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Torino, Ventura: "Ambiziosi di vincere a Milano e Roma, iniziamo a farlo a Spalato"

I granata cercano l'ingresso in Europa League con i croati dell'Rnk. Il tecnico granata non si nasconde: "Questa partita è una verifica di quello che possiamo diventare, di dove possiamo arrivare"
dall'inviato EMANUELE GAMBA

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SPALATO - Vent'anni dopo, il Torino torna a bussare alle porte dell'Europa: se le verranno aperte comincerà a saperlo giovedì qui a Spalato, Croazia, contro una squadra che ha una storia lunga e nobile (l'Rnk ha 102 anni di vita ed è stato il club prima degli anarchici e poi dei lavoratori comunisti del porto) ma nessun pedigree e giusto un migliaio di tifosi: in città sono tutti dell'Hajduk. Lo Split esiste, a questi livelli, praticamente soltanto da quattro anni: arrivato in serie A dopo tre promozione consecutive, è al secondo tentativo di approdare alla fase a girone dell'Europa League. Nel 2012 la strada gli venne sbarrata dal Fulham. "Questa per noi è una partita storica e anche un'occasione storica" dice il tecnico croato Ivan Matic. "Ci può bastare il pareggio, perché poi possiamo vincere a Torino".

Guida una squadra un cui spiccano l'esperto centravanti Bilic, tre gol in nazionale e una lunga esperienza nella Liga, il difensore centrale Glumac (23 anni, pedinato da molti club italiani) e soprattutto il fantasista diciannovenne Marko Rog, considerato un talento notevole. Ma il Toro non può sentirsi minacciato. "Se abbiamo l'ambizione di battere Inter o Roma a casa loro, a maggior ragione abbiamo il dovere di farlo con lo Split", dice Giampiero Ventura. Oltretutto non si giocherà nemmeno nello stadio dell'Rnk, il Park Mladezi, inadatto per le competizioni Uefa, ma addirittura fuori Spalato, a Dugopolje, in un impianto da 5.200 posti. I dirigenti croati sperano di avere quattromila spettatori. Cinquecento arriveranno dall'Italia.

Ventura presenterà il meglio di quello che ha ma non Cerci, praticamente ibernato da quando è arrivato in ritiro: si è messo sul mercato e l'allenatore ha varato la squadra come se non avesse la sua stella. Scelta lungimirante: a giorni, forse già nel weekend, Cerci dovrebbe diventare un giocatore del Milan, perché l'offerta tra soldi e uomini (14 milioni più il cartellino di Nocerino e il giovane Cristante) ha infine stanato Cairo. Poco male, a quanto pare: Ventura ha già altri progetti. "Questa partita è una verifica di quello che possiamo diventare, di dove possiamo arrivare: la trasferta di Spalato ci aiuterà a capirlo". L'ambizione è di tornare in Europa dopo vent'anni "ed esportare una bella immagine di noi". La gente sfrigola di passione e già prepara il tutto esaurito per la gara di ritorno, giovedì prossimo. Cerci o non Cerci, per il popolo cambia poco: l'importante è che sia tornato a esistere il Toro.


 
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