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Psg, che spettacolo: poker al Manchester City sotto gli occhi di Guardiola

Ousmane Dembélé 

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La squadra di Luis Enrique segna tre gol nel primo tempo, i Citizens provano a reagire con Haaland ma un errore di Donnarumma chiude i giochi: 4-2
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Stesso risultato dell’anno scorso: Manchester City-Psg termina 4-2, come il match di gennaio al Parco dei Principi. Sempre in Champions League, sempre nella fase a girone unico. Ma se dieci mesi fa tutti i gol erano arrivati nella ripresa, quest’anno a Manchester le squadre si prendono un tempo per parte: il Psg incanta nei primi 45 minuti con tre gol fulminanti; gli inglesi, trascinati dalla doppietta di Haaland, reagiscono nel secondo tempo. Ma le speranze di rimonta si infrangono dopo una papera di Donnarumma, che regala il poker alla squadra di Luis Enrique. In generale, per gli amanti dello spettacolo, bella partita con tante occasioni. Complici anche le difese un po’ ballerine. Alla fine sotto gli occhi di Guardiola, seduto in tribuna, l’allievo Maresca non riesce a fare meglio del suo maestro contro i detentori delle ultime due Champions League.

Pep Guardiola in tribuna (reuters)
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Stesso risultato dell’anno scorso: Manchester City-Psg termina 4-2, come il match di gennaio al Parco dei Principi. Sempre in Champions League, sempre nella fase a girone unico. Ma se dieci mesi fa tutti i gol erano arrivati nella ripresa, quest’anno a Manchester le squadre si prendono un tempo per parte: il Psg incanta nei primi 45 minuti con tre gol fulminanti; gli inglesi, trascinati dalla doppietta di Haaland, reagiscono nel secondo tempo. Ma le speranze di rimonta si infrangono dopo una papera di Donnarumma, che regala il poker alla squadra di Luis Enrique. In generale, per gli amanti dello spettacolo, bella partita con tante occasioni. Complici anche le difese un po’ ballerine. Alla fine sotto gli occhi di Guardiola, seduto in tribuna, l’allievo Maresca non riesce a fare meglio del suo maestro contro i detentori delle ultime due Champions League.

Pep Guardiola in tribuna (reuters)

Tre gol in venti minuti

Nei primi dieci minuti c’è grande intensità e studio. Nessuna occasione pericolosa. Il City sembra più in gestione. Ma dopo un calcio d’angolo per i padroni di casa, i parigini capovolgono la gara. Al 13’ azione tutta verticale della squadra di Luis Enrique dalla destra. Palla avanti, palla dietro. Il pressing del City va a vuoto. Si crea uno spazio a centrocampo, dove Fabian Ruiz si infila. Lo spagnolo allarga per Doué che punta, si accentra e poi calcia forte rasoterra sul primo palo sotto le gambe di Khusanov. Donnarumma si lascia sorprendere e il pallone finisce in rete. Neanche il tempo di esultare, che subito arriva il raddoppio. Sempre veloci i ragazzi del Psg nell’arrivare dall’altra parte del campo. Dall’angolo destro dell’area di rigore si completa un triangolo volante tra Dembélé e Doué sopra la linea difensiva rivale: traversone per l’esterno sinistro classe 2005, che di controbbalzo la rimette sulla testa del Pallone d’Oro a due passi dalla linea di porta. Due a zero.

I ragazzi di Maresca sono tramortiti. Non riescono a trovare giocate di qualità, soprattutto nell’ultimo terzo di campo. La squadra di Luis Enrique, anche senza palla, ha il controllo della partita. E al ‘32 cala il tris: intercetto del rinvio di Donnarumma, Hakimi mette giù il pallone e manda sulla fascia destra Akliouche, che scarica dietro. Tacco-velo di Zaïre-Emery e tiro a giro dal limite dell’area di Vitinha, che spiazza il portiere italiano, partito in ritardo, sul primo palo. Alla fine del primo tempo, il City prova a rialzare la testa in un paio di occasione, ma senza impensierire troppo Safonov.

Illusione Haaland, poi la papera di Donnarumma

Nell’intervallo Maresca deve essersi fatto sentire. Perché i suoi ragazzi partono forte nella ripresa. Anche grazie ai nuovi subentrati Bouaddi, Matheus Nunes e Ndiaye al posto di Cherki, Doku e Ruben Dias. E al 53’ ecco il gol del solito Haaland che accorcia le distanze: Ndiaye riceve a sinistra, si accentra e la mette in mezzo. Il norvegese, con gli occhi dietro la testa, la spizza sul palo più lontano scavalcando Safonov, che la tocca soltanto. I Citiziens continuano a premere e a creare pericoli nell’area del Psg, che è rientrato dagli spogliatoi senza la giusta concentrazione. Ma al 63’ una papera di Donnarumma regala il quarto gol ai parigini: Akliouche riceve palla al centro del limite dell’area, si gira e calcia a giro di sinistro. Il portiere italiano, qualche metro in avanti, prova a mandarla sopra la traversa senza, però, spingerla verso l’esterno. E così il pallone finisce per carambolare in rete.

Un intervento di Donnarumma (afp)

Dopo qualche minuto di riassestamento, i calciatori di Maresca riprendono ad attaccare. È Haaland, con la fascia di capitano al braccio dopo l’uscita di Dias, a suonare la carica. E un minuto dopo aver preso una traversa di testa, arriva la doppietta personale: pallone di Bouaddi appoggiato dietro per il norvegese che, con un tiro un po’ masticato, da centro area incrocia alla destra di Safonov. Ormai i calciatori di Maresca entrano da ogni parte. La difesa parigina buca ogni intercetto. Ma il portiere russo blinda la porta: all’83’ chiude lo specchio al solito Haaland, che con un tap-in da due passi in scivolata non riesce a siglare la tripletta. Al 90’ rigore (un po’ generoso) per il Psg, che non è entrato in campo per tutto il secondo tempo. Ferran Torres va sul dischetto, ma si lascia incantare da Donnarumma, calciando debole rasoterra. Facile per l’italiano, che questa sera ha molto da farsi perdonare.

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