Il Napoli dura un tempo, poi crolla contro il Porto: 4-1. Allegri ora trema, lite De Bruyne-Lucca
dal nostro inviato Marco AzziPORTO – Cronaca di una disfatta annunciata. Il Napoli sta andando a fondo e nella notte del Do Dragao ha compromesso in maniera quasi definitiva il suo cammino in Champions League, facendosi travolgere alla distanza (4-1) dalla maggiore freschezza del Porto di Francesco Farioli, che ha stravinto il confronto alla distanza con Massimiliano Allegri. Impietosi i numeri per il tecnico livornese, che con quella di stasera ha perso la metà delle partite (7 su 14) della sua deludente avventura sulla panchina azzurra. I duemila tifosi al seguito hanno contestato al 90’ duramente i giocatori e Aurelio De Laurentiis, reo di non aver rinforzato in estate la squadra sul mercato. Ma in discussione sta inevitabilmente per finire la nuova gestione tecnica, fallimentare al netto di ogni alibi.
PORTO – Cronaca di una disfatta annunciata. Il Napoli sta andando a fondo e nella notte del Do Dragao ha compromesso in maniera quasi definitiva il suo cammino in Champions League, facendosi travolgere alla distanza (4-1) dalla maggiore freschezza del Porto di Francesco Farioli, che ha stravinto il confronto alla distanza con Massimiliano Allegri. Impietosi i numeri per il tecnico livornese, che con quella di stasera ha perso la metà delle partite (7 su 14) della sua deludente avventura sulla panchina azzurra. I duemila tifosi al seguito hanno contestato al 90’ duramente i giocatori e Aurelio De Laurentiis, reo di non aver rinforzato in estate la squadra sul mercato. Ma in discussione sta inevitabilmente per finire la nuova gestione tecnica, fallimentare al netto di ogni alibi.
Napoli in totale emergenza
C’era da mettere nel conto una serata di sofferenza e al Do Dragao è balzata subito agli occhi la panchina cortissima del Napoli: appena 4 giocatori di movimento, compreso il baby Chiummariello aggregato dalla Primavera. Da due stagioni l’emergenza infortuni continua a flagellare lo spogliatoio degli azzurri e De Laurentiis sta indagando a 360 gradi per capire che cosa succede, dopo essersi invano illuso di aver risolto il problema con la fine della gestione Conte. Non c’entrava invece nulla la preparazione atletica dell’ex allenatore e anche Allegri sta convivendo fin dal suo arrivo con le stesse difficoltà, che lo hanno costretto ad affrontare in condizioni di estremo disagio pure la sfida contro il Porto.
Modulo nuovo, Vergara dal 1’
Modulo rivoluzionato (3-5-1-1) per la mancanza di tutti gli esterni difensivi, Vergara improvvisato sulla sinistra a tutta fascia e De Bruyne costretto a stringere i denti per la caviglia malconcia. Non bastano però le assenze per giustificare i troppi gol subiti dal reparto arretrato di Max, che sembrano figli piuttosto della poca organizzazione. A Farioli per approfittarne è bastato infatti uno schema elementare dalla bandierina, di cui Bednarek ha facilmente approfittato per sbloccare di testa il risultato. Niente da fare per il portiere Meret, lasciato al suo destino come gli sta capitando spesso in questa stagione.
McTominay illude il Napoli
Il Napoli ha temuto il tracollo e per un po’ ha continuato a barcollare, trovando però la forza per dare almeno battaglia e risalendo con le buone e cattive maniere la corrente: 4 gli ammoniti nel primo tempo dall’inflessibile inglese Oliver, l’arbitro inglese di cui Allegri ha ricordi spiacevoli dai tempi della Juve. Ma il Porto ha peccato di prudenza e permesso agli azzurri di restare in gara, tant’è che la sfida si è fatta con il passare dei minuti un po’ più equilibrata, fino al guizzo in mischia del solito McTominay che ha gelato il Do Dragao poco prima dell’intervallo.
Gabri Veiga riporta avanti Farioli
Farioli invece non ha battuto ciglio e si è messo virtualmente sulla riva del fiume, sapendo di avere dalla sua tutto il secondo tempo per riprendere il controllo delle operazioni grazie a una panchina molto più lunga, com’è puntualmente successo strada facendo nel corso della ripresa. I cambi logorano infatti chi non li ha e dopo due parate super di Meret si è preso la ribalta Gabri Veiga: prima colpendo la traversa e poi trovando il bis con la collaborazione involontaria di Beukema.
Lite in campo tra De Bruyne e Lucca
De Bruyne ha litigato con Lucca in campo, mentre la squadra affondava: un altro gol su calcio d’angolo, stavolta per il colpo di testa di Kiwior. Nel recupero il definitivo ko: espulsione di Rafa Marín e rigore trasformato da Samu. Politano alla fine era affranto: «Chiediamo scusa ai tifosi, ma qualche volta a parlare potrebbe metterci la faccia anche qualche non italiano». Allegri ha ammesso: «Brutto periodo, ma stavolta ho poco da dire alla squadra». Da venerdì potrebbe scattare in ritiro. Così finisce male.
Porto-Napoli 4-1 (1-1)
Porto (4-3-3): Diogo Costa, Fernandes (22' st Sanusi), Bednarek, Kiwior, Alberto Costa, Veiga (32' st Hwang), Rosario, Froholdt, Pepè (32' st Fofana), Silva (11' st Samu), Sainz (22' st Gimenez). (14 Claudio Ramos, 24 Joao Costa, 18 Perez, 22 Varela, 33 Souza, 74 Moura, 77 Pietuszewski. All.: Farioli.
Napoli (3-5-1-1): Meret, Beukema, Rrahmani, Marin, Politano (36' st Lucca), Anguissa (32' st Lang), Gilmour, McTominay, Vergara (32' st Giovane), De Bruyne, Hojlund. (32 Milinkovic-Savic, 14 Contini, 38 Chiummariello, 40 Lieto). All.: Allegri.
Arbitro: Oliver (Inghilterra).
Reti: pt 11' Bednarek, 43' McTominay; st 25' Veiga, 35' Kiwior, 44' Samu (rigore).
Angoli: 5-5.
Recupero: 2' e 3'.
Note: espulso: Marin al 43' st per fallo da ultimo uomo su Samu. Ammoniti Vergara, Anguissa, Rrahmani, McTominay, Veiga per gioco falloso. Spettatori: 47 mila.