Fiorentina-Esbjerg 1-1: una formalità, qualificazione mai in discussione
I viola non infieriscono e si accontentano del pareggio contro i danesi, già battuti 3-1 all'andata. Segna Ilicic, poi il pari nel recupero di Vestergaard. Ora il derby con la Juvedi DIEGO COSTA
FIRENZE - Come volevasi dimostrare, gli ottavi di Europa Cup varano il derby italiano Juventus-Fiorentina. La Viola sbroglia una pura formalità e non ha soverchie difficoltà nel controllare l'orgoglio dell'Esbjerg, squadra giovanissima, acerba ma talentuosina. Finisce 1-1, ma il match mai è messo in discussione.
Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Fir…
Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Fir…
FIRENZE - Come volevasi dimostrare, gli ottavi di Europa Cup varano il derby italiano Juventus-Fiorentina. La Viola sbroglia una pura formalità e non ha soverchie difficoltà nel controllare l'orgoglio dell'Esbjerg, squadra giovanissima, acerba ma talentuosina. Finisce 1-1, ma il match mai è messo in discussione.
Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Firenze calza a pennello. Gli esteti del pallone, ma in fondo anche i gentlemen, non possono che essere dispiaciuti della stangata amministrativa che lo ha colpito, giusta come talvolta lo è Equitalia. Ma è un'altra storia...
Poco da raccontare nella prima parte, gli occhi su Gomez che mostra appena la qualità rapace nel gioco aereo e viene alla fine ben controllato da Drobo-Ampem e Lucena, l'esotica cerniera centrale dell'Esbjerg.
Molto più frizzantina è la ripresa. Non solo perché i danesi inseriscono uno dei gemelli Ankersen, Jacob, dai cui piedi passano quasi tutte le proposte d'attacco più interessanti degli ospiti. Anche perché la Fiorentina alza i ritmi e si fa sentire. Pronti via, ed è subito gol. Due minuti per vedere la specialità della casa dello sloveno Ilicic, punizione al limite dell'area tradotta in soldoni con un magistrale tiro che scavalca la barriera e s'infila sotto l'incrocio.
Come nel primo tempo tutti i toscani si affannavano a cercare Matos, stavolta il più cercato da tutti è Gomez, che cerca il ritmo partita e cerca soprattutto il primo gol europeo con la Viola. Lo trova in realtà, ma viene segnalato un fuorigioco da rivedere. E imprecisi però sono i passaggi. SuperMario si muove molto, ma ancora non riesce a essere parte integrante della manovra.
Sembra un monologo toscano, lo solita girandola di cambi, ma di tanto in tanto i danesi varcano la metacampo e lo fanno con una certa pericolosità. Verstergaard in particolare, un ventunenne al debutto continentale, prima scippa palla a Compper e s'avventa sulla stessa scaricando un tiro ravvicinato ben ribattuto da Rosati. Poi in pieno recupero fa una bella giocata: tunnel e diagonale ravvicinato nell'angolino, stavolta Rosati non ci arriva. Uno a uno. Giusto così.
FIORENTINA-ESBJERG 1-1 (0-0)
FIORENTINA: Rosati - Roncaglia, Gonzalo (59' Tomovic), Compper, Pasqual (78' Vargas) - Pizarro, Ambrosini (65' Bakic), B. Valero - Matos, Gomez, Ilicic. All. Montella
ESBJERG: Dubravka - Knudsen, Lucena, Drobo-Ampem, Laursen - Andersen (68' Lekven), Bergvold - Rasmussen (42' Vestergaard), Nielsen, Pusic (56' J. Ankersen) - Van Buren. All. Frederiksen
ARBITRO: Strahonja (Cro)
RETI: 47' Ilicic, 91' Vestergaard.
NOTE: ammoniti: Knudsen. Recupero: 1' e 3'.
Nel primo tempo in avvio tutti cercano Matos, che compie gli anni (21, che invidia!), l'ala corre tanto ma l'Esbjerg è assai attento in fase difensiva. Match per così dire accademico, se volete da partitella del giovedì. Due volte Dubravka chiamato a interventi a terra e nulla più. Borja Valero, ecco, quello "cattivo", è uno il cui repertorio tecnico, l'intelligenza tattica, il timing del passaggio, insomma le qualità del centrocampista a denominazione di origine controllata... Borja Valero, dicevamo, mostra i suoi gioielli. Chicche tecniche, intuizioni geniali, il Rinascimento del pallone, uno che con Firenze calza a pennello. Gli esteti del pallone, ma in fondo anche i gentlemen, non possono che essere dispiaciuti della stangata amministrativa che lo ha colpito, giusta come talvolta lo è Equitalia. Ma è un'altra storia...
Poco da raccontare nella prima parte, gli occhi su Gomez che mostra appena la qualità rapace nel gioco aereo e viene alla fine ben controllato da Drobo-Ampem e Lucena, l'esotica cerniera centrale dell'Esbjerg.
Molto più frizzantina è la ripresa. Non solo perché i danesi inseriscono uno dei gemelli Ankersen, Jacob, dai cui piedi passano quasi tutte le proposte d'attacco più interessanti degli ospiti. Anche perché la Fiorentina alza i ritmi e si fa sentire. Pronti via, ed è subito gol. Due minuti per vedere la specialità della casa dello sloveno Ilicic, punizione al limite dell'area tradotta in soldoni con un magistrale tiro che scavalca la barriera e s'infila sotto l'incrocio.
Come nel primo tempo tutti i toscani si affannavano a cercare Matos, stavolta il più cercato da tutti è Gomez, che cerca il ritmo partita e cerca soprattutto il primo gol europeo con la Viola. Lo trova in realtà, ma viene segnalato un fuorigioco da rivedere. E imprecisi però sono i passaggi. SuperMario si muove molto, ma ancora non riesce a essere parte integrante della manovra.
Sembra un monologo toscano, lo solita girandola di cambi, ma di tanto in tanto i danesi varcano la metacampo e lo fanno con una certa pericolosità. Verstergaard in particolare, un ventunenne al debutto continentale, prima scippa palla a Compper e s'avventa sulla stessa scaricando un tiro ravvicinato ben ribattuto da Rosati. Poi in pieno recupero fa una bella giocata: tunnel e diagonale ravvicinato nell'angolino, stavolta Rosati non ci arriva. Uno a uno. Giusto così.
FIORENTINA-ESBJERG 1-1 (0-0)
FIORENTINA: Rosati - Roncaglia, Gonzalo (59' Tomovic), Compper, Pasqual (78' Vargas) - Pizarro, Ambrosini (65' Bakic), B. Valero - Matos, Gomez, Ilicic. All. Montella
ESBJERG: Dubravka - Knudsen, Lucena, Drobo-Ampem, Laursen - Andersen (68' Lekven), Bergvold - Rasmussen (42' Vestergaard), Nielsen, Pusic (56' J. Ankersen) - Van Buren. All. Frederiksen
ARBITRO: Strahonja (Cro)
RETI: 47' Ilicic, 91' Vestergaard.
NOTE: ammoniti: Knudsen. Recupero: 1' e 3'.