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Una rabona per sè stesso: la magia più incredibile di Lamine Yamal – Video

Lamine Yamal festeggia con Fermin Lopez (afp)
Il fuoriclasse del Barcellona è stato il dominatore della gara con il Galatasaray. Prima con un assist perfetto, poi con un numero sensazionale
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Alla vigilia della trasferta del Barcellona nell’inferno turco di Istanbul, Pau Cubarsí non aveva avuto dubbi nell’indicare Lamine Yamal come il numero uno: «Lui lo sa, oramai tutti sanno che è il migliore al mondo», aveva dichiarato il difensore blaugrana, cresciuto alla Masia assieme al numero 10 blaugrana, condividendone il percorso fin dai primi passi nel settore giovanile, fino al salto anticipato in prima squadra. A Istanbul, nello stadio infuocato del Galatasaray, il talento di Rocafonda ha, però, voluto offrire un’ulteriore dimostrazione della bontà di quel giudizio, confermando di attraversare un momento di forma davvero straordinario.

I colpi di genio contro il Galatasaray

A un certo punto, il Barcellona era in difficoltà: sotto di un gol e salvato dal Var che, per una questione di millimetri, aveva annullato la seconda rete del Galatasaray. Serviva una reazione e, come spesso accade in questi casi, quando hanno bisogno di ribaltare l'avversario, i catalani guardano all…

Alla vigilia della trasferta del Barcellona nell’inferno turco di Istanbul, Pau Cubarsí non aveva avuto dubbi nell’indicare Lamine Yamal come il numero uno: «Lui lo sa, oramai tutti sanno che è il migliore al mondo», aveva dichiarato il difensore blaugrana, cresciuto alla Masia assieme al numero 10 blaugrana, condividendone il percorso fin dai primi passi nel settore giovanile, fino al salto anticipato in prima squadra. A Istanbul, nello stadio infuocato del Galatasaray, il talento di Rocafonda ha, però, voluto offrire un’ulteriore dimostrazione della bontà di quel giudizio, confermando di attraversare un momento di forma davvero straordinario.

I colpi di genio contro il Galatasaray

A un certo punto, il Barcellona era in difficoltà: sotto di un gol e salvato dal Var che, per una questione di millimetri, aveva annullato la seconda rete del Galatasaray. Serviva una reazione e, come spesso accade in questi casi, quando hanno bisogno di ribaltare l'avversario, i catalani guardano alla loro destra, cercano il loro genio: «Quando prendo palla, alzo la testa e lo cerco sempre», ha ammesso Fermin Lopez, il primo beneficiario della magia di Lamine. Due assist, due invenzioni diverse, un uno-due tremendo al mento per i turchi. Paradossalmente, il primo è una carezza, una parabola disegnata con una precisione per la quale l'Avvocato avrebbe scomodato Pinturicchio: un pallone morbido, perfetto, sul quale Fermín deve metterci solo la testa.

La magia imposibile, una rabona per servire sè stesso

Un assist sul quale un calciatore normale avrebbe costruito una carriera, raccontandolo magari ai nipotini come il gesto più bello della propria vita. Per Lamine, invece, non era sufficiente. E così, pochi minuti dopo, il diciannovenne blaugrana ha estratto dal cilindro un’altra meraviglia, un colpo di genio inedito, difficile persino da classificare. Una rabona? Forse un'auto rabona, visto che non è servita per liberare un compagno, ma sé stesso. Di certo, non è stato un un numero studiato a tavolino, ma un gesto di rara bellezza inventato sul momento, mentre il difensore avversario, ipnotizzato, pensava a uno scherzo, per lui, di cattivissimo gusto. Lo stesso Lamine, al termine della partita, ha faticato a trovare una definizione: «Mi è venuta così, in quel momento. La chiamerei una quasi rabona, non so come definirla. La cosa più importante è che sia servita per un altro assist, quello per il gol di Gordon». Perché è questa la cosa più bella di questo campione: la squadra va sempre prima di tutto.

La corsa lanciata verso il Pallone d’Oro

Di fronte a tanta qualità, il Galatasaray ha progressivamente perso energie e certezze, mentre il Barcellona ha dilagato. Ma al di là del risultato, a restare negli occhi sono soprattutto quei due gesti, la fotografia di un talento che sembra trovare soluzioni dove gli altri nemmeno immaginano che possano esistere. E se la corsa al Pallone d’Oro è anche una questione di momenti, di prestazioni capaci di lasciare il segno e di bellezza che diventa sostanza, Lamine sta accumulando argomenti difficili da ignorare. Cubarsí, probabile Golden Boy 2026, lo aveva detto prima.

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