valle, Milla (15' st Da Cunha), Perrone, Diao (23' pt Rodriguez), Baturina (34' st Liberali), Kaiki (15' st Douvikas), Paz. (1 Butez, 12 Ginelli, 2 Kempf, 13 Dossena, 21 Ricci). All.: Fabregas.

Arbitro: Rumsas (Ltu).

Reti: nel pt 18' Diao, 20' Zechiel; nel st 7' Moussa, 37' Sanchez (aut.), 48' Douvikas.

Recupero: 3' e 3'.

Angoli: 4-1 per il Feyenoord.

Ammoniti: Diarra, Ramon, Read per gioco falloso, Smolcic, Da Cunha per fallo tattico.

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