NAPOLI – Portare a casa la pelle era la missione del Napoli e il pirotecnico 4-3 con il Bodo Glimt vale quindi tantissimo per gli azzurri, che in Champions si trovavano già spalle al muro e si sono invece rimessi in corsa per la qualificazione. Preziosa la boccata di ossigeno pure per Massimiliano Allegri, che per una volta ha rinnegato il corto muso - anche se alla fine ha vinto lo stesso di misura - e si è goduto la serata quasi circense del Maradona, in cui gli attacchi hanno dominato sulle difese e dell’amato pragmatismo del tecnico livornese si sono perse le tracce. Ma contava solo il risultato: obiettivo raggiunto.
Politano in gol dopo neanche un minuto
C’era in ballo lo zoppicante futuro della gestione Allegri e si giocavano parecchio anche i…
NAPOLI – Portare a casa la pelle era la missione del Napoli e il pirotecnico 4-3 con il Bodo Glimt vale quindi tantissimo per gli azzurri, che in Champions si trovavano già spalle al muro e si sono invece rimessi in corsa per la qualificazione. Preziosa la boccata di ossigeno pure per Massimiliano Allegri, che per una volta ha rinnegato il corto muso - anche se alla fine ha vinto lo stesso di misura - e si è goduto la serata quasi circense del Maradona, in cui gli attacchi hanno dominato sulle difese e dell’amato pragmatismo del tecnico livornese si sono perse le tracce. Ma contava solo il risultato: obiettivo raggiunto.
Politano in gol dopo neanche un minuto
C’era in ballo lo zoppicante futuro della gestione Allegri e si giocavano parecchio anche i giocatori, consapevoli di essere a loro volta sotto la lente ingrandimento di Aurelio De Laurentiis, pronto a fa scattare il ritiro punitivo in mancanza di una reazione immediata. Guai in vista insomma per tutti e di qui la necessità per il Napoli di fare quadrato davanti ai 40 mila del Maradona, a loro volta sul piede di guerra (niente sold out) per le 5 sconfitte nelle prime 9 partite della stagione. Nel mirino dopo la brutta figura di Venezia c’erano specialmente i pretoriani della vecchia guardia e sono stati loro a prendere di petto la sfida della verità contro il Bodo, con una partenza a razzo che è stata premiata dopo appena 57 secondi dal fulmineo vantaggio azzurro: cross di Spinazzola e volée vincente di Politano.
Posizione nuova per De Bruyne
Ben 6 gli ultra trentenni in campo: pattuglia rinforzata grazie al rientro per l’occasione di Anguissa, uno dei leader di cui s’erano smarrite le tracce nelle ultime settimane. De Bruyne questa volta ha accettato con più diligenza i compiti tattici ricevuti dalla panchina ed è arretrato nella posizione di regista, facendo così un doppio passo indietro che è servito a rasserenare lo spogliatoio e a dare più equilibrio in campo alla squadra, che pure dopo il vantaggio ha continuato a spingere sull’acceleratore. Ma il bravo portiere Haikin ha vanificato con tre parate decisive gli assalti di Lang e Di Lorenzo, con l’olandese che però almeno in una circostanza avrebbe dovuto fare di più. Sta di fatto che i norvegesi non sono finiti al tappeto e dopo una distrazione di Meret hanno trovato il beffardo pareggio a ridosso della mezz’ora con Hauge, favorito dalle incertezze di McTominay e Di Lorenzo.
McTominay si sblocca
Gol sbagliati, gol subito. Ma questa volta il Napoli non si è disunito e spinto dal Maradona è riuscito a riportarsi con merito in vantaggio nel finale del tempo, grazie a una combinazione di qualità tra l’ispirato De Bruyne e il redivivo McTominay, a segno per la prima volta nella stagione. Toccava ai leader guidare i compagni fuori dal tunnel e dal punto di vista caratteriale la reazione si è vista, anche se la datata squadra di Allegri ha dato sempre la sensazione di soffrire il dinamismo dei giocatori del Bodo, che con il passare dei minuti hanno infatti guadagnato metri e intensificato la loro offensiva. Meret è stato graziato per due volte e gli azzurri sono stati costretti ad affidarsi soltanto al contropiede, maledicendo peraltro il palo che ha negato il tris a McTominay (su un altro assist di De Bruyne).
Giovane chiude il conto
Evidente l’affanno per entrambe le difese, tant’è che sul ribaltamento di fronte è arrivato quasi d’inerzia il secondo pareggio di Helmersen: più lesto nell’occasione di Rrahmani e Di Lorenzo. Brividi per i 40 mila e per Max, con le streghe che si sono riaffacciate per un po’ su Fuorigrotta. McTominay è ritornato però in versione Braveheart e ha riportato con un poderoso colpo di testa davanti ai suoi, che nel finale hanno trovato pure il poker con una carambola tra Giovane e Bjortuft. Non ha fatto dunque danni il gol nel recupero dei norvegesi di Fet, l’ultima emozione di una partita costellata di prodezze ed errori: come una giostra impazzita.
Napoli-Bodo 4-3 (2-1)
Napoli (4-3-3): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Spinazzola (34' st Beukema), Anguissa (14' st Lobotka), De Bruyne, McTominay, Politano (34' st Olivera), Hojlund, Lang (34' st Giovane). (32 Milinkovic-Savic, 14 Contini, 5 Badiashile, 6 Gilmour, 20 Lucca). All.: Allegri.
Bodo/Glimt (4-3-3): Haikin, Sjovold, Gundersen (38' st Aleesami), Bjortuft, Bjorkan (38' st Maatta), Auklend, Berg, Fet, Blomberg (38' st Mvuka), Helmersen (31' st Brynhildsen), Hauge. (1 Lund, 2 Nielsen, 14 Saltnes, 16 Kitolano). All.: Knutsen.
Arbitro: Sanchez Martinez (Spagna).
Reti: pt 1' Politano, 27' Hauge, 41' McTominay; st 17' Helmersen, 30' McTominay, 43' Bjortuft (aut.), 49' Fet.
Angoli: 5-2 per il Bodo Glimt.
Recupero: 1' e 4'.
Ammoniti: Anguissa, Lang, Di Lorenzo per gioco falloso.
Spettatori: 40 mila.