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Prandelli: “Meno squadre in Serie A per tornare competitivi in Europa”

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L’Inter è uscita con le ossa rotte, ne risentirà Napoli travolto dalla sfrontatezza, la Roma meritava di vincere Il Como è rivoluzionario cesare prandelli ex ct della nazionale
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di Niccolò maurelli

roma

L’Italia che ha paura. «Al nostro sistema mancano il coraggio e la pazienza di coltivare talenti come Tresoldi», sentenzia Cesare Prandelli. L’ex ct fa oggi si dedica ai suoi ulivi: «Ho finito adesso di fare l’olio», racconta con un sorriso che si spegne appena inizia a parlare del record negativo delle italiane in Europa.

Prandelli, quattro sconfitte nello stesso turno di Champions League: l’Italia non era mai caduta così in basso.

«La Champions è un torneo a parte, fuori scala per i nostri standard. È come correre contro delle vetture da Formula 1: troppo veloci, intense e imprevedibili. Avete visto il Villarreal contro il Napoli? La squadra di Allegri era partita bene, ma poi è stata travolta dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare».

La Roma si è illusa contro il Real.

«La Roma meritava di vincere. Se gioca sempre così, farà più strada delle sue rivali italiane, che invece sono un po’ in difficoltà. Mourinho è stato geniale nel rivoluzionare la form…

di Niccolò maurelli

roma

L’Italia che ha paura. «Al nostro sistema mancano il coraggio e la pazienza di coltivare talenti come Tresoldi», sentenzia Cesare Prandelli. L’ex ct fa oggi si dedica ai suoi ulivi: «Ho finito adesso di fare l’olio», racconta con un sorriso che si spegne appena inizia a parlare del record negativo delle italiane in Europa.

Prandelli, quattro sconfitte nello stesso turno di Champions League: l’Italia non era mai caduta così in basso.

«La Champions è un torneo a parte, fuori scala per i nostri standard. È come correre contro delle vetture da Formula 1: troppo veloci, intense e imprevedibili. Avete visto il Villarreal contro il Napoli? La squadra di Allegri era partita bene, ma poi è stata travolta dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare».

La Roma si è illusa contro il Real.

«La Roma meritava di vincere. Se gioca sempre così, farà più strada delle sue rivali italiane, che invece sono un po’ in difficoltà. Mourinho è stato geniale nel rivoluzionare la formazione a gara in corso: questa è la chiave del calcio di oggi. Bisogna sfruttare al meglio le cinque sostituzioni, senza avere paura degli stravolgimenti. In Italia non l’abbiamo ancora capito».

Il Como di Fabregas vuole cambiare questa percezione.

«Fabregas merita un capitolo a parte, perché la sua è una vera rivoluzione. Per il Como è il primo anno in Champions: qualche sconfitta bisogna aspettarsela».

Il tecnico spagnolo può contare sugli investimenti di una proprietà ricchissima, mentre gli altri club italiani pagano il gap economico col resto d’Europa.

«Il divario finanziario c’è, ma non spiega tutto. Il vero problema è culturale. Ci siamo ubriacati con le narrazioni sul possesso palla, inseguendo le mode. Sia gli allenatori che i commentatori hanno confuso le idee: non dobbiamo conquistare la metà campo avversaria occupando gli spazi, ma crearne di nuovi. Il vecchio contropiede funziona benissimo. Poi bisognerebbe ridurre il numero di squadre in campionato: giocando meno, si preparano meglio le sfide europee».

Chivu ha perso partita e Lautaro.

«L’Inter è uscita con le ossa rotte dalla sconfitta con il Bruges. Ci saranno ripercussioni anche in campionato. Con Lautaro fuori, Pio Esposito avrà più responsabilità, ma il suo compito è fare gol , non deve snaturarsi per colmare l’assenza dell’argentino».

Tresoldi sarà un rimpianto per l’Italia?

«Il papà Emanuele, che ho allenato all’Atalanta, ha parlato di “riconoscenza”. L’Italia ha scartato Nicolò, perché mancano pazienza e coraggio. La Germania, al contrario, lo ha coltivato. Spero ancora che Tresoldi scelga l’Italia».

Giusto riaffidare a Mancini la panchina della Nazionale?

«Roberto è coraggioso: convoca quei giovanissimi che in Serie A non vedrebbero mai il campo».

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