FIRENZE - Come volevasi dimostrare, gli ottavi di Europa Cup varano il derby italiano Juventus-Fiorentina. La Viola sbroglia una pura formalità e non ha soverchie difficoltà nel controllare l'orgoglio dell'Esbjerg, squadra giovanissima, acerba ma talentuosina. Finisce 1-1, ma il match mai è messo in discussione.
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Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Firenze calza a pennello. Gli esteti del pallone, ma in fondo anche i gentlemen, non possono che essere dispiaciuti della stangata amministrativa che lo ha colpito, giusta come talvolta lo è Equitalia. Ma è un'altra storia...
Poco da raccontare nella prima parte, gli occhi su Gomez che mostra appena la qualità rapace nel gioco aereo e viene alla fine ben controllato da Drobo-Ampem e Lucena, l'esotica cerniera centrale dell'Esbjerg.
Molto più frizzantina è la ripresa. Non solo perché i danesi inseriscono uno dei gemelli Ankersen, Jacob, dai cui piedi passano quasi tutte le proposte d'attacco più interessanti degli ospiti. Anche perché la Fiorentina alza i ritmi e si fa sentire. Pronti via, ed è subito gol. Due minuti per vedere la specialità della casa dello sloveno Ilicic, punizione al limite dell'area tradotta in soldoni con un magistrale tiro che scavalca la barriera e s'infila sotto l'incrocio.
Come nel primo tempo tutti i toscani si affannavano a cercare Matos, stavolta il più cercato da tutti è Gomez, che cerca il ritmo partita e cerca soprattutto il primo gol europeo con la Viola. Lo trova in realtà, ma viene segnalato un fuorigioco da rivedere. E imprecisi però sono i passaggi. SuperMario si muove molto, ma ancora non riesce a essere parte integrante della manovra.
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Sembra un monologo toscano, lo solita girandola di cambi, ma di tanto in tanto i danesi varcano la metacampo e lo fanno con una certa pericolosità. Verstergaard in particolare, un ventunenne al debutto continentale, prima scippa palla a Compper e s'avventa sulla stessa scaricando un tiro ravvicinato ben ribattuto da Rosati. Poi in pieno recupero fa una bella giocata: tunnel e diagonale ravvicinato nell'angolino, stavolta Rosati non ci arriva. Uno a uno. Giusto così.
FIORENTINA-ESBJERG 1-1 (0-0)
FIORENTINA: Rosati - Roncaglia, Gonzalo (59' Tomovic), Compper, Pasqual (78' Vargas) - Pizarro, Ambrosini (65' Bakic), B. Valero - Matos, Gomez, Ilicic. All. Montella
ESBJERG: Dubravka - Knudsen, Lucena, Drobo-Ampem, Laursen - Andersen (68' Lekven), Bergvold - Rasmussen (42' Vestergaard), Nielsen, Pusic (56' J. Ankersen) - Van Buren. All. Frederiksen
ARBITRO: Strahonja (Cro)
RETI: 47' Ilicic, 91' Vestergaard.
NOTE: ammoniti: Knudsen. Recupero: 1' e 3'.
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Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Firenze calza a pennello. Gli esteti del pallone, ma in fondo anche i gentlemen, non possono che essere dispiaciuti della stangata amministrativa che lo ha colpito, giusta come talvolta lo è Equitalia. Ma è un'altra storia...
Poco da raccontare nella prima parte, gli occhi su Gomez che mostra appena la qualità rapace nel gioco aereo e viene alla fine ben controllato da Drobo-Ampem e Lucena, l'esotica cerniera centrale dell'Esbjerg.
Molto più frizzantina è la ripresa. Non solo perché i danesi inseriscono uno dei gemelli Ankersen, Jacob, dai cui piedi passano quasi tutte le proposte d'attacco più interessanti degli ospiti. Anche perché la Fiorentina alza i ritmi e si fa sentire. Pronti via, ed è subito gol. Due minuti per vedere la specialità della casa dello sloveno Ilicic, punizione al limite dell'area tradotta in soldoni con un magistrale tiro che scavalca la barriera e s'infila sotto l'incrocio.
Come nel primo tempo tutti i toscani si affannavano a cercare Matos, stavolta il più cercato da tutti è Gomez, che cerca il ritmo partita e cerca soprattutto il primo gol europeo con la Viola. Lo trova in realtà, ma viene segnalato un fuorigioco da rivedere. E imprecisi però sono i passaggi. SuperMario si muove molto, ma ancora non riesce a essere parte integrante della manovra.
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Sembra un monologo toscano, lo solita girandola di cambi, ma di tanto in tanto i danesi varcano la metacampo e lo fanno con una certa pericolosità. Verstergaard in particolare, un ventunenne al debutto continentale, prima scippa palla a Compper e s'avventa sulla stessa scaricando un tiro ravvicinato ben ribattuto da Rosati. Poi in pieno recupero fa una bella giocata: tunnel e diagonale ravvicinato nell'angolino, stavolta Rosati non ci arriva. Uno a uno. Giusto così.
FIORENTINA-ESBJERG 1-1 (0-0)
FIORENTINA: Rosati - Roncaglia, Gonzalo (59' Tomovic), Compper, Pasqual (78' Vargas) - Pizarro, Ambrosini (65' Bakic), B. Valero - Matos, Gomez, Ilicic. All. Montella
ESBJERG: Dubravka - Knudsen, Lucena, Drobo-Ampem, Laursen - Andersen (68' Lekven), Bergvold - Rasmussen (42' Vestergaard), Nielsen, Pusic (56' J. Ankersen) - Van Buren. All. Frederiksen
ARBITRO: Strahonja (Cro)
RETI: 47' Ilicic, 91' Vestergaard.
NOTE: ammoniti: Knudsen. Recupero: 1' e 3'.