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Fiorentina, Sousa: "Vietato gestire, giocheremo all'attacco"

Il tecnico non vuole amministrare la vittoria ottenuta in Germania sul Borussia M'Gladbach: "Inizialmente le nostre scelte nella gara d'andata hanno concesso agli avversari di avere più tempo per attaccare. Dovremo fare il contrario"

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FIRENZE - Attaccare e non difendere, dominare e non gestire. E' questa la filosofia di Paulo Sousa, che in Europa League contro il Borussia Mönchengladbach (giovedì 23 febbraio, ore 21.05) si gioca buona parte della stagione con la Fiorentina. Che riparte dall'1-0 conquistato in trasferta appena una settimana fa, quando la perla di Bernardeschi su calcio di punizione spianò la strada ai viola mettendo in discesa il discorso qualificazione. Già, proprio così? Non ne vuol sentir parlare il tecnico portoghese, che proprio non si fida. "Siamo pronti per questa gara -dichiara in sala stampa- sappiamo quale siano l'importanza dell'avversario e la loro forza. Vogliamo fare questa impresa, insieme ai tifosi. Il Borussia è stato costruito per la Champions, dovremo dare il massimo. Chi passa domani ha grandi opportunità di arrivare in fondo: poi serve anche fortuna, certo". 
 
Cosa può portare Sousa, in termini di esperienza, in queste gare?
"Determinazione e convinzione dei nostri mezzi. Dobbiamo essere propositivi e credere in quel che stiamo facendo: poi la concentrazione, certo, perché questa ti fa prendere decisioni collettive indipendentemente che tu abbia la palla o no". 
 La sconfitta contro il Milan è un passo indietro per la squadra?
"Per il risultato, si. Studiamo i nostri avversari e prendiamo decisioni di conseguenza. Dopo poco tempo per recuperare dalla sfida coi tedeschi, abbiamo giocato a Milano e non siamo riusciti a vincere: per questo è un passo indietro ma abbiamo dominato meglio il nostro avversario che in Germania. Eppure non hai vinto". 
 Cosa chiede ai tifosi per la sfida col Borussia?
"25 mila biglietti venduti comunque sono un buon numero, specie pensando a questo momento. La spinta dei nostri tifosi è fondamentale per raggiungere un traguardo: L'energia del Franchi è importante, ti dà il 30% in più rispetto a quel che potremo mettere noi in campo". 
 Come si affrontano i tedeschi, partendo dall'1-0?
"Tatticamente cambieremo qualcosa, specie in difesa dove abbiamo sofferto molto. Dovremo essere veloci nella circolazione palla e poi, dal momento che abbiamo un piccolo vantaggio, trovare il momento giusto per verticalizzare. Loro giocano con reparti molto corti tra loro: inizialmente le nostre scelte nella gara d'andata hanno concesso agli avversari di avere più tempo per attaccare. Dovremo fare il contrario, per vincere la gara: non dobbiamo pensare a gestire ma ad attaccare e fare gol". 
 Le danno fastidio le voci di un suo possibile addio?
"No, capisco bene queste dinamiche e sono nel calcio da tanti anni ormai. Esistono ed esisteranno sempre: i miei ragazzi sono professionisti e devono rimanere concentrati. Io come leader devo pensare anche a questo". 
I rapporti con la tifoseria come sono in questo momento?
"Quando vinci ti avvicini, quando perdi ti allontani. Fa parte del mestiere dell'allenatore: noi vogliamo vincere sempre, in ogni partita, e onorare al massimo la maglia". 
 
SANCHEZ: "IN DIFESA FATICO MA A DISPOSIZIONE"  - In sala stampa, al fianco di Sousa, anche il colombiano. Uno che ha iniziato come centrocampista per poi adattarsi a difensore inamovibile dei viola. Un segnale, comunque, che qualcosa non vada al meglio in quel reparto. "Faccio un po' di fatica in quel ruolo - ammette Sanchez - però sono a disposizione del mister e voglio dimostrare ai tifosi che in campo darò sempre il massimo". Sanchez tiene, e molto, a questa competizione: "Vogliamo andare avanti. Serve concentrazione, sicuramente. Mentalmente dovremo essere concentrati, perché se poi giochiamo come sappiamo abbiamo opportunità di andare avanti. Abbiamo un vantaggio (l'1-0 dell'andata, ndr) ma adesso c'è da giocare un'altra partita con un'altra storia. Dovremo affrontarla allo stesso modo dell'andata". Poi sul calcio italiano dichiara: "Quel che fa la differenza è la tattica. Qui devi rimanere concentrato e capire a fondo quel che ti chiede lo staff tecnico". 
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