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La Roma crolla nel secondo tempo e si fa rimontare dal Manchester United: a Old Trafford finisce 3-2

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Ripresa disastrosa dei giallorossi, passati in vantaggio in apertura con i gol di Soulé e Malen
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MANCHESTER – La Roma è stata travolta da una squadra che si era messa comodamente in tasca, lo scombiccherato Manchester United, cui è andata in soccorso regalandogli un gol dopo l’altro, quasi avesse pietà per la sua miserrima crisi. Questo 3-2 è assai peggio del 3-4 con il Real, anche se nelle due rimonte subite, entrambe con due gol di vantaggio, s’annidano tutti i limiti di una formazione che in Europa non sa gestire i momenti. In Champions, squadre e stadi s’incendiano con un cerino, anche quelle malridotte hanno risorse di esperienza e qualità che non bisogna mai perdere d’occhio: la Roma lo ha fatto, smantellando con un rosario di strafalcioni e ingenuità un capolavoro durato un’ora. Old Trafford s’era rassegnato a godersi lo spettacolo di una squadra italiana che italiana non sembra, ne aveva accettato il dominio per amore del bel calcio, ma quando un’insensata spintarella di Mancini a Cunha ha provocato il rigore che ha riacceso lo United, ha ripreso a ruggire e i giocatori g…

MANCHESTER – La Roma è stata travolta da una squadra che si era messa comodamente in tasca, lo scombiccherato Manchester United, cui è andata in soccorso regalandogli un gol dopo l’altro, quasi avesse pietà per la sua miserrima crisi. Questo 3-2 è assai peggio del 3-4 con il Real, anche se nelle due rimonte subite, entrambe con due gol di vantaggio, s’annidano tutti i limiti di una formazione che in Europa non sa gestire i momenti. In Champions, squadre e stadi s’incendiano con un cerino, anche quelle malridotte hanno risorse di esperienza e qualità che non bisogna mai perdere d’occhio: la Roma lo ha fatto, smantellando con un rosario di strafalcioni e ingenuità un capolavoro durato un’ora. Old Trafford s’era rassegnato a godersi lo spettacolo di una squadra italiana che italiana non sembra, ne aveva accettato il dominio per amore del bel calcio, ma quando un’insensata spintarella di Mancini a Cunha ha provocato il rigore che ha riacceso lo United, ha ripreso a ruggire e i giocatori gli sono andati dietro, con la veemenza dei disperati. L’errore più incredibile lo combinerà Balerdi sul 2-2, lisciando nell’area piccola un innocuo cross di Bruno Fernandes e lasciando il pallone alla disponibilità di Cunha, che segnerà anche il 3-2 con una staffilata di destro infilata nel costato di una squadra smembrata dall’incredulità prima e dall’insicurezza poi. La Roma non ha saputo reagire a nessuna onda contraria. Quando ha smesso di guardarsi allo specchio, beandosi del suo primo tempo sontuoso, chissà quale immagine si è tenuta di sé.

La partita

Lo United è una squadra tecnicamente valida, tatticamente rudimentale e psicologicamente devastata, su cui la formazione di Gasperini non ha avuto il cinismo di infierire: l’ha semplicemente messa da parte come un ostacolo irrilevante sul suo cammino, quasi stesse facendo delle prove per serate più impegnative. Che sbaglio grave. Old Trafford ha protestato (pioggia di palline da tennis in campo per contestare la dirigenza), insultato (i cori scandivano la parola fuckoff) e infine s’è zittito, accomodandosi per godere del calcio ben fatto degli ospiti. La Roma nel primo tempo ha dominato da cima a fondo a modo suo, tenendo alta ogni soglia (dell’aggressività, della rapidità, dell’intensità, della creatività), a livelli irraggiungibili per i Red Devils, che ormai di diabolico non hanno nulla e anzi persino un difensore che si chiama Paradiso, ma forse più come la torta che come la destinazione dei giusti: il ventenne Heaven ha partecipato ai gol giallorossi prima facendosi scavalcare dalla traiettoria che ha portato la palla da Mora a Soulé e poi parando con il gomito un altro tiro mancino del fantasista argentino (Malen segnerà il rigore), in stato di grazia fin dal primo pallone giocato. Sarà per quello che quella volpe di Carrick continuava a urlare a Dalot di scapicollarsi in attacco, invece di restare quatto quatto a marcare il più pericoloso degli avversari, che s’è liberamente fatto i fattacci suoi. La Roma ha però avuto il torto di non battere il ferro fintanto che era caldo, ha avuto opportunità non sfruttate (Mora, Malen, Soulé) e soprattutto riportato in partita il Manchester con una leggerezza di Mancini, valsa un rigorino che il Var non ha potuto togliere. Bruno Fernandes ha segnato al secondo tentativo: sul primo, la respinta di Vasquez, terzo portiere ripescato per il mal di schiena di Gollini, è stata vanificata dall’invasione di Cristante. È stato l’inizio dello sprofondo: farsi battere da una squadra che si sentiva pronta per il requiem. Gasperini: “Non è stato come contro il Real. Il rigore gli ha dato slancio”.

Manchester United-Roma 3-2 (02)

Manchester United (4-2-3-1 Lammens 6.5 – Yoro 6.5, Maguire 5.5 (44’ st De Ligt sv), Heaven 4 (30’ st Lisandro Martinez sv), Dalot 4.5 – Baleba 5 (6’ st Tielemans 6.5), Mainoo 6 – Diallo 4.5 (30’ st Lacey 7), Bruno Fernandes 7 (44’ st Mount sv), Cunha 8 – Mbeumo 5.5. All. Carrick 6.

Roma (3-4-2-1) Vasquez 6 – Mancini 4.5 (31’ st Ghilardi sv), Balerdi 4, Hermoso 6.5 (31’ st Ndicka sv) – Rensch 6 (21’ pt Lulli 5), Cristante 6, De Roon 5.5, Wesley 5.5 – Soulé 7.5, Mora 7 (1’ st Pisilli 4.5) – Malen 7 (33’ st Castro 5). All. Gasperini 5.

Arbitro: Gil Manzano (Spa) 5.5.

Reti: 11’ pt Soulé, 17’ pt Malen (rig.), 13’ st Bruno Fernandes (rig.), 38’ e 41’ st Cunha

Note: espulso Cunha al 46’ st. Ammoniti Soulé, Bruno Fernandes, Lulli, Malen, Maguire. Spettatori 73.747.

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