KIEV - Vento forte e un po' di nuvole nel cielo Kiev, dove il volo charter con a bordo Benitez e i giocatori è atterrato con qualche vuoto d'aria all'ora di pranzo. Ordinaria amministrazione, per la spericolata e ristretta comitiva azzurra: di cui non fa parte stavolta nemmeno Aurelio De Laurentiis. Il presidente è rimasto a Roma a fronteggiare altre turbolenze, in un momento cruciale per la stagione del Napoli anche fuori dal campo: con i rebus dello stadio e della panchina in primo piano. Pochissimi pure i tifosi al seguito: appena 300, per i costi elevati e la scomodità della trasferta, a circa tremila chilometri da casa. Eppure è un appuntamento potenzialmente storico: a 26 anni dall'ultima finale internazionale. Era il 1989, quando Maradona alzò la Coppa Uefa nel cielo di Stoccarda. Higuain e compagni sono a un passo dal traguardo, ma dovranno uscire indenni dal complicato esame di ucraino, nella sfida di domani contro il Dnipro.
Il pareggio (1-1) dell'andata è un pessimo punto di partenza. Ma stavolta il Napoli non si è complicato la vita da solo. Pesa infatti il gravissimo errore commesso una settimana fa al San Paolo da Svein Odvvar Moen, che regalò un gol agli avversari degli azzurri in netto fuorigioco. De Laurentiis aveva protestato con Platini e c'era attesa per la nuova designazione dell'Uefa, per la farà di ritorno. È stato scelto Milorad Mazic, serbo, 42 anni, un marcantonio di 187 centimetri, piglio autoritario e una lunga carriera ad alti livelli già alle spalle, nonostante sia ancora lontano dalla pensione. Mazic è ritenuto un arbitro di polso e abbastanza “governativo”. Internazionale dal 2009, agli ultimi Mondiali si era attirato le critiche dell’Iran, con una direzione di gara a senso unico pro Argentina. I suoi capi si fidano di lui. Il serbo se la cavò bene nella bolgia di Istanbul: in un’altra semifinale d’Europa League, tra Fenerbahce e Benfica. Con il Napoli ha invece un solo precedente, negativo: il ko (2-0) subito nell'autunno del 2013 in Champions League con l’Arsenal, all’Emirates Stadium di Londra. C'era già Benitez.
Domani si giocherà invece al monumentale stadio Olimpico di Kiev, 70 mila posti di capienza. Fonti ufficiose parlano di sold out, anche se di fatto il Dnipro disputa le sue gare interne in campo neutro, a livello internazionale, per la delicata situazione politica nella zona di Dnipropetrovsk. Propaganda a parte, però, il pienone è davvero probabile. L'obiettivo della finale di Europa League stuzzica infatti l'orgoglio e il forte nazionalismo degli ucraini. Ma il Napoli, con tutti i suoi big a disposizione, ha i mezzi per superare l'esame. Benitez ha un solo dubbio a centrocampo, dove dovrà scegliere il partner di David Lopez. In serata la rifinitura e le parole di Rafa, furioso per la squalifica di una giornata ricevuta dal giudice sportivo, dopo le polemiche per il pareggio di Parma.
Il tecnico spagnolo, ha parlato oggi nella consueta conferenza stampa della vigilia: "Dopo 26 anni siamo qua per giocarci una semifinale europea, una cosa importantissima per la nostra società, pensiamo a questo. Tornando ai fatti di domenica, sono sorpreso che siano riusciti a sentire una frase detta ad ostruzione del calcio italiano, quando invece non hanno sentito i cori contro i napoletani che sono durati per tutta la partita allo stadio Tardini. Detto questo, non voglio più parlarne". Benitez ha inoltre parlato dell'episodio incriminato del match d'andata, con il gol in fuorigioco degli ucraini: "Altro che incidente, tutti sappiamo come sia andata realmente. Abbiamo visto benissimo cosa è successo e ciò ci aiuterà. Un errore di questo genere in semifinale può succedere una sola volta, mi aspetto che domani sarà diverso e tutti saranno concentrati per fare il meglio con una gara normale senza strascichi polemici. La possibilità che ci sia un altro errore arbitrale è minima, dopo l'errore dell'andata saranno tutti molto concentrati". "E' ovvio che la mia esperienza e quella dei ragazzi aiuterà, ma tutti sanno cosa ci aspetterà. Per quanto riguarda la formazione, non ho ancora deciso, sappiamo più o meno chi giocherà ma dobbiamo prima verificare le condizioni di tutti". Sulla sua permanenza sulla panchina del Napoli: "Il risultato influirà sul mio futuro? Tutti sapete che devo parlare anche con la mia famiglia, inoltre ho parlato anche con De Laurentiis in questi giorni. Ma ora dobbiamo concentrarci solo sulle partite che ci restano, il mio futuro si vedrà più avanti" ha concluso.
A parlare anche Gonzalo Higuain: "Io penso solo alla sfida di domani, dobbiamo vincere. Poi mancheranno altre tre partite di campionato e dobbiamo dimostrare di poter giocare la Champions l'anno prossimo. Domani deve essere la notte di tutti, se tutti giochiamo con la voglia di sempre possiamo andare avanti. Abbiamo la qualità e il carattere per conquistare la finale, ringrazio Hamsik per le belle parole ma penso che dobbiamo solo arrivare in finale". "Penso che sarà fondamentale avere la concentrazione necessaria per vincere e raggiungere la finale, dobbiamo dimostrare in campo di avere la squadra e la qualità per raggiungere questo obiettivo". Il Pipita è tornato poi anche sui fatti di Parma: "Sono cose che succedono in campo, sono qui per parlare della partita di domani, non mi interessa altro. Sono concertato su domani che è una partita fondamentale".
Il pareggio (1-1) dell'andata è un pessimo punto di partenza. Ma stavolta il Napoli non si è complicato la vita da solo. Pesa infatti il gravissimo errore commesso una settimana fa al San Paolo da Svein Odvvar Moen, che regalò un gol agli avversari degli azzurri in netto fuorigioco. De Laurentiis aveva protestato con Platini e c'era attesa per la nuova designazione dell'Uefa, per la farà di ritorno. È stato scelto Milorad Mazic, serbo, 42 anni, un marcantonio di 187 centimetri, piglio autoritario e una lunga carriera ad alti livelli già alle spalle, nonostante sia ancora lontano dalla pensione. Mazic è ritenuto un arbitro di polso e abbastanza “governativo”. Internazionale dal 2009, agli ultimi Mondiali si era attirato le critiche dell’Iran, con una direzione di gara a senso unico pro Argentina. I suoi capi si fidano di lui. Il serbo se la cavò bene nella bolgia di Istanbul: in un’altra semifinale d’Europa League, tra Fenerbahce e Benfica. Con il Napoli ha invece un solo precedente, negativo: il ko (2-0) subito nell'autunno del 2013 in Champions League con l’Arsenal, all’Emirates Stadium di Londra. C'era già Benitez.
Domani si giocherà invece al monumentale stadio Olimpico di Kiev, 70 mila posti di capienza. Fonti ufficiose parlano di sold out, anche se di fatto il Dnipro disputa le sue gare interne in campo neutro, a livello internazionale, per la delicata situazione politica nella zona di Dnipropetrovsk. Propaganda a parte, però, il pienone è davvero probabile. L'obiettivo della finale di Europa League stuzzica infatti l'orgoglio e il forte nazionalismo degli ucraini. Ma il Napoli, con tutti i suoi big a disposizione, ha i mezzi per superare l'esame. Benitez ha un solo dubbio a centrocampo, dove dovrà scegliere il partner di David Lopez. In serata la rifinitura e le parole di Rafa, furioso per la squalifica di una giornata ricevuta dal giudice sportivo, dopo le polemiche per il pareggio di Parma.
Il tecnico spagnolo, ha parlato oggi nella consueta conferenza stampa della vigilia: "Dopo 26 anni siamo qua per giocarci una semifinale europea, una cosa importantissima per la nostra società, pensiamo a questo. Tornando ai fatti di domenica, sono sorpreso che siano riusciti a sentire una frase detta ad ostruzione del calcio italiano, quando invece non hanno sentito i cori contro i napoletani che sono durati per tutta la partita allo stadio Tardini. Detto questo, non voglio più parlarne". Benitez ha inoltre parlato dell'episodio incriminato del match d'andata, con il gol in fuorigioco degli ucraini: "Altro che incidente, tutti sappiamo come sia andata realmente. Abbiamo visto benissimo cosa è successo e ciò ci aiuterà. Un errore di questo genere in semifinale può succedere una sola volta, mi aspetto che domani sarà diverso e tutti saranno concentrati per fare il meglio con una gara normale senza strascichi polemici. La possibilità che ci sia un altro errore arbitrale è minima, dopo l'errore dell'andata saranno tutti molto concentrati". "E' ovvio che la mia esperienza e quella dei ragazzi aiuterà, ma tutti sanno cosa ci aspetterà. Per quanto riguarda la formazione, non ho ancora deciso, sappiamo più o meno chi giocherà ma dobbiamo prima verificare le condizioni di tutti". Sulla sua permanenza sulla panchina del Napoli: "Il risultato influirà sul mio futuro? Tutti sapete che devo parlare anche con la mia famiglia, inoltre ho parlato anche con De Laurentiis in questi giorni. Ma ora dobbiamo concentrarci solo sulle partite che ci restano, il mio futuro si vedrà più avanti" ha concluso.
A parlare anche Gonzalo Higuain: "Io penso solo alla sfida di domani, dobbiamo vincere. Poi mancheranno altre tre partite di campionato e dobbiamo dimostrare di poter giocare la Champions l'anno prossimo. Domani deve essere la notte di tutti, se tutti giochiamo con la voglia di sempre possiamo andare avanti. Abbiamo la qualità e il carattere per conquistare la finale, ringrazio Hamsik per le belle parole ma penso che dobbiamo solo arrivare in finale". "Penso che sarà fondamentale avere la concentrazione necessaria per vincere e raggiungere la finale, dobbiamo dimostrare in campo di avere la squadra e la qualità per raggiungere questo obiettivo". Il Pipita è tornato poi anche sui fatti di Parma: "Sono cose che succedono in campo, sono qui per parlare della partita di domani, non mi interessa altro. Sono concertato su domani che è una partita fondamentale".